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L’entrata in vigore della legge sull’oblio oncologico: cosa significa per i pazienti e le loro prospettive

L’entrata in vigore della legge sull’oblio oncologico: cosa significa per i pazienti e le loro prospettive

Dal 2 gennaio, è entrata in vigore una nuova legge italiana sull’oblio oncologico, che mira a proteggere i diritti delle persone guarite da patologie oncologiche. Questa normativa introduce importanti cambiamenti, definendo il concetto di “oblio oncologico” e stabilendo regole chiare per garantire che i pazienti guariti possano vivere senza essere costantemente oggetto di indagini sulla loro precedente condizione patologica.

Definizione di oblio oncologico e i suoi obiettivi

L’oblio oncologico è definito come il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né essere sottoposte a indagini sulla propria pregressa condizione patologica.

Il suo scopo principale è garantire che coloro che hanno superato una malattia oncologica possano esercitare i propri diritti in condizioni di uguaglianza rispetto al resto della popolazione. Ciò si applica soprattutto in termini di accesso ai servizi finanziari, bancari e assicurativi, nonché alle procedure di adozione e affidamento di minori.

Il Ministero della Salute ha la responsabilità di emanare un decreto entro 60 giorni per definire le modalità di certificazione dei requisiti senza costi aggiuntivi per gli assistiti. Successivamente, entro tre mesi, dovrà identificare le patologie oncologiche per le quali si applicano termini inferiori.

Cambiamenti nei servizi finanziari, bancari e assicurativi

Per coloro che sono guariti da una patologia oncologica da più di 10 anni senza recidive, la nuova legge impedisce la richiesta di informazioni sullo stato di salute al momento dell’accesso a servizi finanziari, bancari e assicurativi. Tale periodo è ridotto della metà se la patologia è insorta prima del compimento del 21esimo anno di età.

È vietato acquisire informazioni sulla patologia oncologica da fonti diverse dal contraente. Se queste informazioni sono comunque disponibili all’operatore o all’intermediario, non possono essere utilizzate per determinare le condizioni contrattuali.

Implicazioni per le procedure concorsuali e l’adozione di minori

Le nuove norme si estendono anche alle procedure concorsuali che coinvolgono l’accertamento di requisiti psicofisici o lo stato di salute dei candidati. In tali contesti, le informazioni sulla patologia oncologica non possono essere utilizzate per determinare le condizioni contrattuali.

Per le procedure di adozione e affidamento dei minori, le indagini sui potenziali genitori o affidatari non possono riguardare il loro stato di salute. In particolare, le patologie oncologiche, trascorsi 10 anni dalla fine del trattamento terapeutico senza recidive o ricadute, o 5 anni se la patologia è insorta prima del compimento del 21esimo anno di età, non possono essere oggetto di indagine.

Vigilanza a cura del Garante per la protezione dei dati personali

La vigilanza sull’applicazione di queste nuove norme è affidata al Garante per la protezione dei dati personali. Questo organo sarà responsabile di monitorare e garantire che le disposizioni siano rispettate, proteggendo così la privacy e i diritti delle persone guarite da patologie oncologiche.

In conclusione, la legge sull’oblio oncologico rappresenta un passo significativo per assicurare la parità di trattamento per coloro che hanno superato una patologia oncologica.

I cambiamenti nelle procedure finanziarie, bancarie e assicurative, insieme alle restrizioni nelle indagini per le adozioni e gli affidamenti, sono progettati per migliorare la qualità della vita dei sopravvissuti oncologici, garantendo allo stesso tempo la protezione delle informazioni personali.

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