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Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Si è recentemente conclusa la Settimana Nazionale della Dislessia (3-9 Ottobre) promossa dalla European Dyslexia Association  (EDA) con l’obiettivo di cambiare il punto di vista da cui si guardano i Disturbi Specifici dell’Apprendimento e mettere al centro le potenzialità di ogni singolo individuo.

Cos’è un DSA

L’apprendimento viene definito come “quel processo psichico che consente una modificazione durevole del comportamento per effetto dell’esperienza” che permette adattamento all’ambiente circostante.

Con l’acronimo DSA si indica “un disturbo in uno o più dei processi psicologici di base coinvolti nell’uso o nella comprensione del linguaggio, parlato o scritto” che si evidenzia attraverso “scarsa capacità nell’ortografia e/o nella lettura e/o nella scrittura e/o nel parlare e/o nel pensare e/o nell’ascoltare e/o nell’eseguire calcoli matematici”.

Nello specifico, il giorno 8 ottobre è stato “l’anniversario della legge”, data in cui l’allora Presidente della Repubblica Napolitano ha promulgato la LEGGE 170/2010, il principale riferimento normativo italiano sul tema dei DSA. In particolare, la legge conferma il “riconoscimento dei disturbi specifici di apprendimento «DSA» che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana”.

Nel trattamento di un DSA, è importante attivare una diagnosi precoce, in quanto le liste d’attesa per una corretta valutazione diagnostica sono lunghe e dipendono dal lavoro interdipendente di équipe multidisciplinari (psicologo, logopedista, neuropsicomotricista, neuropsichiatra infantile).


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La definizione diagnostica di DSA: il contributo della psicologia

Il DSM-5 è il Manuale diagnostico e statistico che delinea e classifica i disturbi mentali e cognitivi. Si tratta di uno strumento clinico attraverso cui si ha una valutazione oggettiva della manifestazione dei sintomi che, nel caso dei DSA, presenta i seguenti criteri.

A: Difficoltà di apprendimento e nell’uso delle abilità scolastiche (almeno 1 dei sintomi presenti per almeno 6 mesi nonostante interventi mirati su tali difficoltà):

  • Lettura di parole imprecisa, lenta o difficoltosa (il soggetto tira ad indovinare o inventa parole)
  • Difficile comprensione del significato (il soggetto legge adeguatamente ma non comprende relazioni, sequenze, concetti intrinseci)
  • Spelling (il soggetto aggiunge omette sostituisce vocali e/o consonanti)
  • Espressione scritta (il soggetto compie errori grammaticali e/o  punteggiatura, scarsa organizzazione dei paragrafi, manca di chiarezza delle idee)
  • Mancata padronanza del concetto numerico e/o dei calcoli (il soggetto tende a contare sulle dita, non comprende la dimensione e relazione tra loro, compie errate procedure aritmetiche)
  • Difficoltà nel ragionamento matematico

B: Abilità notevolmente al di sotto di quelle attese secondo l’età cronologica che causano significativa inferenza nel rendimento (scolastico o lavorativo).

C: le difficoltà si manifestano parzialmente fino a quando ci si trova di fronte a prove a tempo, scrittura di testi complessi ecc. che superano le capacità limitate del soggetto.

D: si aggiungono disabilità intellettive, visive, uditive o altri disturbi mentali neurologici, avversità sociale, difficoltà linguistiche o livello di istruzione inadeguato.

In particolare, gli specificatori per i DSA più comuni sono i seguenti:

  • Compromissione della lettura (DISLESSIA), in termini di accuratezza, velocità, comprensione;
  • Compromissione del calcolo (DISCALCULIA), in termini di concetti, calcoli, ragionamenti
  • Compromissione dell’espressione scritta (DISGRAFIA/DISORTOGRAFIA), in termini di spelling, grammatica, espressione chiara.

Disturbi dell’apprendimento e disabilità intellettiva

È importante ricordare, in questa sede, che DSA non significa “ritardo mentale” o “disabilità intellettiva”. Infatti, il bambino (o adulto) che soffre di un disturbo specifico dell’apprendimento possiede un funzionamento intellettivo complessivamente nella media (o anche superiore), ma presenta delle carenze in determinate abilità scolastiche, che ne comportano inefficienza sul piano didattico e sconforto, frustrazione e rabbia a livello personale-psicologico.

Questo accade perché, in realtà, il Quoziente Intellettivo riveste solo il 20% del successo personale. Dunque, insieme ad intelligenza e razionalità, sono necessari anche equilibrio emotivo e maturità mentale, come sostiene lo psicologo e counsellor Robin Grille.

Inoltre, secondo lo psicologo, scrittore e giornalista americatno Daniel Goleman, occorre servirsi di meta-abilità nella gestione dell’esperienza emotiva. Bisogna, cioè, saper comprendere sentimenti ed aspirazioni (proprie ed altrui) e saper gestire positivamente le emozioni per ottenere situazioni di successo determinate da intelligenza con forte carica emozionale.

Anche AID (Associazione Italiana Dislessia) si batte da anni a supporto delle persone con DSA ed è diventata un importante punto di riferimento per la valorizzazione delle neurodiversità e delle caratteristiche di ciascun individuo.