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La motivazione nello sport

La motivazione nello sport

Il termine “motivazione”, derivante dai termini latino “motivus” (mobile) e “movére” (muovere), indica tutto ciò che si muove, ed assume il significato di orientare, indirizzare e influenzare dinamicamente un comportamento verso qualcosa, caratterizzando, così, ogni tipo di azione personale.

La motivazione è un motore potente, alimentato da un necessario carburante, che spinge ogni essere umano a superare le sfide e raggiungere i suoi obiettivi, sostenuto dal desiderio/ambizione di migliorare le proprie dotazioni native.

Essa investe una pluralità di fattori, indissolubilmente interconnessi, che possono essere: primari/fisiologici e secondari/sociali, interni ed esterni, coscienti e inconsapevoli, semplici e complessi, transitori e persistenti, intellettuali, affettivi, educativi, culturali, che costituiscono un campo di forze, la cui risultante sollecita l’organismo all’azione.

Leggi anche: La motivazione: il carburante che spinge ad agire

La motivazione in campo educativo

Sulla base degli elementi che la caratterizzano, la molla motivazionale è continuamente presente in campo educativo. Essa, infatti, se opportunamente attivata, rappresenta una funzione fondamentale del processo di apprendimento, che rende possibile la volontà di agire, la determinazione, l’impegno e lo sforzo, finalizzati a raggiungere un preciso obiettivo.

In questa prospettiva, lo scopo della motivazione può essere quello di essere attratta verso un “oggetto meta” desiderabile e, quindi, di ottenerlo, oppure di rifiutarlo, allontanandosene. Tali comportamenti si configurano, perciò, come manifestazioni che presentano due aspetti opposti da parte del soggetto:

  • attivare  il tentativo di migliorare una condizione presente, per perseguire “l’oggetto meta”, con l’aspirazione di colmare una mancanza (valenza positiva),
  • abbandonare o allontanare “l’oggetto meta”, liberandosi di alcuni bisogni fisiologici primari come, per esempio, quello di rifiuto del cibo, quando si è sazi (valenza negativa).

La motivazione è stata studiata da varie scuole psicologiche, che ne hanno fornito diverse interpretazioni:

  • La motivazione intrinseca: deriva da un desiderio interno, dalla passione e dall’interesse personale, è legato alla realizzazione personale e al senso di realizzazione
  • La motivazione estrinseca: è quella che spinge il soggetto a compiere azioni per ottenere ricompense o evitare punizioni
  • La motivazione autonoma:  è la forma più elevata di motivazione intrinseca, si manifesta quando abbiamo libertà di scegliere le nostre azioni e ne siamo entusiasti)
  • La motivazione controllata: come risposta a pressioni esterne o influenze sociali, non per piacere personale, ma per evitare punizioni o ottenere ricompense
  • La motivazione amotivata: determinata dalla completa mancanza  di motivazione o interesse, per cui non esiste un motivo apparente per agire.

Per approfondire: SEMINARIO ONLINE: L’importanza della motivazione nella crescita personale e sociale

Teorie e interpretazioni della motivazione

La teoria biologica La motivazione è la conseguenza di un’esigenza organica, il cui bisogno deve essere soddisfatto (Cannon, Hull, Miller)
La teoria etologica Attivazione o inibizione di fattori istintivi, in relazione alle sollecitazioni ambientali  (Lorenz. Timberghen)
La teoria psicodinamica Mobilitazione di impulsi motori del comportamento, in particolare, l’istinto di vita  (libido – “Eros”) e l’istinto di morte  (aggressività e distruttività – “thanatos” ) (Freud)
Motivazioni dirette e indirette Motivazioni dirette: il piacere della motivazione estetica, che procura il movimento; il desiderio di dominare la paura e il gusto della competizione; il piacere di realizzare performances di livello superioreMotivazioni indirette: legate al desiderio di acquistare salute, la preparazione al lavoro, di raggiungere precisi obiettivi, attraverso un’attività sociale (Roudik)
Il successo o l’insuccesso Il successo è la causa della motivazione, l’insuccesso è la causa del decadimento della motivazione (Vanek, Cratty)
Motivazioni primarie e secondarie Le motivazioni primarie riguardano il gioco e l’agonismoLe motivazioni secondarie sono quelle di tipo socio-culturale,come il desiderio di approvazione sociale, i benefici economici, la fama, ecc. (Antonelli, Salvini)
La motivazione come causalità interna La motivazione è una causalità vista da dentro (Shopenhauer)
La volontà di apprendere La categoria fondamentale della volontà di apprendere ed è una costante del comportamento umano (Bruner)
La teoria dei bisogni La motivazione sportiva è legata a due tipi di bisogni : la lotta contro l’avversario  (confronto vincente) e la lotta contro la natura (desiderio di conoscerla e dominarla)   (Bouet)

La motivazione centrata sullo sport

Come sintesi delle teorie sopra esposte,  si potrebbero elencare le cinque esigenze motivazionali, tipicamente umane, che Bouet, attribuisce, in modo specifico allo sport:

  1. Il bisogno di movimento, inteso come esigenza di esprimere energia organica, non solo in senso biologico, ma anche in rapporto alla soddisfazione procurata dal movimento stesso, dall’aspetto estetico, dalla capacità del controllo del vissuto nel tempo e nello spazio
  1. L’affermazione di sé, come tendenza a sviluppare e potenziare se stesso e la propria personalità, attraverso lo sviluppo delle personali capacità e abilitò, anche in termini di confronto con gli altri
  1. La compensazione : l’attività sportiva diventa momento di compensazione di eventuali handicap psi-fisici o di autorealizzazione, negata in altri campi d’azione
  1. L’aggressività : che si esprime in modo positivo (sublimazione o attività socialmente accettabile e produttiva) o in modo negativo (fenomeni di espressine violenta e socialmente censurabili)
  1. L’affiliazione sociale : intesa come ricerca di contatto con gli altri e, quindi, come desiderio di far parte di un gruppo.

Le strategie da utilizzare

Tenendo conto delle suddette istanze, nello svolgimento dell’attività didattico-educativa, riferita allo sport,  è fondamentale, per l’insegnante, non utilizzare uno stile direzionale dall’alto in basso, ma coinvolgere direttamente gli alunni, mettendosi in ascolto attivo dei loro bisogni, dei loro desideri, delle loro aspettative.

Per  potenziare la motivazione negli alunni, l’insegnante potrebbe orientare il suo intervento, con strategie mirate, sotto indicate, finalizzate a perseguire precisi obiettivi e traguardi di sviluppo:

  • Agire secondo la logica dell’intervento educativo personalizzato, nei confronti di tutti gli alunni, valorizzando le motivazioni intrinseche di ognuno
  • Scoprire, valorizzare e potenziare  le loro personali predisposizioni e potenzialità
  • Impostare obiettivi significativi, a lungo termine, riferiti all’espressione di  capacità, valori, interessi  e aspirazioni personali
  • Incoraggiare e stimolare l’autonomia delle proprie azioni,  stimolandoli ad agire in modo autonomo e aiutarli  a prendere decisioni basate su personali punti di vista, invece di farli sentire condizionati da pressioni esterne
  • Aiutarli a coltivare la perseveranza, nel superare gli ostacoli e mantenere l’ impegno continuo verso lo sviluppo delle personali capacità motorio-sportive e, più in generale, della crescita personale
  • Proporsi obiettivi a lungo termine, senza affrettare o anticipare i tempi del processo di apprendimento, attraverso la specializzazione precoce, evitando, cioè, di impostare un’azione   anticipatrice  delle capacità prestative di ognuno, ma rispettandone i  personali ritmi di maturazione e sviluppo.