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La paura: un’emozione da conoscere per una crescita sana

La paura: un’emozione da conoscere per una crescita sana

Un bambino tra i 12 e 36 mesi, man mano che diventa sempre più consapevole della realtà che lo circonda, deve anche fare i conti con la paura. Il mondo è una continua scoperta ed è noto che le novità e gli imprevisti possono sembrare minacciosi: non se ne conosce l’origine o la ragione, manca il controllo della situazione e non sia hanno punti di riferimento.

Se a noi adulti sembrano immotivate o basate solo sulla fantasia, le paure di un bambino sono reali e assolutamente tangibili e lo stato emotivo di apprensione è vero: suda, i battiti aumentano e la pupilla si dilata. Prova una vera emozione, dunque sta a noi insegnargli a distinguere tra pericoli veri ed immaginari, senza negare l’emozione di autentica paura che prova.

Sì, perché spesso la paura viene demonizzata con i bambini, ad esempio: “Non c’è da avere paura, fai l’ometto“, “Ma di cosa hai paura, sei una bimba grande ormai!”. Frasi di questo genere si ascoltano spesso dai genitori, rivolti ai loro bimbi di tutte le età. Si suggerisce un senso di negazione perché ormai si è grandi, come a voler veicolare il messaggio errato che i grandi non possono (o non devono) avere paura! Si tende a soffocare questa emozione, a reprimerla, pensandola come qualcosa di negativo, alla stregua della rabbia, altra emozione considerata “scomoda”.

Ogni emozione, piacevole e non, ha un suo ruolo nella formazione del nostro carattere. La paura è l’emozione più antica, serve a proteggerci, è un vero sistema difensivo: spiamo spaventati quando siamo in pericolo, quindi ci mettiamo in allerta e siamo pronti a difenderci.

La paura serve a proteggerci o ci limita?

Come abbiamo detto, la paura è fondamentale e necessaria perché ci protegge (cfr. MARIA RITA CICERI, La paura).

Tutti i bambini hanno delle paure che compaiono, spariscono e cambiano in base all’età che affrontano. Generalmente, ogni paura può essere esplorata e attraversata dal bambino senza problemi, con i suoi personali tempi, per essere affrontata e superata con successo. Non accade questo quando le paure vengono negate e represse dall’adulto, quando il bambino si sente giudicato per le sue paure, quando l’adulto non è in grado di accogliere queste paure in modo sano.

La paura diventa limitante quando diviene paura ossessiva, panico da adulti, quando non si è insegnato a conoscere questo sentimento da bambini, a viverla come emozione naturale in grado di essere gestita. Negando la paura da bambini, da adulti sarà complicato non farsi “paralizzare” da essa. La negazione non consente al bambino di analizzare gli eventi che potrebbero spaventarlo; se da un certo punto ciò sembrerebbe proteggerlo dalla sofferenza causata dalla paura, dall’altro il bambino non sarà in grado di costruire i suoi strumenti emotivi per adattarsi, reagire e trovare soluzioni.

Crescendo, dai due anni in poi, vengono a svilupparsi le paure classiche del bambino, come ad esempio quella dell’abbandono, dei rumori improvvisi e del buio. Non esistono paure banali, devono essere tutte accolte, ascoltate ed attraversate.

Ridicolizzare, sminuire o forzare a superare una paura non sono le giuste strade da percorrere.


La paura è il tema centrale del seminario online La paura: Come gestirla, che ne approfondisce la natura e la funzione evolutiva e presenta utili strategie cognitive ed emotive per farvi fronte.


Le classiche paure del bambino

Dopo il primo anno del bambino, si affacciano tre delle più comuni paure (cfr. Le paure segrete dei bambini – Lawrence J. Cohen – Feltrinelli Editore):

  1. PAURA DELL’ABBANDONO: il bambino teme di non essere amato e di venire abbandonato, non ha ancora il concetto del tempo e con i primi distacchi, ad esempio l’inserimento al nido, comincia ad affiorare questo sentimento nuovo. Ma grazie a questi primi allontanamenti, impara a sostenere le incognite e i rischi legati all’esplorazione dell’ambiente e alla conquista dell’autonomia.
  2. PAURA DEGLI EVENTI IMPROVVISI: il bambino si imbatte sempre in esperienze nuove ed è naturale che si intimorisca di fronte ai fenomeni che lo colgono di sorpresa e che non sa definire. Basta un rumore improvviso, un tuono o simil colpo, per suscitare reazioni terrorizzate.
  3. PAURA DEL BUIO: è quella universalmente più diffusa. L’oscurità può essere per il bambino una dimensione ignota e spaventosa: adulti e animali appaiono enormi e deformi, spaventosi e rappresentano una minaccia.

Quanto descritto è del tutto normale, avere paura lo è, e non è possibile evitarla.

Quello che bisogna riuscire a trasmettere al bambino è che consideriamo i suoi timori e le sue emozioni, che sappiamo che tutto potrà essere superato.

Accettando i suoi timori, imparerà ad aprirsi senza sentirsi indifeso e acquisirà sicurezza. Non neghiamo le sue paure ma facciamogli sentire la nostra completa comprensione.


Per approfondire, consigliamo la lettura dei seguenti testi: