Le scienze umane hanno esplorato una vasta gamma di temi, ma un aspetto che le accomuna tutte è senza dubbio lo studio dei gruppi. Il gruppo rappresenta un’entità psicopedagogica di fondamentale importanza, che influenza l’individuo, seppur con modalità diverse, lungo tutto l’arco della sua esistenza.
COSA SI INTENDE PER GRUPPO
Il gruppo può essere definito come un insieme di persone, generalmente da un minimo di 3 a un massimo di 20 componenti, che condividono interessi comuni e desiderano preservarli il più a lungo possibile. All’interno del gruppo, uno dei membri assume il ruolo di leader. Il gruppo si basa su una serie di relazioni amicali e durature, piuttosto che su interazioni occasionali.
IL GRUPPO IN PEDAGOGIA
In ambito pedagogico, il gruppo rientra tra le agenzie educative informali. Questo perché, nella maggior parte dei casi, non presenta regole scritte e i ruoli al suo interno possono variare in base alle esigenze che emergono nel tempo.
Il gruppo è particolarmente cruciale per il bambino, poiché al suo interno acquisisce una serie di apprendimenti essenziali per la vita futura. Il piccolo impara i meccanismi della socializzazione, che gli permetteranno di diventare parte attiva della società, comprende i ruoli che incontrerà quotidianamente e, aspetto non meno importante, sperimenta la scoperta dell’altro, che assumerà un’importanza vitale durante il periodo adolescenziale.
IL GRUPPO IN PSICOLOGIA E SOCIOLOGIA
La psicologia e la sociologia hanno approfondito lo studio dei vari tipi di gruppo.
In particolare, la psicologia sociale ha analizzato il gruppo utilizzando una metodologia simile a quella delle discipline scientifiche, considerando le forze interne che tengono unito il gruppo, in linea con la teoria di Kurt Lewin.
In ambito sociologico, individuo e gruppo sono interdipendenti. La sociologia ha analizzato i gruppi sia nel contesto sociale generale sia nell’ambito lavorativo. I gruppi riscontrabili nella società possono essere suddivisi in aggregati e categorie.
Gli aggregati sono insiemi di persone che si trovano in un determinato luogo nello stesso momento, senza avere nulla in comune (ad esempio, le persone in fila alla posta). Una categoria, invece, comprende un gruppo di persone legate tra loro da interessi comuni, per lo più di natura lavorativa (ad esempio, medici, avvocati, ingegneri).
IL GRUPPO IN ANTROPOLOGIA CULTURALE
L’antropologia culturale ha approfondito lo studio delle dinamiche di gruppo, ponendo l’attenzione sulle modalità di ingresso degli individui al suo interno. Questo avviene spesso tramite veri e propri riti di iniziazione, seguiti da prove che mirano a rafforzare la coesione e la sopravvivenza del gruppo stesso.
UNA FIGURA IMPORTANTE: IL LEADER
Il gruppo, in genere, si caratterizza per l’esistenza di regole, siano esse scritte o non scritte, delle quali si fa garante il leader.
La figura del leader possiede alcune caratteristiche fondamentali: il carisma, il senso di appartenenza e la flessibilità.
- Il carisma si riferisce all’influenza, positiva o negativa, sull’intero equilibrio del gruppo;
- Il senso di appartenenza è cruciale, poiché un buon leader deve fare il possibile affinché il gruppo sopravviva e mantenga la sua unità;
- La flessibilità è la capacità di adattarsi alle diverse situazioni che possono presentarsi.
I Leader si possono suddividere in diverse tipologie:
- Leader autorevole: tiene conto delle esigenze dei componenti del gruppo e adatta il suo operato per la vitalità del gruppo, mostrando grande empatia;
- Leader autoritario: prende in considerazione diversi punti di vista, ma agisce in assoluta autonomia nelle decisioni.
- Leader democratico: prima di prendere qualsiasi decisione, la sottopone a votazione, dando uguale peso al parere di ogni componente del gruppo.
Lo stile di leadership non ha una durata fissa, ma si modifica in base alle esigenze che il gruppo deve affrontare.
IL GRUPPO NELLE DIVERSE FASI DELLA VITA
Il gruppo è utile in diverse fasi della vita:
- Durante l’infanzia, è fondamentale per apprendere la socializzazione, la conoscenza dell’altro, l’assunzione di ruoli e lo sviluppo di abilità come l’empatia, utile per comprendere sentimenti e necessità altrui;
- Nell’età adulta, il gruppo fa riferimento alla vita sociale e lavorativa. Il vecchio gruppo di amici, magari nato nell’infanzia e nell’adolescenza, può modificarsi nei rapporti o, se non aveva fondamenta solide, cessare di esistere.
- L’adolescente spesso considera il gruppo una seconda famiglia. Pur di entrarne a far parte, si sottopone a vere e proprie prove di coraggio o a riti di iniziazione. Questi fenomeni sono stati studiati dall’antropologia culturale e, nelle società occidentali moderne, possono consistere nel superamento di prove estreme, talvolta persino pericolose per la vita. Negli anni ’60 e ’70, ad esempio, il consumo di sostanze stupefacenti (cannabis, allucinogeni e droghe più potenti) era un modo per accedere a certi gruppi.
Il gruppo si rivela quindi una realtà sempre più complessa, specchio di una società sempre più difficile da decifrare.
IL GRUPPO NELL’AMBITO LAVORATIVO
Il mondo del lavoro, oggi più che mai, considera il lavoro di gruppo parte integrante della mission di un’azienda.
La psicologia del lavoro, in particolare, distingue i gruppi in: équipe e task force.
- L’équipe è un gruppo di persone appartenenti a diverse categorie professionali che collaborano per il raggiungimento di un obiettivo comune e ha una durata a lungo termine.
- La task force è un insieme di professionisti con diverse competenze che lavorano a un progetto specifico ma di breve durata; si “scioglie” una volta risolto il problema per cui era stata costituita.

