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Wu Wei, ovvero l’arte di non-agire

Wu Wei, ovvero l’arte di non-agire

Il Wu Wei è un concetto chiave del taoismo che può essere tradotto con “non agire” o “non intervenire”. Tuttavia, non si tratta di un atteggiamento passivo, ma di un lasciar andare per consentire all’azione di scorrere senza sforzi e in armonia con “l’ordine cosmico originale”, senza tentare di modificarlo per potersi fondere nel movimento spontaneo della natura e della vita.

Quando si parla del concetto del Wu Wei a noi occidentali, la maggior parte rimane stupita dell’esistenza di una filosofia che invita alla “non azione”. In effetti, viviamo in una società che ci spinge costantemente verso l’opposto: pensieri, parole, sensazioni, comunicazioni, eccesso di attività fino alla saturazione. E quando questo flusso si interrompe, volontariamente o involontariamente, e ci ritroviamo senza far niente, alcuni di noi si sentono perduti e cercano di riempire al più presto questo spazio vuoto che ci è creato. Il non-agire è molto spesso considerato sinonimo di perdita di tempo.

Valori e virtù del Wu Wei

Il Tao Che Ching, il celebre libro della via e della virtù, fu scritto 2.500 anni fa da Lao Tzu, il padre fondatore del taoismo. Questo filosofo pensava che il modo migliore di vivere fosse quello di sincronizzarsi con il flusso della natura e del cosmo. Si tratta dell’ispirazione centrale del Wu Wei: lasciare che le cose seguano il loro corso naturale e adattarsi a questo corso.

Lao Tzu ha anche fatto del Wu Wei un principio di governo ideale. L’idea di ottenere dei risultati migliori tramite una saggia passività strategica, fu al centro della politica e della diplomazia cinese durante i secoli. L’influenza del Wu Wei nel modo politico è stata tale che diversi imperatori avevano un pannello laccato sopra il loro trono con scritto “Wu Wei”. Nei manuali di saggezza taoista, viene ripetuto sotto tante forme che al posto di imporre un piano o un modello a una situazione (in particolare se conflittuale), dovremmo lasciare gli altri agire, poi semplicemente fare in modo di vedere la direzione in cui le cose evolvono.

La Via-senza-via

Il Wu Wei è essenzialmente legato alla venerazione taoista per il mondo naturale. L’idea è che il nostro comportamento sia altrettanto spontaneo e inevitabile che certi processi naturali. Si tratta semplicemente di lasciarsi trasportare dalla corrente della vita, piuttosto he cercare di controllare e nuotare continuamente contro corrente.

Il Wu Wei implica l’abbandono dei nostri preconcetti e degli ideali che spesso cerchiamo di imporre (a volte in modo involontario) alle situazioni e alle relazioni che ci capitano nella vita. Questa via-senza-via ci invita piuttosto a rispondere spontaneamente e senza sforzo a ogni evento, mettendo in discussione i nostri obiettivi, i nostri programmi e la nostra volontà egocentrica.

Una delle conseguenze inevitabili della pratica del Wu Wei è il ritorno a una vita più semplice, che spesso si traduce in un ritorno alla pace e all’armonia. Questa semplicità implica il lasciare andare le ambizioni e i desideri egoistici, poiché diventa evidente che essi rappresentano le fonti principali di resistenza, di inquietudine e di sofferenza.

Il Wu Wei sostiene che questa semplicità ritrovata ci aiuta ad accettare le cose per quello che sono e così come capitano, a non porre resistenza agli eventi e, soprattutto, non pretendere di poterli controllare.

Aspettare ed osservare

Uno degli assi portanti del Wu Wei consiste nell’apprendere ad aspettare ed osservare. Si basa sull’idea che l’energia deve essere conservata per i momenti in cui non è possibile agire. Colui che osserva e aspetta il momento propizio agirà non solo con grande saggezza e migliore efficacia, ma anche con una più grande vitalità perché l’energia non sarà stata sprecata in azioni e reazioni senza importanza.

Quando si capisce che un grande numero dei nostri pensieri, parole ed azioni sono controproducenti perché servono solo a combattere ciò che è, ci si può rilassare e scegliere di lasciare andare per tornare naturalmente all’azione senza sforzo. Questo agire senza sforzo è spesso malinteso da noi occidentali, perché pensiamo che voglia dire essere negligenti o passivi, mentre significa sincronizzarsi con il flusso naturale della realtà.

Il Wu Wei in pratica

Gli elementi pratici proposti dalla filosofia del Wu Wei si concentrano su quattro assi:

  1. accettare il fatto che ciò che noi chiamiamo problemi sono in realtà delle nostre creazioni, che non ci capitano senza ragione ma sono creati dai nostri condizionamenti;
  2. apprendere a non fare degli sforzi mentali per risolvere i problemi. Non rappresentarli o concettualizzarli in pensieri, né tentare di immaginare delle soluzioni. L’idea è piuttosto quella di non alimentarli e lasciare che si dissolvano da soli;
  3. apprezzare il flusso naturale delle cose, ovvero adottare un’attitudine di osservazione di fronte agli eventi, abbandonando l’idea che dovremmo agire su di essi;
  4. lasciare il controllo, non provare a forzare una direzione specifica, ma lasciare semplicemente che le cose seguano il loro corso (la vita è molto più intelligente di noi).

Per concludere, questa non-ingerenza o non-interferenza proposta dal Wu Wei rappresenta un’autentica etica comportamentale. Un’etica che può condurre ad abbandonare l’identità personale per ritrovare l’azione spontanea che è lo stato naturale dell’essere umano.