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Gli influssi negativi dell’analfabetismo emotivo sul comportamento (Parte 1)

Gli influssi negativi dell’analfabetismo emotivo sul comportamento (Parte 1)

Le notizie che campeggiano nelle prime pagine dei giornali e nelle numerose informazioni televisive fotografano, in modo inequivocabile, l’immagine di una società malata, offrendo un quadro drammatico di gravi e permanenti situazioni problematiche, riguardanti numerosi casi di conflitti e scontri, a livello mondiale, che colpiscono l’intero pianeta e coinvolgono generazioni intere. Tale dimensione distruttiva e disumanizzante investe il campo dei disvalori esistenziali dell’individuo, che manifesta anomalie comportamentali aggressive e violente, caratterizzate da atti criminosi e delittuosi, in cui predominano i peggiori istinti distruttivi della natura umana.

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Analfabetismo emotivo

L’ultimo secolo, come sostiene Daniel Goleman, nel suo libro Intelligenza emotiva (1995), ha evidenziato ciò che ci divide, costringendoci a confrontarci con i limiti della nostra empatia.

Tali condotte, inquadrabili come comportamenti immorali e asociali, in genere, sono la dimostrazione di una grave forma di analfabetismo emotivo, sociale ed etico, che trova origine nell’incapacità e nella debolezza, di alcuni soggetti, a conoscere, gestire, controllare e governare il proprio equilibrio emotivo, necessario a rapportarsi in modo corretto col proprio mondo interiore e col mondo degli altri.

Un attento esame del fenomeno spinge a riflettere che esistono delle cause ben precise, che regolano i rapporti interpersonali, più o meno positivi, che sono ascrivibili, sicuramente, ad una serie di componenti educative, ambientali, culturali e sociali, che accompagnano le varie fasi dello sviluppo umano.

Homo homini lupus

Limitandoci ad un semplice riferimento filosofico, legato alla negatività dei rapporti interpersonali e alla miseria emotiva dilagante, c’è da rilevare, a tale proposito, l’attualità della teoria pessimistica sulla natura umana, sostenuta, già nel 17° secolo, dal filosofo Thomas Hobbes (1588-1679), il quale afferma che, sotto la patina della civiltà, la vita è “ostile, animalesca e breve”, per cui l’uomo, che diventa “homo homini lupus” (l’uomo lupo nei confronti dell’uomo), rende esplosivo e ingestibile l’equilibrio biologico e avvelena la relazione interpersonale, rendendola tossica, pregiudicando la qualità dei rapporti, compromettendo la salute fisica e mentale, consolidando una sorta di inquinamento sentimentale, che provoca una situazione esistenziale negativa, in cui dominano situazioni di malessere, di paura, di insicurezza, di depressione, di rancore, di aggressività.

Le conseguenze dell’analfabetismo emotivo in ambito lavorativo, familiare, scolastico

Questa dinamica può verificarsi in ogni tipo di rapporto umano disturbato, che prende forma e consistenza nei seguenti contesti: l’ambito lavorativo, l’ambito dei rapporti di coppia, l’ambito dei rapporti genitori/figli, l’ambito scolastico e, più in generale, l’ambito di tutti i comportamenti socialmente censurabili.

Cerchiamo, ora, di esaminare, singolarmente e in modo sintetico, i vari ambiti:

Ambito lavorativo

I rapporti interpersonali sono compromessi, ad esempio, quando il principale tirannico offende, insulta, minaccia un suo dipendente, mortificando la sua dignità, avvilendone il suo sé sociale e decretandone, spesso, la perdita del posto di lavoro.

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Relazione di coppia

Il logorio del rapporto può determinare, a lungo andare, una vera e propria povertà emotiva ed una forma di analfabetismo empatico. In questo caso, prevale il senso di possesso egoistico (dovuto all’ipertrofia dell’Io), sul rispetto reciproco e sulla qualità del rapporto tra pari. Ne deriva che, nei casi più preoccupanti, il senso del “lutto”, per la perdita “dell’oggetto d’amore”, provocato dall’abbandono emotivo del partner/vittima (quasi sempre, una donna), determina risposte di reazione incontrollate, da parte del partner maschile dominante che, come registrano le cronache quotidiane, si concretizza con i fenomeni, sempre più frequenti, di dominio, di tormento persecutorio, di aggressione e violenza fisica e psicologica, da parte del soggetto aggressore, come lo stupro, l’abuso fisico che, nei casi più allarmanti, può arrivare al triste e drammatico epilogo del femminicidio.

L’ambito delle situazioni di sofferenza in famiglia, dovute alle latitanze affettive o di molestie da parte dei genitori nei confronti dei figli; queste situazioni producono fragilità e rovesci emotivi che, spesso, permangono, senza capacità di recupero, anche in età adulta.

Ambito scolastico

A livello scolastico, spesso, sono rilevabili fenomeni di violenza incontrollata, da parte dei ragazzi aggressori, nei confronti della vittima (spesso un compagno di scuola), come quella del bullismo tradizionale, che si manifesta con la presenza fisica del bullo e della vittima (caratterizzata da insulti, offese, violenze fisiche, rabbia esplosiva, ecc.), oppure sotto forma di cyberbullismo, che si realizza, a distanza, utilizzando gli strumenti telematici, ormai a disposizione, e che marca la vittima, per tempi non precisi e prevedibili, provocando seri strascichi psicologici, spesso, permanenti.

L’ambito dei comportamenti adolescenziali e giovanili socialmente censurabili, come quelli delle Baby Gang, spesso armate, che saccheggiano lo stesso ambiente in cui vivono e che compiono atti di vandalismo o furti a danno della comunità o dei ragazzi coetanei.

Analfabetismo emotivo: i risvolti negativi sulla salute

Alcuni ricercatori hanno scoperto che la percezione dei sentimenti negativi, legati alla sensazione del deterioramento dei rapporti interpersonali e la condizione stressante che ne deriva, determina la consapevolezza che, chi partecipa alla nostra vita, non è in grado o non voglia sostenerci emotivamente e , pertanto, è avvertito come pericolosa minaccia alla nostra incolumità.

I meccanismi di difesa, che ne seguono, riferiti a questi stati d’animo, caratterizzati, dal rifiuto di se stessi e degli altri, scatenano sentimenti di allontanamento dai rapporti socio-affettivi (il senso di emarginazione, il rifiuto del rapporto, la rabbia, il disgusto, ecc.) che, secondo le evidenze scientifiche, emerse da apposite ricerche, influiscono, negativamente, anche sulla salute fisica e mentale

In particolare, sono stati registrati:

  • un aumento cronico dei livelli di cortisolo, uno degli ormoni rilasciati dal corpo in caso di emergenza, che stimola e scatena i circuiti dell’amigdala, che agisce come segnale di allarme, in una forma di risposta allo stimolo che, senza controllarne la reazione, provoca la paura. In questo caso, l’area prefrontale (deputata al ragionamento e alla regolazione del comportamento) non riesce a modulare i forti stimoli e gli impulsi, generati dalla tempesta emotiva,
  • l’insorgenza di disturbi cardiovascolari,
  • la scarsa funzionalità del sistema immunitario sotto stress ,
  • l’accentuazione del diabete,
  • l’aumento dell’ipertensione,
  • l’induzione all’impulso verso comportamenti crudeli e offensivi,
  • la distruzione, in alcuni casi, dei neuroni dell’ippocampo,
  • il consolidamento di comportamenti disturbati, come l’aggressione contro se stessi o contro gli altri, verso i quali che si manifestano comportamenti crudeli e offensivi

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