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La tristezza del fine settimana: da nemica ad alleata

La tristezza del fine settimana: da nemica ad alleata

Gli inglesi la chiamano Sunday blues, la malinconia della domenica o, più in generale, del fine settimana, che colpisce proprio quando ci troviamo alle prese con giornate gradevoli nell’ideale comune, ma problematiche nella realtà per molti di noi.

Perché ci sentiamo tristi quando arriva il fine settimana?

Giornate dal tempo dilatato, in cui lo spazio mentale ed interiore si amplia e si prepara ad accogliere le nostre più intime difficoltà: la solitudine, l’ansia, un periodo difficile, la tristezza, l’inquietudine… Sentimenti e sensazioni celati durante il resto della settimana, a causa degli impegni lavorativi e non, e che immancabilmente ci vengono a trovare proprio in quei giorni che dovrebbero essere dedicati al riposo e ad attività più piacevoli.

L’ansia anticipatoria

Un’altra tendenza comune, soprattutto quando si avvicina il lunedì, ossia il giorno tanto temuto e che segna inesorabilmente l’inizio della settimana, è quella di farci travolgere dalla preoccupazione per la settimana che verrà: impegni, scadenze, insoddisfazioni personali da affrontare puntualmente, la corsa contro il tempo per fare tutto e bene.

Sembra quasi che iniziare a fare un planning settimanale nella nostra mente già sul finire della domenica ci tranquillizzi e ci prepari ad avviare al meglio le nostre attività prossime. Una sorta di ansia anticipatoria a cui non tutti riescono a sottrarsi, ma che sarebbe bene venisse seguita da azioni concrete piuttosto che lasciarsi andare ad un rimuginio fine a sé stesso. Allora sì che la preparazione ad agire e a reagire al meglio delle nostre possibilità può dare la spinta necessaria per affrontare efficacemente la settimana che verrà.

Motivazione e aspettative deluse

Un’ulteriore chiave di lettura di queste situazioni risiede proprio nel porci delle aspettative troppo elevate per quanto riguarda il tempo da trascorrere nel weekend: dobbiamo divertirci, dobbiamo rilassarci, dobbiamo uscire. Ma siamo sicuri di essere in grado di tenere fede a tutto questo e a tutti i costi? Il dovere fare qualcosa toglie il desiderio di farlo. Il progettare per colmare il senso di vuoto ci obbliga a pianificare senza entusiasmo e motivazione.


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Come superare la tristezza da fine settimana

La malinconia, l’ansia e la tristezza si affacciano nelle nostre vite proprio per ricordarci che è il momento di stare di più in ascolto di noi stessi, per accogliere quello che c’è ora e prendersene cura. Ponendo dei limiti ai nostri sentimenti, anche quelli che percepiamo come malessere, questi si trasformeranno in blocchi emotivi e il flusso della nostra energia vitale non scorrerà fluidamente; piuttosto, impariamo ad ascoltarci, ad accogliere, ad accettare ed elaborare quello che c’è nel qui ed ora.

Se qualcuno di questi “ospiti” viene a trovarci nel fine settimana, approfittiamone per fare meglio la sua conoscenza e poi, esaurito il tempo che gli abbiamo dedicato, se ne andrà da sé lasciandoci sicuramente più consapevoli del fatto che non c’è stata necessità di fuggire da essi, perché abbiamo tutte le risorse interiori per poterci convivere. Sicuramente potremmo scoprire aspetti di noi stessi che non abbiamo approfondito o di cui ignoravamo l’esistenza, comprendere che è arrivato il momento di effettuare un cambiamento e di raccogliere il coraggio necessario per farlo.

Infine, per dare un senso a tutti i fine settimana che verranno, concediamoci pure quello che può farci stare bene e che ci aiuti a rigenerarci, passando dall’ozio alle attività fisiche e creative, concediamoci la noia che può fungere da stimolo per nuove idee. Lasciamo che questo tempo che a volte percepiamo come discrepante tra quello che vorremmo fare ed essere e quello che è la realtà, sia l’occasione giusta per diventare i migliori amici di noi stessi.