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Il benessere psicologico nel contesto lavorativo

Il benessere psicologico nel contesto lavorativo

Secondo una ricerca condotta da Mindwork in collaborazione con BVA Doxa, il benessere psicologico dei lavoratori è strettamente correlato al loro benessere sul lavoro. Questi risultati sottolineano l’importanza di affrontare il tema del benessere psicologico sul lavoro e di fornire supporto adeguato ai dipendenti.

Le organizzazioni e le aziende devono adottare misure per promuovere un ambiente di lavoro sano e sostenibile, implementando politiche che riducano lo stress e favoriscano il benessere dei dipendenti. È fondamentale offrire risorse di supporto psicologico e promuovere la consapevolezza sulla salute mentale.

Il benessere dei dipendenti non dovrebbe essere considerato come qualcosa di separato dal loro lavoro, ma come un aspetto integrante dell’esperienza lavorativa complessiva. Investire nella cura del benessere psicologico dei dipendenti può portare a una maggiore soddisfazione sul lavoro, a una migliore produttività e a una riduzione dei casi di burnout e di altri disturbi mentali correlati al lavoro.

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I campanelli d’allarme

Riconoscere i campanelli d’allarme che indicano che qualcosa non sta procedendo nel verso giusto è fondamentale per tutelare il nostro benessere psicologico.

L’assenteismo frequente o continuativo dal lavoro può essere un segnale di allarme che qualcosa non va nel benessere di un individuo. Secondo i dati della ricerca, una persona su tre afferma di essersi assentata dal lavoro a causa di malessere emotivo. È quindi importante indagare sulle ragioni di questi assenti frequenti, poiché il malessere apparentemente fisico potrebbe essere correlato anche a problemi di salute mentale.

Il calo dell’efficacia nel lavoro è un campanello d’allarme che richiede attenzione. Se si sperimenta un calo frequente o prolungato nella prestazione personale, potrebbe indicare che qualcosa sta interferendo con la capacità di essere pienamente presente e produttivi. È importante comprendere se la causa di questo calo sia dovuta alla natura delle richieste lavorative, ad esempio compiti troppo sfidanti o complessi, oppure se sia influenzata dalla percezione e dal vissuto personale.

La perdita d’interesse verso il proprio lavoro può essere un segnale significativo di burnout e non dovrebbe essere sottovalutata. Quando si perde l’entusiasmo e la motivazione che in passato ha guidato il nostro impegno, è importante considerarlo come un campanello d’allarme che richiede attenzione. Questo sintomo può indicare un esaurimento emotivo e mentale causato dallo stress eccessivo e prolungato.

Le difficoltà nelle relazioni con i colleghi possono manifestarsi in varie forme, come aggressività, disinteresse, mancata partecipazione o addirittura isolamento. È importante riconoscere che le relazioni positive sul luogo di lavoro possono contribuire a ridurre lo stress, ma quando diventano fonte di tensione e alimentano ulteriormente il disagio, è necessario intervenire.

L’isolamento può essere una risposta naturale alla necessità di ritirarsi dalla vita sociale e cercare rifugio in se stessi. Può essere un modo per evitare situazioni che generano ansia e stress.

L’irritabilità, il nervosismo e l’agitazione possono essere segnali di malessere emotivo. Quando ci sentiamo sopraffatti o le nostre risorse mentali sono esauste, possiamo reagire con un aumento dell’attivazione emotiva. È essenziale riconoscere i motivi che si celano dietro alla rabbia e all’irritabilità.

Perdita di memoria e mancanza di energia come risposte ad un lavoro non soddisfacente

Le difficoltà di memoria e concentrazione sono spesso associate allo stress e possono manifestarsi come cali di attenzione, dimenticanze o momenti di vuoto mentale. Quando la mente è sovraccarica di pensieri e informazioni, diventa più difficile concentrarsi e ricordare le cose.

In questi casi, è importante rallentare e prendersi dei momenti per rilassarsi. Mettere in pratica tecniche di rilassamento come la meditazione, la respirazione profonda o lo yoga può aiutare a liberare la mente dai pensieri ricorrenti e invadenti.

Dedicare del tempo a se stessi per riposare e rigenerarsi è cruciale per migliorare la memoria e la concentrazione. Anche una buona gestione dello stress, ad esempio attraverso l’organizzazione delle attività e il bilanciamento tra lavoro e tempo libero, può contribuire a ridurre le difficoltà cognitive.

Inoltre, mantenere uno stile di vita sano con una dieta equilibrata, un’adeguata idratazione e un regolare esercizio fisico può favorire la salute mentale e cognitiva.

La mancanza di energia può essere influenzata non solo dalla fatica fisica, ma anche dallo stress accumulato. Lo stress può sottrarre energia e rendere la sensazione di stanchezza più intensa. Pertanto, è importante considerare anche l’impatto dello stress sulla nostra vitalità.

Ricorrere a tecniche di rilassamento come il training autogeno o altre pratiche di gestione dello stress può aiutare a liberare la mente dalle preoccupazioni e a ristabilire un senso di calma e equilibrio. Queste tecniche possono aiutare a rilassare il corpo e la mente, riducendo così l’accumulo di tensione e migliorando la sensazione di energia.