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Cicatrice Francese: la nuova sfida estrema social

Cicatrice Francese: la nuova sfida estrema social

Dal punto di vista psicologico, l’autolesionismo può rappresentare un modo per alleviare il dolore emotivo, per attirare l’attenzione su di sé, per esprimere sentimenti e/o emozioni difficili da verbalizzare, per punirsi o per sentirsi in controllo di una situazione.

L’autolesionismo, oltre che da un punto di vista psicologico, può anche essere visto come un comportamento sociale, poiché spesso si manifesta all’interno di gruppi di pari o in contesti di condivisione online. In questi contesti, l’autolesionismo può essere usato come mezzo per stabilire un senso di appartenenza a un gruppo o per comunicare un disagio emotivo comune.

Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad un aumento della diffusione delle cosiddette “sfide estreme” sui social media, in cui gli utenti vengono sfidati a compiere atti pericolosi e autolesionistici. Questo fenomeno è particolarmente diffuso tra i giovani, che spesso sono alla ricerca di nuove esperienze e di momenti di forte emozione.

La correlazione tra social media e sfide estreme risiede nel fatto che i social network rappresentano un canale di comunicazione globale e immediato, che permette di condividere facilmente idee e contenuti, anche quelli che possono essere pericolosi o dannosi. Inoltre, la ricerca di attenzione e di consenso tra i propri coetanei può spingere alcuni giovani ad assumere comportamenti estremi e autolesionistici, pur di farsi notare e di ricevere apprezzamento.

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La cicatrice francese come forma di autolesionismo

L’autolesionismo rientra tra le sfide estreme ed  è una forma di comportamento che può essere definita come l’atto intenzionale di infliggere dolore a se stessi, senza l’intento di suicidarsi. Questo comportamento può assumere diverse forme, come ad esempio il taglio della propria pelle, la bruciatura o il graffio, e spesso si manifesta in momenti di stress emotivo o di forte turbamento.

Una delle ultime sfide social in voga tra i giovani è quello della “cicatrice francese“, ossia un fenomeno che consiste nella realizzazione di una ferita autoinflitta in corrispondenza dello zigomo mediante la pressione costante tra due dita della pelle, al punto da procurarsi una finta cicatrice che resta per due o più settimane.

Il fenomeno della “cicatrice francese” si è diffuso soprattutto attraverso i social media, dove i ragazzi condividono foto delle loro cicatrici e si mettono in contatto con altri che condividono la stessa esperienza.

Inoltre, la pratica della “cicatrice francese” può rappresentare un modo per sentirsi parte di un gruppo o di una comunità, in particolare per avere l’aspetto ure e temerario, come se fosse reduce da una scazzottata. In questo senso, l’autolesionismo può diventare un tentativo di forma di adesione e di consenso tra i giovani, scongiurando così il fenomeno del bullismo.

L’attrazione per la “cicatrice francese” può essere spiegata anche dalla ricerca di sensazioni estreme e di un senso di controllo sulla propria vita, che spesso manca ai giovani. In questo senso, l’autolesionismo può diventare una sorta di sfida personale, che permette di sentirsi vivi e presenti.

Creare una rete per aiutare i giovani

La pratica della “cicatrice francese” rappresenta un grave pericolo per la salute, in quanto può comportare il rischio di cicatrici permanenti e altri danni fisici e psicologici. Inoltre, la pratica può essere un segnale di una più ampia problematica emotiva, come il disturbo dell’umore, la depressione e l’ansia.

In primo luogo, è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza sui rischi associati alla pratica della “cicatrice francese”. Gli adulti devono parlare ai giovani della pericolosità di questa pratica e delle possibili conseguenze negative, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

In secondo luogo, è importante favorire una maggiore conoscenza sui temi della salute mentale e dell’autolesionismo, attraverso l’organizzazione di attività di sensibilizzazione e di incontri informativi nelle scuole e nei centri giovanili.

Inoltre, è necessario promuovere un dialogo aperto e sincero tra genitori ed educatori e i giovani, in modo da creare un ambiente sicuro e accogliente in cui i giovani possano esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni senza sentirsi giudicati.

Infine, è importante fornire supporto psicologico e sanitario ai giovani che praticano la “cicatrice francese” o che manifestano sintomi di disagio emotivo. I professionisti della salute mentale possono offrire un supporto adeguato per affrontare le difficoltà emotive e comportamentali dei giovani, aiutandoli a gestire lo stress e a trovare strategie positive per affrontare le sfide della vita quotidiana.

Il contrasto al fenomeno della “cicatrice francese” richiede l’impegno e la collaborazione di tutti gli attori coinvolti, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sui temi della salute mentale e dell’autolesionismo, fornire supporto adeguato ai giovani e promuovere un dialogo aperto e rispettoso tra adulti e giovani.