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Pedagogia e strategie educative: l’importanza dell’autonomia

Pedagogia e strategie educative: l’importanza dell’autonomia

Prima di entrare in argomento, vorrei innanzitutto, dedicare due parole per spiegare il termine pedagogia. Questa parola deriva dal greco παῖς (“pàis”, fanciullo) e ἄγω (“àgo”, condurre per mano) e significa “condurre il fanciullo per mano”.

La pedagogia è, quindi, la scienza che si occupa dell’educazione dei bambini. Si tratta di una scienza poiché studia i principi di una materia nello specifico, ovvero l’educazione: il processo relazionale, sociale, tramite il quale si crea un’azione volta a sollecitare lo sviluppo di tutte le capacità psico-fisiche dell’essere umano.

INTERVENTI E STIMOLI EDUCATIVI

Un programma di intervento di natura educativa deve comprendere vari tipi di stimolazione:

  1. Stimolare l’autonomia globale del bimbo, in tutte le sue attività, organizzando anche e soprattutto giochi motori (area psicomotoria).
  2. Le sue abilità logico intuitive (area logico-intuitiva: grandezze, differenze, confronti, spazialità, ordinare sequenze).
  3. Le sue abilità tattili, coordinamento occhio mano, dove è compresa la stimolazione della sua autonomia personale (area psicomotoria: attraverso uso di strumenti di manipolazione, plastilina, o anche uso di pennelli).
  4. Le sue abilità uditive (area dei linguaggi espressivi: giochi di ritmo, musicalità).
  5. Le sue abilità visuali-percettive (area dei linguaggi espressivi: percorsi vari in cui la coordinazione statica e dinamica sia fondamentale).
  6. Le sue competenze fonologiche e abilità grafo-motorie (area del linguaggio verbale: ascolto, memoria e comprensione).

È importante educare, quindi stimolare e sollecitare, organizzando al meglio i tempi del bambino e suoi spazi di vita quotidiana, attraverso piccole ma fondamentali regole.

EDUCARE ALL’AUTONOMIA

La manualità di un bimbo è essenziale nel suo sviluppo cognitivo. L’emergere della motricità fine, ossia l’educazione della mano e la capacità di saperla adoperare “finemente” (sapere allacciare le scarpe almeno a sei anni, o chiudere una cerniera lampo a quattro anni circa) rappresenta una tappa fondamentale per il bambino, in quanto legata allo sviluppo totale della sua autonomia personale, basilare per lo sviluppo di aree importanti del cervello, aree operative e cognitive.

La mano è una unità motorio-funzionale, correlata ai centri nervosi superiori ed è l’espressione più compiuta del processo che ha condotto l’essere umano alla progressiva evoluzione delle funzioni cognitive. Intelligenza e linguaggio del bambino si creano dal movimento fisico.

COME SI CREA LA MENTE DEL BAMBINO

L’educazione al movimento, legato allo sviluppo psichico, è argomento centrale per MARIA MONTESSORI, pedagogista ed educatrice famosa in tutto il mondo, che sottolinea come vi sia uno strettissimo collegamento tra l’uso delle mani e lo sviluppo di importanti aree del cervello, operative e cognitive.

Nella prima infanzia, viene a crearsi la natura del bambino, il suo linguaggio, la sua intelligenza in ogni suo movimento fisico. Il bambino crea la sua mente attraverso l’ambiente e la sua scoperta, il movimento lo aiuta a creare la sua coscienza, elabora con le mani e con il suo corpo, con il suo esplorare e camminare egli si rende cosciente.

Attraverso le sue mani, la sua esperienza cresce, le sue mani sono strumento in gran parte della vita quotidiana di un bimbo. Per esempio, un bambino di circa un anno:

  • apre e chiude sportelli, cassetti;
  • mette tappi alle bottiglie;
  • toglie oggetti da un recipiente e li rimette.

Lo studio dello sviluppo psichico del bambino è intimamente connesso con lo studio dello sviluppo della mano: l’intelligenza del bambino raggiunge un certo livello senza far uso della mano, mentre attraverso l’attività manuale egli raggiunge un livello più alto. Quindi, secondo la pedagogia montessoriana, il bimbo che si è servito delle sue mani ha un carattere più forte e spiccato, al contrario, se non può far uso delle mani, resta pigro, incapace di ubbidienza e privo di iniziativa (cfr. testo La mente del bambino – Maria Montessori). La sua sanità psicofisica dipenderà quindi da come verranno educate e sviluppate due determinate aree: autonomia e motricità.


La pedagogia Montessoriana è presentata e approfondita in diversi corsi online disponibili sulla piattaforma igeacps.it. In particolare, per un’introduzione sul tema suggeriamo il seminario gratuito online Il Metodo Montessori e il corso online Il Metodo Montessori: l’importanza del contesto e dell’autonomia.


MOTRICITÀ FINE, LETTURA E SCRITTURA

Lo sviluppo della motricità fine indica la capacità di saper muovere “finemente” la mano. La mano è una unità motorio-funzionale, correlata ai centri nervosi superiori, che per la sua duttilità è l’espressione più compiuta e raffinata delle nostre funzioni esecutive. Difatti, l’utilizzo individuale di schermi e tastiere e la tecnologia touch sottrae ai bambini la possibilità di sviluppare componenti neuro cerebrali importantissime.

Diversi studi scientifici, realizzati nell’ultimo decennio, concorrono nel documentare l’importanza della scrittura a mano e del corsivo (cfr. testo Non è colpa dei bambini. Perché la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito – Daniele Novara).

Se ne deduce che l’interazione del dito con uno schermo, a partire dalla prima infanzia, non solo riduce lo sviluppo della motricità fine, ma influisce su altre competenze, come la comprensione della lettura ed il riconoscimento delle lettere; impedisce di stimolare strutture cerebrali complesse, che presidiano aree cruciali dell’apprendimento linguistico.


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