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4 Giugno: Giornata Nazionale dello Sport

4 Giugno: Giornata Nazionale dello Sport

Domenica 4 giugno si celebra la XVIII Giornata Nazionale dello Sport! Tale manifestazione sportiva, istituita nel 2003 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, si svolge ogni anno nella prima domenica del mese.

Il pensiero del Presidente Sergio Mattarella è di certo diventato il motto ufficiale: “Chi si impegna per lo sport e lo diffonde, aiuta il Paese”.

L’appuntamento, una sorta di grande festa che coinvolge tutta Italia, è dedicato non solo agli amanti dello sport, ma è anche un momento di promozione di tutte le discipline. Il focus centrale sarà quello di dare un valore aggiunto in quella che è l’anima dello sport, e cioè un fattore di crescita ed integrazione individuale, di miglioramento del senso civile.

Nell’era dei social, il CONI ha voluto condividere e pubblicizzare l’evento con la dicitura “#GNS23”, ove per chi vorrà ci sarà la possibilità di inviare foto o video della preparazione, degli eventi e degli altri momenti della giornata al numero 348/2990996, riferimento nazionale per gli invii di materiale.


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Il punto di vista di un assistente sociale

La mia professione mi porta spesso alla presa in carico di assistiti con disturbi mentali e con devianze sociali. Tra gli innumerevoli strumenti a disposizione, lo Sport/terapia è di sicuro quello che più impiego proprio per le vulnerabilità psico-sociali.

È importante cercare di introdurre questo target di beneficiari in attività sportive proprio perché lo sport è direttamente collegabile con la riabilitazione, l’educazione e la formazione socio-comportamentale, difatti per mezzo dello sport vengono appresi valori quali la solidarietà e la lealtà, il rispetto di regole e di persone, la creazione di strategie che portano alla cooperazione verso un obiettivo comune; non solo l’attività fisica di gruppo comporta autonomia, capacità di iniziativa, crescita personale (autostima, consapevolezza di sé).

Infatti, Marcel Mauss – antropologo – definisce la pratica sportiva come “un fatto sociale”, cioè un insieme di attività che comprende ambiti diversi: dallo sport alla relazione, dalla disciplina persino alla politica. La disciplina è uno dei valori maggiormente legati alla pratica sportiva: rispetto di impegni e di orari, rispetto di regole e di persone, rispetto di culture ed etnie diverse, e quindi inclusione sociale!

Altra citazione che mi piace utilizzare per meglio spiegare la funzione dello sport a livello sociale è quella di Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di ricongiungere le persone come poche altre cose. Ha il potere di risvegliare la speranza dove prima c’era solo disperazione”.

La squadra di appartenenza è una micro rappresentazione della società in cui il singolo vive e si relaziona, ove impara a convivere con gli altri, la condivisione, ad accettare sfide e sconfitte; proprio come accade nella quotidianità di tutti.


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Lo sport come integrazione

Il consiglio dell’Unione Europea sottolinea che lo Sport non deve essere negato a nessuno poiché è fonte di inclusione sociale oltre che strumento di integrazione di minoranze e soggetti a rischio di emarginazione sociale.

Abbracciando in pieno tali disposizioni, la FIGC ha attivato il “Progetto Rete – Refugee Teams”, un’iniziativa che coinvolge i ragazzi accolti presso i Progetti SAI spalmati in tutto il territorio nazionale. L’obiettivo principale – oltre che far comprendere l’importanza dello sport per il benessere psico-fisico – è la promozione dell’integrazione tra pari e quindi l’inclusione socio-culturale; ciò avviene mediante la partecipazione di ragazzi autoctoni e stranieri, fino ad un torneo finale composto da squadre miste.

La partecipazione è totalmente gratuita, sono previste: visite mediche, assicurazione contro infortuni, corsi di formazione per ragazzi ed operatori, supporto per la ricerca di un impianto atto allo svolgimento delle attività svolte da tecnici qualificati FIGC, materiale sportivo ecc…

Si precisa che l’attività è a carattere continuativo.

  1. La prima fase è quella locale: dal mese di novembre a maggio i Coordinamenti Regionali del Settore Giovanile e Scolastico attuano incontri tecnici e formativi.
  2. La seconda fase è quella regionale: durante il mese di giugno le squadre appartenenti alla stessa regione giocano per una prima classifica.
  3. La terza fase è quella interregionale: sempre nel mese di giugno le strutture qualificatesi nella fase regionale si scontreranno per accedere alla fase nazionale.
  4. La quarta ed ultima fase è appunto quella nazionale: tra il mese di giugno o settembre sarà disputata l’ultima partita.

Nella scorsa edizione del 2022 è stata una squadra siciliana – Partinico – a vincere nella finalissima svolta presso lo Stadio dei Marmi, contro Rionero.