L’arte di prevenire per promuovere benessere.
Prevenire il disagio e promuovere il benessere aziendale è un’arte strategica di cui non si può non tenere conto. In un ambiente lavorativo moderno, l’attenzione deve spostarsi dalla reazione al rischio (come lo stress lavoro-correlato) all’interesse per le risorse umane. Ciò significa integrare la valutazione dei rischi psicosociali (come richiesto dal D. Lgs. 81/08) con una cultura organizzativa che valorizzi l’individuo. L’approccio preventivo si traduce in azioni concrete volte a migliorare i fattori di contesto come: leadership supportiva, comunicazione trasparente, chiarezza dei ruoli e i fattori di contenuto del lavoro ovvero autonomia decisionale, carico di lavoro equilibrato, equilibrata suddivisione degli incarichi. Dunque una delle priorità dovrebbe essere quella di intensificare la formazione per favorire lo sviluppo di resilienza e per l’intelligenza emotiva col fine di ridurre l’incidenza di assenteismo e turnover, aumentando anche il senso di appartenenza, fiducia, collaborazione, rafforzando l’identità e l‘engagement.
L’obiettivo finale è creare un ecosistema aziendale in cui il benessere non sia un benefit accessorio. Solo investendo attivamente nella salute psicofisica dei dipendenti si può garantire un successo sostenibile e duraturo. Un’azienda che previene il disagio è un’azienda che prospera e può pensare in termini di prospettive future. Prevenire promuovendo è possibile proprio attraverso l’uso integrato delle tecniche di arti terapie (come l’arteterapia, la danzaterapia, la musicoterapia e la drammaterapia) le quali offrono un approccio olistico in cui il non verbale si trasforma e assume significato e a livello esperenziale risulta benefico nei contesti aziendali soprattutto per affrontare e prevenire problematiche come lo stress lavoro-correlato e per sviluppare la capacità di affrontare temi vissuti emozioni che diversamente rimarrebbero nascosti.
La qualità delle relazioni in un contesto che cambia
In un’organizzazione sottoposta a continue pressioni di mercato e innovazione la qualità delle relazioni interpersonali si configura come un fattore protettivo essenziale contro lo stress lavoro-correlato. I cambiamenti organizzativi (ristrutturazioni, adozione di nuove tecnologie o implementazione dello smart working) mettono a dura prova la stabilità dei rapporti professionali. Se le relazioni sono percepite come fragili o conflittuali, il cambiamento amplifica l’incertezza, minando la fiducia reciproca e il supporto sociale. Al contrario, relazioni di alta qualità, caratterizzate da comunicazione trasparente, ascolto attivo ed empatia, facilitano la resilienza del team.
Esse permettono ai dipendenti di sentirsi sostenuti nei momenti di pressione, favoriscono la condivisione necessaria per adattarsi ai nuovi processi e trasformano la percezione del cambiamento da minaccia a opportunità gestibile. Investire nel potenziamento delle competenze relazionali integrando meglio il proprio modo di stare con se stesso e con gli altri, L’Arteterapia e i suoi utilizzi in ambito aziendale – Glenda Pagnoncelli, nella promozione di un clima di sicurezza psicologica è quindi un’azione di prevenzione strategica, capace di trasformare un ambiente di lavoro in un contesto efficace in termini di benessere psicofisico. Grazie alle Arti Terapie è possibile quindi:
- Favorire il linguaggio non verbale ovvero comunicare al di là delle parole;
- Facilitare la comprensione reciproca e l’empatia all’interno del team;
- Creare un Team Building efficace in cui le esperienze creative condivise, rafforzano la coesione di gruppo,migliorano la cooperazione e creano legami più autentici tra i colleghi.
- Esplorare nuove soluzioni e prospettive attraverso dinamiche metaforiche per superare conflitti e disagi.
Crescita personale e sviluppo della performance
Il procedere con le arti terapie in contesti aziendali porta un benessere legato al dato concreto che l’arte stimolando l’immaginazione porta a cercare soluzioni non convenzionali, potenziando le risorse dell’individuo come il pensiero laterale e la capacità di problem solving. Il processo creativo aiuta i partecipanti a conoscersi, a sviluppare autostima e consapevolezza di sé nell’incontro con l’altro. Gli schemi di pensiero e azione emergono con maggiore chiarezza e l’individuo sperimenta questi vantaggi a livello di crescita personale dove il problema diventa la risorsa e l’ostacolo è la possibilità, tutto cambia nell’ottica di un processo di trasformazione.
In questo percorso l’apprendimento diviene più profondo e duraturo rispetto ad un apprendimento basato solo su concetti teorici. Il lavoro di gruppo viene sostenuto e alimentato più facilmente e le competenze relazionali e sociali al suo interno crescono notevolmente. In un contesto in cui l’individuo si sente libero di esprimersi l’arte trova spazio perché le tensioni, le emozioni siano rilasciate, espresse e questo contribuisce a livello anche fisico ad esempio con la riduzione dei livelli di cortisolo che è l’ormone dello stress. Immergersi dunque in un atto creativo senza badare al risultato estetico puntando piuttosto al processo, consente all’individuo di rilassarsi e avere il focus d’attenzione non più sulle preoccupazioni, ansie della vita, bensì sul momento presente con piena sospensione del giudizio e pregiudizio e in totale accoglienza di sé e dell’altro.

