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Bambini e smart toys: come proteggere i nostri figli dalle violazioni di riservatezza nell’uso dei giocattoli di nuova generazione

Bambini e smart toys: come proteggere i nostri figli dalle violazioni di riservatezza nell’uso dei giocattoli di nuova generazione

Cosa sono gli Smart Toys

Vi è una sempre maggiore diffusione di giocattoli che – attraverso la connessione alla rete, microfoni, telecamere, gps e sensori vari allocati al loro interno – sono in grado di interagire con l’utilizzatore: i cosiddetti smart toys (giocattoli intelligenti).

Si tratta di device quali la playstation, bambole, peluche, robot, baby monitor. Tutti strumenti capaci di registrare e riprodurre suoni, immagini e video. Sono pertanto apparecchi che raccolgono, trattano e diffondono dati personali, il più delle volte riferibili a minori (spesso al di sotto dei 14 anni), con conseguenti possibili rischi per la loro e la nostra incolumità e riservatezza.

Come tutelare i nostri bambini

Quasi sempre questi smart toys richiedono una registrazione ad un sito o una app, nel corso della quale è necessario fornire informazioni personali. È bene quindi leggere attentamente l’informativa sul trattamento dei dati forniti (solitamente la si trova sulla confezione del giocattolo o sul sito internet dell’azienda produttrice). Tramite l’informativa si potrà sapere quali informazioni saranno acquisite direttamente dalla telecamera e dal microfono del giocattolo e come le stesse saranno utilizzate, vale a dire se la raccolta e il trattamento sono solo finalizzate alla funzionalità del giocattolo, oppure se i dati forniti saranno trattati anche per altri scopi (ed in tal caso: Quali? Per quanto tempo? Da chi?).

Una volta letta l’informativa e accertato che non ci siano troppi elementi sconvenienti, possiamo procedere alla registrazione. In considerazione di una connessione del giocattolo al web, sarà opportuno:

  • fornire meno informazioni possibili al sito o alla app del gioco;
  • accettare solo i cookies indispensabili;
  • utilizzare uno pseudonimo per indicare il giocatore.

È altresì opportuno limitare la raccolta di informazioni a quelle indispensabili al funzionamento dell’apparecchio (soprattutto in materia di geo localizzazione) e negare l’accesso alla memoria, al microfono, al WIFI e al Bluetooth dell’apparecchio su cui la app è stata installata. È infatti necessario sapere che il giocattolo non è intelligente (a dispetto del nome): esso impara a forza di interagire con chi lo utilizza. Memorizza e quindi impara le parole, così da poterle ripetere. Lo stesso dicasi per i suoni, che memorizza e poi riconosce.

Strumenti di difesa

Ogni apparecchio “intelligente” è in grado di dialogare con un altro suo “simile”. Questa possibilità aumenta l’incrocio di dati e la diffusione delle nostre informazioni. Diventa quindi determinante non fornire al device informazioni sensibili e delicate, oltre a proteggerlo con password complesse ed antivirus sempre aggiornati. È inoltre sempre opportuno spengere l’apparecchio quando non utilizzato, oppure disconnetterlo dalla rete internet, per limitare l’acquisizione e la trasmissione di dati. Seppur dormiente, infatti, un microfono potrebbe acquisire informazioni sui presenti ascoltando le loro voci, e trasmetterle a chiunque.

Allo stesso modo è il caso di evitare che la fotocamera possa condividere fotografie e filmati sui social network, soprattutto senza una preventiva verifica di un adulto. Per questa ragione è necessario che i più piccoli non utilizzino mai da soli questi giocattoli se connessi alla rete internet.

Analogamente, qualora si dovesse decidere di cestinare, regalare o vendere il gioco, è assolutamente consigliabile effettuare un reset della memoria, così da eliminare i dati in essa presenti, chiedendo anche la loro cancellazione dal server/data base dell’azienda produttrice, potendosi avvalere del diritto alla cancellazione previsto dalla normativa sulla privacy.

Proprio perché la normativa sulla riservatezza prevede che i sistemi elettronici siano prodotti e configurati per minimizzare la raccolta e il trattamento dei dati personali, qualora vi siano dubbi in proposito si potrà chiedere un intervento del Garante Privacy anche solo inviando una mail all’indirizzo urp@gpdp.it.