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Il Budget Affettivo: Disponibilità e Destinazione d’uso

Il Budget Affettivo: Disponibilità e Destinazione d’uso

L’associazione delle parole “budget” e “affettivo” potrà sembrare inadatta e linguisticamente azzardata. Se aggiungiamo anche “dotazione affettiva” possiamo pensare di leggere un verbale di consiglio di amministrazione piuttosto che una valutazione sulle relazioni sociali.

Per quanto possa sembrare strano, l’uso di termini legati agli aspetti economici ben si lega alle questioni relazionali e affettive e soprattutto alle disfunzionalità che spesso vi si riscontrano.

Cos’è il budget affettivo

Possiamo affermare che, come nasciamo dotati di un certo “corredo” genetico (come fossero le lenzuola della nonna), così veniamo forniti d’una serie di abilità e mancanze che poi potremo sviluppare e integrare nel corso della vita.

Se dal punto di vista fisico non abbiamo molta scelta e ci dobbiamo adattare – possiamo ingrassare o dimagrire ma di base la nostra fisicità sarà il risultato della unione genetica dei nostri genitori biologici-, dal punto di vista delle abilità possiamo esercitare il libero arbitrio e decidere di svilupparne una piuttosto che un’altra.

Si dice normalmente che siamo “portati” per una materia o per un’altra e alla fine scegliamo di portare avanti quello che, secondo il nostro criterio, è di maggiore vantaggio.

Stabiliamo di fatto un budget di investimento di risorse, per cui, se siamo bravi in matematica e storia, ci dedicheremo a quella materia che ci piace di più e meno all’altra, sia in termini di tempo che di impegno.

Spostandoci in ambito relazionale, troviamo lo stesso criterio.

Veniamo forniti, che dir si voglia, di un certo budget affettivo. Dato indiscutibile, se pensiamo a quelle figure incredibili di uomini e donne che hanno dedicato la loro vita al bene degli altri, o a studi con cui hanno salvato vite umane o salvaguardato mezzo pianeta. Ci sono persone che hanno un budget affettivo notevole e scelgono dove indirizzarlo e come investirlo. Come in un consiglio di amministrazione che si rispetti, le risorse, a seconda della loro disponibilità, vengono inviate a quello o un altro progetto.

Esistono altresì persone con un ridotto se non inesistente budget affettivo, o addirittura anaffettivi al 100%, ossia incapaci di provare empatia e affettività con chicchessia.

Budget affettivo e relazioni

L’aspetto su cui però intendo concentrarmi è come viene investito il budget affettivo e quanta disfunzionalità relazionale si genera dalla sua cattiva gestione.

Togliendo gli estremi, resta la parte centrale che riguarda la maggior parte della popolazione mondiale. Quella che presenta maggiori disfunzionalità è tutta l’area maggiormente civilizzata, perché le relazioni sono palesemente più complesse e interessate da fattori esterni che fungono da distrattori.

In una relazione fra persone intervengono fattori di ogni tipo: economici, ambientali, storici, familiari, sociali, personali. Ognuno di questi ha una sua percentuale di influenza sulla relazione fra le persone, qualsiasi tipo di relazione, di coppia, di lavoro, di famiglia, di amicizia.

Amicizia

Mettiamo per ipotesi che le persone coinvolte in una relazione di amicizia abbiano lo stesso budget di partenza: decidendo di instaurare un rapporto di amicizia, entrambi decidono di investire la stessa percentuale di budget nel rapporto e di stabilire che sarà un’amicizia superficiale e funzionale solo a trascorrere del tempo in palestra, senza ulteriori ampliamenti. Poiché la scelta è equa, entrambe le persone avranno il massimo vantaggio dalla relazione e quindi saranno soddisfatte del loro investimento.

Ipotizziamo invece la nascita di una amicizia in cui le persone investano un quantitativo diverso di budget. In questo caso, le aspettative di entrambi saranno disattese in maniera direttamente proporzionale alle richieste o alle mancanze dell’altra persona.

Se Mario pensava ad un’amicizia con Paolo necessaria e sufficiente ad andare a giocare a tennis un paio di volte a settimana, alle richieste di Paolo di maggiore frequentazione si sentirà facilmente invaso nel suo spazio e tempo. Paolo, al contrario, nella sua aspettativa di una amicizia più profonda, si sentirà frustrato dal rifiuto di Mario di maggiore disponibilità.

A meno che uno dei due non ceda alle richieste o rinunci alle aspettative, ne deriverà un disagio per entrambi. Quale che sia la conclusione, un investimento diverso porta ad aspettative diverse e la loro disattesa a disfunzioni a volte serie e senza possibilità di recupero.

Un esempio evidente è quando una parte richiede un’amicizia esclusiva, che annulli o quasi la frequentazione di altre persone. È evidente che la richiesta di investimento sia totalizzante e quindi irrealizzabile, a meno di non instaurare un pericoloso rapporto di co-dipendenza.

Famiglia

In ambito familiare, un esempio abbastanza frequente è la necessità di assistere gli anziani da parte dei figli. Due fratelli potrebbero decidere di investire tempo e risorse diverse nell’impegno verso i genitori anziani, portando a feroci discussioni nel momento in cui uno dei due si dovesse trovare con un carico più gravoso in termini di tempo, impegno, fatica e denaro. O, viceversa, dei genitori potrebbero decidere di dedicare maggiore impegno ad un figlio perché maggiormente rispondente alle loro aspettative e trascurare l’altro. Per quanto discutibile, l’evento si verifica con una certa frequenza.

Budget affettivo nella relazione di coppia

Ogni squilibrio porta a una disfunzionalità relazionale.

In una relazione di coppia risulta lapalissiano che un diverso investimento porti a uno squilibrio importante e, come per l’amicizia, o si trova un accordo o si giunge a un collasso economico.

Si possono incontrare due tipi di conflitti, alla base del collasso, uno volontario e uno involontario. Se un individuo ha uno scarso budget affettivo, per quanto possa decidere di investirlo tutto, non potrà mai dare risultati eclatanti in termini di manifestazione di affetto e purtroppo è una situazione che non può essere modificata, neanche per scelta.

Diverso è il caso in cui ci sia ampia disponibilità affettiva ma si decida di non investirla altro che in minima percentuale. È chiaro che si tratta di percezioni, perché una persona può ritenere che quello che investe in una determinata relazione sia più che sufficiente a soddisfare le esigenze di tutti.

Esempio storico è il marito che porta a casa lo stipendio ma non si occupa di altro, perché dal suo punto di vista non è necessario che lui faccia altro, per la famiglia. Ci sono, altresì, anche madri che ritengono che igiene e nutrimento siano più che sufficienti alla crescita di un figlio e non trascorrono con loro altro tempo se non il minimo indispensabile. In questi casi, il mantenimento materiale viene sbandierato come impegno.


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Come definiamo il nostro budget affettivo?

Sono scelte consapevoli che determinano l’esito della relazione e il suo sviluppo, e la decisione di investire il proprio budget dipende dall’analisi costi-benefici che ognuno di noi fa in ogni ambito relazionale, in base alle priorità che ognuno stabilisce.

A meno di non delegare completamente la propria vita ad altri, ognuno di noi stabilisce delle priorità e, quindi, un budget da investire che calcoliamo in base al beneficio che ne consegue.

La decisione può essere presa in base al bisogno, ad esempio: pur di non restare soli, si è pronti ad accettare qualsiasi compromesso relazionale, perché la priorità è avere sempre qualcuno presente. Se la priorità è il bisogno di accudimento, si tralasceranno aspetti della relazione che non inficino sulla propria necessità di accudire o essere accuditi. Se, invece, è il bisogno di visibilità, porterà alla ricerca di un partner trofeo, e così via.

Possiamo aggiungere che l’analisi costi-benefici tiene conto anche della nostra zona di comfort. Sembra, infatti, che per prendere la decisione di uscire dalla propria comfort-zone, l’individuo abbia bisogno di una percezione di miglioramento della situazione attuale maggiore di almeno 4 volte rispetto alla condizione attuale. Ovviamente, questo può includere sia il permanere in una relazione che l’evitarla.

In ogni caso, anche se può avvenire inconsciamente, ognuno di noi decide di investire il suo budget affettivo in base a quanto ne dispone, di quanto ne vuole investire e soprattutto in cosa.

In qualsiasi tipo di relazione si decida di investire, bisognerebbe concordare il budget e gli obiettivi da perseguire, per evitare un conflitto derivante da aspettative disattese e pesanti frustrazioni, nonché perdite di tempo e risorse che poi vanno a ricadere su relazioni future.