GUARDA I NOSTRI CORSI GRATUITI >>> ISCRIVITI SENZA IMPEGNO

Settimana Nazionale della Dislessia

Settimana Nazionale della Dislessia

Dal 3 al 9 ottobre torna l’appuntamento annuale con la Settimana Nazionale della Dislessia dell’Associazione Italiana Dislessia, in concomitanza con la European Dyslexia Awareness Week, promossa dalla European Dyslexia Association (EDA).


In una classe c’è un bambino che trattiene le lacrime. In questo momento ha visto che gli altri bambini hanno capito i segni che l’insegnante ha scritto alla lavagna, ha intuito che rappresentano i suoni e che  quei suoni si usano per dire parole una dopo l’altra guardando il foglio. Quello, insomma, che gli altri chiamano “leggere”. A lui molti di quei trattini sembrano uguali o quasi, altri hanno lo stesso suono, ma vede che vengono scritti diversamente.

L’insegnante gli ha detto che non faceva abbastanza attenzione, ecco perché sbaglia e rimane sempre indietro. Gli ha anche detto che durante la ricreazione anziché giocare avrebbe lavorato per mettersi al pari con gli altri; lui ha guardato l’insegnante senza capire, mentre tratteneva quella lacrima all’angolo dell’occhio. Non capisce il rimprovero, gli occhi seri, il tono alterato; non capisce perché gli altri rispondono bene e lui no. L’insegnante rimane perplessa: “possibile che dopo tanti giorni di scuola non distingua una p da una b e una m da una n?”.

Ecco, questa è la dislessia.

Cos’è la dislessia?

La lettura e la scrittura, dopo la prima fase di apprendimento, diventano processi automatici, così come una volta appresa la guida di un’automobile non è più necessario concentrarsi sulle singole procedure e coordinarle: cambio, frizione, prima, seconda… Sembra strano, ma si automatizza e si impara, si compiono tutti i passaggi senza pensarci.

Stessa cosa succede per la scrittura e la lettura: dopo aver imparato per benino come si impugna la matita, da quale parte si deve girare per scrivere quella lettera, come si chiama quella lettera, come si chiama unita all’altra, come si chiamano se si uniscono altre e quali cambiamenti ci sono nel pronunciarli, si arriva a non dover più sillabare e ricordare. Tutto diventa automatico.

Ma non è così per tutti.

La dislessia consiste nella difficoltà che i soggetti scolarizzati hanno a leggere fluidamente e correttamente ad alta voce. Il disturbo si manifesta attraverso una lettura stentata, poco espressiva e comunque al di sotto degli standard previsti per l’età anagrafica. Vengono, inoltre, verificati il livello intellettivo generale e la possibilità di aver ricevuto un’istruzione adeguata.

È un dato di fatto della pratica clinica che la dislessia può presentarsi in forme molto diverse: le difficoltà di apprendimento e il disturbo della lettura, oltre ad essere di diversa gravità, possono essere anche qualitativamente differenti da una caso all’altro. Pertanto, una costante della ricerca clinica su dislessia e altri disturbi specifici di apprendimento degli ultimi decenni riguarda il tentativo di individuare profili riferibili a sottotipi clinici, che possano essere utili per prevederne l’evoluzione nel tempo, la risposta ad eventuali trattamenti e le più adeguate forme di compensazione mediante misure di supporto scolastico.


Per approfondire il tema della dislessia e degli altri disturbi dell’apprendimento, visita il portale disturbispecificidiapprendimento.it. Cerchi un tutor DSA? Consulta il nostro registro di esperti. 


Quali interventi vengono attivati?

Nel panorama attuale, la terapia della dislessia evolutiva propone sia interventi che mirano a restituire/abilitare funzioni cognitive di base sia trattamenti orientati ai processi sottostanti al compito di lettura.

Nella prima categoria abbiamo, ad esempio, training mirati sulle funzioni esecutive sulla working memory (memoria di lavoro, ossia la facoltà di mantenere in memoria e al tempo stesso manipolare le informazioni) o traning mirati sulla denominazione visiva rapida.

Gli interventi presi in considerazione dalla CC (Consensus Conference) dell’Istituto Superiore della Sanità (2011) raccomanda di trattare i ragazzi con dislessia con interventi specialistici mirati al miglioramento della velocità e correttezza della lettura, tramite esercizi strutturati per facilitare queste funzioni.


Il seminario gratuito online Dislessia e trattamenti innovativi presenta i principali strumenti d’intervento per il trattamento della dislessia nel contesto familiare e scolastico. 


La scuola è un valido aiuto

Di fronte a una situazione di dislessia, la scuola offre allo studente la possibilità di utilizzare strumenti compensativi per superare gli ostacoli causati dal disturbo.

  • L’USO DEL REGISTRATORE: il registratore è spesso considerato un eccellente aiuto per superare il problema della lettura dei materiali scolastici. Lo studente può riascoltare la registrazione per facilitare la comprensione di compiuti o concetti.
  • SEMPLIFICARE LE CONSEGNE SCRITTE: l’insegnante può aiutare sottolineando o evidenziando le parti significative di un argomento.
  • PRESENTARE UNA PICCOLA QUANTITÀ DI LAVORO: l’insegnante può selezionare alcune pagine e materiali dall’eserciziario per ridurre la quantità di lavoro da presentare agli studenti che diventano ansiosi alla sola vista del troppo carico da svolgere.
  • SVILUPPARE UNA GUIDA PER LA LETTURA: una guida per la lettura può essere fornita da una mappa, dove vengono evidenziati solo i concetti più rilevanti.
  • UTILIZZO DELLA TASTIERA: il primo passo è quello di abilitare lo studente alla tastiera con l’uso di alcuni programmi che permettono la scrittura con il PC in modo veloce con le 10 dita, ad esempio il tool TutoreDattilo.
  • SINTESI VOCALI: esistono molti programmi di sintesi vocale, ossia programmi che “leggono” ad alta voce un testo scritto, sia gratuiti (ad esempio LEGGI X ME) che a pagamento (es: ALFA READER 3), che raccogliono molteplici funzioni: legge testi, file, inserisce link, allegati, può creare indici ecc. Questi programmi rientrano tra gli strumenti compensativi utilizzabili dall’alunno con DSA, sia nello studio a casa sia durante lo svolgimento di prove a scuola per tutti i livelli d’istruzione (legge 170/2010).