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Noi siamo le nostre storie: il libro come strumento di crescita

Noi siamo le nostre storie: il libro come strumento di crescita

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Molte coppie, nel momento in cui vengono a conoscenza di aspettare un bambino, pongono questa domanda: “Quando possiamo iniziare a leggere libri che riguardano il mondo dell’infanzia?”.

La risposta è semplice e chiara: dall’inizio dell’inizio, dal momento in cui il bambino viene concepito e, crescendo nel corpo della mamma, si prepara a nascere, e con lui anche i genitori.

L’attesa è un particolare momento fatto di trepidazione, di pazienza e di timori (“Come sarà la nostra nuova vita? Saremo capaci di questa prova?”). I libri destinati alle mamme ed ai papà in attesa narrano di questo tempo spesso sospeso e fluttuante, fatto di sogni, di emozioni, di riflessioni sul futuro di genitori, nella consapevolezza che quello dell’attesa di un bambino è un momento delicato ed importante, pieno di aspettative, di emozioni ed anche di paure.

Il bambino esiste già prima che i genitori possano guardarlo negli occhi: a questa esistenza nascosta, eppure piena, sono dedicati libri che con parole evocative, con immagini poetiche, con spiegazioni precise e rigorose, la raccontano e la celebrano. Si tratta di inni alla maternità, compagni di viaggio che settimana dopo settimana, mese dopo mese risuonano nel profondo, consentono di fermarsi a riflettere e a sognare.

Un libro come compagno di crescita

I libri possono essere compagni di viaggio nel corso dei nove mesi, per poi trasformarsi in altro, da condividere con il piccolo per ripercorrere insieme le pagine della sua storia.

Come un piccolo miracolo, il neonato giunge nella vita dei neo-genitori, assorbe attenzione ed energia: è lui stesso un concentrato di energia!

Nei primi mesi è impegnato a mangiare, dormire, sentirsi rassicurato: è il momento di cantare ninna nanne e filastrocche ogniqualvolta è possibile, perché è così che si comunica con lui. Al contempo, acquisisce famigliarità con la cadenza ed il ritmo della lingua, indispensabile per lo sviluppo del linguaggio.

Appena il bambino mostra interesse a ciò che lo circonda, è utile proporre libri che stimolino la percezione sensoriale: libri con forme e colori che allenino ad una visione chiara e definita dei contorni e dello stacco tra figura e sfondo.

Bisogna ricordare che il neonato non riesce a distinguere chiaramente i colori, ma fin dai primi giorni è sensibile al rosso; per tale motivo risulta utile utilizzare libri con figure dai colori nero, bianco e rosso. 

Il neonato è altamente recettivo a tutti gli stimoli sensoriali, poiché attraverso i sensi apprende e comprende il mondo. Lo appassiona scoprire le caratteristiche fisiche degli oggetti e, attraverso la manipolazione le fa sue: stringere, lanciare, strappare e tirare sono le attività che predilige.

Alla luce di ciò risulta fondamentale offrirgli libri cartonati, dotati di elementi in rilievo da esplorare col tatto, oppure dotati di tasti audio o di elementi luminosi in modo da “incantarlo”, conquistarlo, arricchendo il suo bagaglio di conoscenze. Queste esperienze gli consentono di iniziare a classificare e a costruire categorie, indispensabili per mettere ordine tra i dati percettivi e per dare forma al pensiero. Risulta vitale proporre al bambino una costante varietà di stimoli, lui cresce e si sviluppa.

Il libro e lo sviluppo del linguaggio

La continua relazione con l’adulto lo mette nella condizione di imparare il linguaggio; infatti, intorno ai sei mesi inizia ad imitare la voce della mamma e del papà ripetendo “baba, tata” (si tratta della lallazione); in tale periodo dello sviluppo risulta utile presentare al piccolo libri con onomatopee, suoni, al fine di permettergli di esercitare la sua voce.

Quando poi, tra i 6 ed i 9 mesi, inizia a comprendere che quei suoni hanno un significato, sono parole, allora è il momento di proporgli i libri-nomenclatura: ogni pagina del libro contiene figure accompagnate dal termine corrispondente.

Tra i 12 e i 18 mesi si potranno introdurre i libri con le storie; le primissime storie da sottoporre al piccolo devono essere sequenze di azioni   che predispongono a comprendere le narrazioni più complesse. Ed ecco che alette, pop-up, fogli traslucidi, pagine sagomate, pagine ripiegate, cursori diventano meravigliosamente seducenti, stuzzicano la curiosità dei piccoli, stimolano la fantasia e comunicano l’amore per i libri; le immagini svolgono un ruolo fondamentale, attraverso cui trasmettere i contenuti.

I primi tre anni di vita del bambino sono fondamentali per porre le basi di un’equilibrata crescita psico-fisica, nonché intellettiva.

Il piccolo ha bisogno di un ambiente ricco di stimoli, di attenzione e di adulti che interagiscano con lui coinvolgendolo nella conversazione, che parlino con lui, non a lui, e lo considerino un interlocutore, piuttosto che un ascoltatore passivo.

Risulta accertato l’effetto che la pratica della lettura precoce determina nell’acquisizione del vocabolario, nelle competenze cognitive e narrative, così che differenze importanti si imprimono già nei primi tre anni di vita del bambino tra i bimbi esposti alla lettura rispetto a chi non lo è: in questo senso, i genitori rivestono un ruolo importante perché sono in assoluto i migliori mediatori tra il bambino ed i libri.

Leggere insieme

Leggere un libro significa trovare uno spazio, sia fisico che temporale, in cui si è a totale disposizione del piccolo; ciò che più conta è condividere con il bambino momenti di pura gioia! Ci si immerge insieme nel territorio straordinario che i libri aprono, quello del pensiero, delle esperienze, dei sentimenti.

I libri lo fanno in mille modi, ma soprattutto proponendo una struttura formale, quella della narrazione, che di per sé risulta piena di significato.

Leggendo insieme, provando insieme turbamenti e spiazzamenti, si trascorrono insieme momenti indimenticabili. I bambini adorano ascoltare la voce della mamma o del papà che leggono. Non importa avere abilità attoriali, basta il tono, l’inflessione della lingua così famigliare.

E se i piccoli manifestano gusti ed interessi precisi? Allora è bene rispettarli leggendo e rileggendo il libro preferito tante volte quante loro lo richiedono, senza temere di ripetersi.

E così, come uno scrigno prezioso, il libro porgerà i suoi doni. I bambini hanno fame di parole; ascoltare le parole dei libri risulterà fondamentale per dotare il bambino, a mano a mano che cresce, di un bagaglio lessicale ricco ed articolato, dal momento che la parola scritta è più formale, meno immediata ma anche più misteriosa e seducente di quella parlata: al contempo si preparerà il terreno per affrontare con successo la lettura autonoma, quando sarà il momento.

La musicalità delle filastrocche, ad esempio, è facile da assorbire e memorizzare: le rime consentono al bambino di prevedere le parole e di anticipare la conclusione del verso, in un gioco ad indovinare ed anticipare che lo coinvolge e che aumenta il suo vocabolario. Il fatto di dover individuare la rima mantiene costante l’attenzione, consentendo così di aumentare e sostenere i tempi di attenzione, abilità fondamentale per l’alfabetizzazione. Le storie hanno contenuti diversificati e presentano differenti livelli di complessità; riguardano i temi più disparati: le esperienze quotidiane dei bambini, ma anche le avventure fantastiche o straordinarie; alcune sono intense e poetiche e parlano all’io più intimo del bambino, altre ancora sono allegre e divertenti.


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La narrazione: una pratica comunicativa

Quando si legge un libro è bello condividere le emozioni e le riflessioni con i piccoli ascoltatori, ma anche ridere insieme.

Cosa succede se i personaggi di una storia decidono di “uscire” dalle illustrazioni e di vagare indisturbati nello spazio bianco della pagina ed in altre storie, volutamente ignorando le tradizionali regole della narrazione? O se il protagonista si rivolge direttamente al lettore, chiedendogli di girare il libro, di scuoterlo, di voltare le pagine?

Significa che l’adulto che è accanto al bambino deve filtrare un messaggio, deve spiegargli che si sta entrando nella “meta-narrazione”, cioè nelle storie in cui gli elementi costitutivi sono quelli che normalmente dovrebbero scomparire nel corso della lettura. Sono i libri in cui i protagonisti sembrano muoversi secondo una propria volontà; per tale motivo sono gli adulti, attraverso la loro lettura, a coinvolgere i bambini.

Leggere ad alta voce ai bambini fin dalla più tenera età è un’attività molto coinvolgente che rafforza la relazione adulto-bambino, ed è davvero il modo più efficace per fare appassionare un bambino ai libri: la disponibilità di libri nei contesti in cui trascorrere la sua giornata, l’esempio di adulti che leggono per loro, lo scambio di idee su argomenti oggetto di letture, sono tutti elementi importanti che stimolano il bambino.

La lettura ad alta voce ha risvolti importanti per lo sviluppo della personalità del bimbo sia sul piano emotivo, relazionale, sociale, culturale che cognitivo e linguistico. La lettura, infatti, da un punto di vista emotivo aiuta il bambino a dare un nome alle emozioni dei protagonisti e, quindi, successivamente anche alle proprie, imparando a riconoscerle meglio ed averne meno paura.

Dal punto di vista relazionale la lettura abitua il piccolo a percepire le azioni e le emozioni dei protagonisti e stimola l’empatia, cioè la capacità di comprendere ciò che gli altri provano, in modo da riuscire a prevederne i comportamenti, il che è alla base di qualsiasi relazione sociale.

Dal punto di vista cognitivo la lettura sviluppa la creatività, amplia la memoria, potenzia le capacità logiche. Leggere abitua i bambini ad esercitare la propria capacità di problem solving, ossia di mettersi nei panni dei protagonisti e di immaginare come potrebbero superare le loro difficoltà.

Dal punto di vista linguistico la lettura stimola lo sviluppo del linguaggio e l’organizzazione del pensiero per la successiva comunicazione; il bimbo introduce vocaboli più ricercati ed è pronto ad identificarli anche nelle esperienze future.

Dal punto di vista culturale il libro insegna molte cose: il libro è storia, morale, fonte, tradizioni di intere generazioni.

Attraverso la lettura un bambino ha la possibilità di conoscere nuovi mondi e nuove storie; la lettura è come un gioco che stimola l’immaginazione e la curiosità. Leggere può davvero cambiare le cose ed avere un impatto positivo sulla crescita.

Come scrisse Italo Calvino: “La tua casa, essendo il luogo in cui tu leggi, può dirci qual è il posto che i libri hanno nella tua vita, se sono una difesa che tu metti avanti per tenere il mondo di fuori, un sogno in cui sprofondi come una droga, oppure se sono dei ponti che getti verso il fuori, verso il mondo che t’interessa tanto da volerne moltiplicare e dilatare le dimensioni attraverso i libri”.