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La demenza fronto-temporale (FTD) e le sue valutazioni

La demenza fronto-temporale (FTD) e le sue valutazioni

La demenza fronto-temporale (FTD) è sicuramente la forma di deterioramento dementigeno più comunemente conosciuta dopo la demenza di Alzheimer.

La FTD vede le sue principali compromissioni nelle regioni dei lobi frontali, temporali e, solamente negli ultimi anni, si è riscontrato un coinvolgimento anche nella regione del cervelletto.

Questa tipologia di demenza può essere suddivisa in tre forme:

  • L’Afasia Progressiva Non Fluente (PNFA), la quale presenta una difficoltà nell’eloquio spontaneo del paziente;
  • La Demenza Semantica (SD), che vede intatta la capacità di eloquio spontaneo, ma che presenta una difficoltà nella capacità di riconoscimento del significato delle parole;
  • La Variante Comportamentale della Demenza Fronto-Temporale (BV-FTD), che si manifesta con disturbi comportamentali da parte del paziente.

Un esempio classico di paziente con BV-FTD è un paziente sulla sessantina che, ad un certo punto della sua vita, cambia completamente il modo di parlare, di vestire, di pettinarsi e di comportarsi nella sua vita personale e sociale.

Questi cambiamenti si manifestano drasticamente in maniera improvvisa e hanno ripercussioni significative nella vita del soggetto.

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FTD e Teoria della Mente

Nella FTD e, in particolare, nella BV-FTD vi è una compromissione della Teoria della Mente, ovvero di quella capacità del soggetto di attribuire a sé e agli altri gli stati mentali.

Vi sono due livelli della Teoria della Mente: il primo di essi si riferisce al concetto di “Luisa pensa che Paolo sia simpatico”, mentre il secondo livello si riferisce al concetto di “Luisa pensa che Paolo pensa che…”.

Esistono due prove per la valutazione di questa Teoria della Mente, che possono essere applicate da quando i bambini sono piccoli: il compito di falsa credenza di primo ordine e il compito di falsa credenza di secondo ordine.

Nella prova del compito di falsa credenza di primo ordine, che presuppone la capacità di pensare cosa gli altri pensano, possiamo trovare il test di Sally-Anne.

Test di Sally-Anne

In tale test, la cui struttura ricorda quella di un gioco, vi sono due figure, Sally ed Anne. Sally posiziona una biglia in un cestino e lo copre con un panno, poi esce dalla stanza per andare a fare una passeggiata. Nel frattempo Anne sposta la biglia dal cestino ad una scatola e poi si nasconde. Quando Sally torna ha voglia di giocare con la sua biglia e, a questo punto, l’esaminatore chiederà al bambino sottoposto al test: “Secondo te Sally dove cercherà la sua biglia?”.

Questo compito non viene svolto correttamente dai bambini fin verso i 3-4 anni di età. Ciò accadde perché nel bambino la capacità della Teoria della Mente fa la sua prima comparsa intorno ai 3-4 anni.

Nel compito di falsa credenza di secondo ordine, che viene risolto correttamente dal bambino intorno ai 6-8 anni di età, un personaggio spia un altro personaggio mentre sta compiendo una certa azione e quindi questo compito, di complessità più elevata, va a valutare i pensieri che le persone hanno sulle credenze.

Le funzioni esecutive nella BV-FTD

La BV-FTD vede una marcata compromissione nelle funzioni esecutive, quali per esempio la capacità di pianificazione e quindi la capacità del paziente di essere in grado di organizzare la propria vita.

Dal momento che questa condizione patologica vede un coinvolgimento dei lobi frontali e questi sono appunto deputati a questa capacità, molti sono stati gli strumenti utilizzati per un’accurata valutazione delle funzioni esecutive.

Per esempio, uno degli strumenti neuropsicologici maggiormente utilizzati per questa valutazione è il Wisconsin Card Sorting Test.

Il Wisconsin Card Sorting Test

Il Wisconsin Card Sorting Test (WCST) consiste inizialmente nel fatto che l’esaminatore pone quattro carte raffiguranti ciascuna figure di diverso colore e diversa forma di fronte al paziente e poi consegna a quest’ultimo un mazzo di carte, raffiguranti anch’esse figure di diverso colore e diversa forma.

Il paziente deve a questo punto associare ciascuna carta del mazzo alle quattro carte inizialmente consegnategli in base a similitudini in termini di colore e di forma.

Quando lo psicologo che sta esaminando il paziente, decide improvvisamente di cambiare i criteri del gioco, il paziente deve essere in grado di  associare  la carta corrispondente ai nuovi criteri richiesti dall’esaminatore.

Il WCST assume una particolare importanza nella valutazione delle funzioni esecutive, dal momento che si occupa principalmente di indagare il cambiamento delle regole e più specificatamente la capacità di saper reagire adeguatamente ai cambiamenti della vita del paziente.