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Il signor Errore e la valutazione formativa

Il signor Errore e la valutazione formativa

Tra i primi autori che si sono soffermati a considerare l’importanza dell’errore all’interno del processo di apprendimento dei bambini e delle bambine, è stata la pedagogista Maria Montessori.

A partire dalla metà del ‘900 fino ad oggi, l’attenzione dei più autorevoli autori in campo didattico si è poi concentrata sull’approfondimento dell’analisi e dell’approccio all’errore per agevolare lo sviluppo cognitivo. La valutazione formativa in questo momento, trova grande eco all’interno delle università e delle scuole.


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Il signor Errore: da nemico a maestro

“Se vogliamo andare verso la perfezione, conviene stare attenti agli sbagli perché la perfezione verrà solo correggendoli e bisogna guardarli alla luce del sole, bisogna ricordarsi che essi esistono come esiste la vita stessa” scriveva la dottoressa di Chiaravalle. Dal 1949, anno di prima pubblicazione del libro “La mente del bambino”, ad oggi, la scienza dell’educazione e della formazione ha fatto notevoli progressi nel campo dell’approccio all’errore.

Tra alterne fasi e correnti psico-pedagogiche, siamo arrivati a parlare di valutazione formativa (molti autori hanno approfondito la tematica, tra i tanti ricordiamo: R. Stiggins, L. Earl, L. Giannandrea).

Si tratta, quindi, di una valutazione che precede, accompagna e segue il percorso di apprendimento e come già ricordano ai docenti del primo ciclo, le Indicazioni Nazionali del 2012, “attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo”.

L’esimio comitato scientifico incaricato nel 2012 di descrivere le competenze per la scuola, aveva già sottolineato come la valutazione debba avere valore formativo. Già allora, quindi, si sono succeduti progetti e sperimentazioni volti a cercare una strada pratica che potesse deviare il giudizio (nella sua accezione soggettiva) verso la valutazione (nel senso di dare valore in modo oggettivo).

L’errore era considerato in nuce proprio come passaggio utile all’apprendimento, al rafforzamento della motivazione, al miglioramento del proprio modo di imparare ad imparare. In questo senso, l’errore aveva l’indubbio vantaggio di aiutare il docente a indirizzare il percorso verso l’apprendimento più completo, più pieno, più coretto possibile.

Grazie allo sbaglio, infatti, e alla riflessione su di esso, si aiuta il processo metacognitivo per comprendere dove il conflitto cognitivo non ha trovato la sua soluzione.

L’importanza dell’errore nella scuola di oggi

Con l’Ordinanza Ministeriale n. 172 del 4 dicembre 2020 si torna a parlare di valutazione e di postura di fronte al complesso meccanismo di insegnamento-apprendimento.

“La valutazione ha una funzione formativa fondamentale” scrivono gli estensori nell’incipit delle Linee Guida allegate all’Ordinanza.

“L’ottica è quella della valutazione per l’apprendimento, che ha carattere formativo poiché le informazioni rilevate sono utilizzate anche per adattare l’insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni e ai loro stili di apprendimento, modificando le attività in funzione di ciò che è stato osservato e a partire da ciò che può essere valorizzato” prosegue sempre il documento. C’è, quindi, un forte richiamo al confronto, alla spiegazione dell’errore all’interno del processo di costruzione della conoscenza. Si tratta di soffermarsi: non cassare e tirare avanti, ma riflettere e ri-costruire l’architettura cognitiva intorno a quell’apprendimento specifico.

Analizzare, senza demonizzare. Accompagnando, con rispetto, il discente che ha sbagliato, per ripartire con lui verso una maggiore consapevolezza del processo si apprendimento verso cui si sta avviando.

È un compito non del tutto agevole cui sono decisamente chiamati a rispondere i docenti, ma che coinvolge attivamente anche gli studenti e le studentesse. Aiutare una meta-riflessione su ciò che di sbagliato è accaduto, sostiene e rafforza l’apprendimento.

Si va avanti sulla linea della ricerca azione e intanto restano i grandi insegnamenti e la visione già pressochè completa della Montessori rispetto alla tematica. Resta la postura che indicava per l’approccio all’errore da parte del bambino durante il suo sviluppo cognitivo; resta il grande rispetto per lo sbaglio da non giudicare, da non demonizzare, da non nascondere o cancellare.

Resta il Signor Errore!