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Il Metodo Rusticucci: la scoperta del talento

Il Metodo Rusticucci: la scoperta del talento

Fulvio Rusticucci, il fondatore del “Metodo Rusticucci” descrive in tre punti le “consuetudini” che rendono originale il suo metodo:

1. Metodo senza libri

Nelle scuole non devono mancare delle belle, ampie, aggiornate biblioteche. I libri devono essere mezzo per cercare ciò che serve al bambino stesso, non devono essere strumento per bloccare lo sviluppo del potenziale originale di ciascuno. I libri infatti li devono scrivere i bambini con la propria vita. In tal modo, afferma il prof. Rusticucci, ci sarebbe una scuola più “semplice”, una scuola in cui si lasci lo spazio e il tempo ai ciascuna bambina e a ciascun bambino di esprimersi, di seguire o scoprire il proprio talento.

2. Metodo senza valutazione

Dovrebbe essere, la scuola secondo il “Metodo Rusticucci”, una scuola che non passi elementi di contraddizione. La valutazione intesa come voto che classifica e annichilisce, non può essere una scuola che valorizza il talento e il percorso che con impegno e responsabilità ogni alunno porta avanti. Valorizzare, invece di valutare, chi tu sei. Gli educatori non devono immettere nell’altro (e in particolare nel bambino) ciò che gli è estraneo ma dovrebbero invece far fiorire ciò che è già in lui. Il seme che diventerà una rigogliosa pianta.

3. Materiale inedito

Questo è l’aspetto che vale su tutti gli ordini di scuola. C’è bisogno di abbandonare la logica della programmazione per lasciare spazio e tempo al bambino, al ragazzo, alla giovane per essere se stessi. E ciò vale ancora prima dell’ingresso nel mondo della scuola. Già a 18 mesi termina infatti, dice il professor Rusticucci, il percorso del talento. Il periodo in cui si potrebbe far esplodere ogni peculiarità del piccolo che sta crescendo. Il suo “talento” è già completamente sviluppato e il compito dell’educatore, anche del nido, è concorrere a svelare il talento proprio di ciascuno.

L’esperienza del prof. Fulvio Rusticucci

Racconta il prof. Rusticucci: “Nelle scuole di musica arrivano adulti che hanno perso contatto col proprio talento. In tal senso il Nido dovrebbe già essere un luogo speciale in cui si lavori consapevolmente sul potenziale dei piccoli”. Ovviamente il pensiero dell’ideatore del nuovo metodo didattico risiede nella ferma convinzione che non si possa considerare il nido come un parcheggio bensì come luogo che aiuta la realizzazione di sé da parte dei piccoli utenti e che anche sostiene il processo di comprensione dei genitori nei confronti di ciò che può essere il talento della propria figlia o del proprio figlio.

Nei nostri nidi – continua Fulvio Rusticucci – quando il bambino finisce l’ultimo anno vogliamo poter essere in grado di dire quale è stato il percorso personale e originale proprio di ogni bambina e di ogni bambino“. Nei nidi gestiti secondo il “Metodo Rusticucci”, infatti accanto alla cura dei bambini, si avvia una formazione obbligatoria dei genitori, sia dal punto di vista educativo, sia pedagogico, sia anche dal punto di vista della foniatria.

Una formazione completa e che va anche oltre quello che solitamente si propone nelle realtà educative già consolidate.

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