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22 Ottobre: Giornata internazionale della consapevolezza sulla balbuzie

22 Ottobre: Giornata internazionale della consapevolezza sulla balbuzie

Il 22 Ottobre si celebra la giornata internazionale della consapevolezza sulla balbuzie. Questa giornata ci spinge a riflettere su un problema ancora molto sottovalutato, nonostante le difficoltà che affronta quotidianamente chi ne soffre. La balbuzie e i disturbi legati alla comunicazione, infatti, si possono metaforicamente paragonare al sentirsi in gabbia, poichè limita chi ne soffre, facendolo apparire ai suoi occhi come inappropriato in qualunque situazione della vita.

Ma cos’è la balbuzie?

È una ripetizione involontaria dei suoni o il loro prolungamento accompagnato da pause più o meno lunghe, esitazioni udibili o silenziose. Si presenta intorno ai 33 mesi e quasi nel 90% dei casi si risolve in maniera naturale verso i 6 anni di vita, nei restanti casi perdura nel tempo se sottovalutata.

La balbuzie è un problema serio che diventa invalidante per chi ne soffre. Si rischia l’auto-isolamento in età scolare, in quanto la difficoltà di esprimersi con i pari oppure con l’insegnante durante un’interrogazione. Porta a sentirsi inermi, innescando il rifiuto di parlare per evitare di sbagliare.

A scuola, a queste esperienze negative si affianca il rischio di derisione e di bullismo. Alcune ricerche confermano che le difficoltà nel comunicare da parte dei bambini “attirano” l’attenzione dei bulli, che trovano in loro vittime facili da colpire.

Il balbuziente sa quando a causa di una parola per lui complessa piuttosto che per un’altra, si fermerà. Inconsapevolmente, cadrà nel tunnel dell’ansia senza più poter andare avanti, si sentirà come in un oblio di suoni intermittenti.

Per curare questo disturbo ci sono varie terapie, quelle più utilizzate sono la terapia seguita dal logopedista affiancata a quella dello psicologo. Gli esperti ritengono che saper muovere la mascella e la lingua in un certo modo e accompagnando il tutto ad una corretta respirazione e a una gestione dell’ansia si hanno ottimi risultati.

Il 22 ottobre serve a ricordare che questo problema non è meno importante di altri, e bisogna comprendere che un balbuziente affronta giornalmente discriminazioni. Subisce scherno da parte di chi lo ascolta e di chi lo deride, a volte viene anche imitato provocando in lui solo sofferenza.


Il tema della balbuzie e delle difficoltà a essa connesse è al centro del corso online La balbuzie in età evolutiva: Come si manifesta e cosa possono fare i genitori.


La rappresentazione nel cinema e nella cultura

C’è un film famosissimo con Colin Firth, “Il discorso del re”, in cui il protagonista è Giorgio VI, re d’Inghilterra, un sovrano balbuziente che, completamente nel panico, all’inizio del suo mandato, mentre si appresta a leggere il discorso alla Nazione alla radio, capisce che deve farsi aiutare.

Viene portato da un logopedista, Lionel, che lo seguirà passo per passo durante tutto il suo regno.

Nel mondo del cinema internazionale ci sono altri grandi nomi di balbuzienti, personaggi illustri che sono riusciti a trovare una terapia giusta per se stessi, riuscendo a vincere e ad affrontare al meglio la loro condizione. Nomi del calibro di Marilyn Monroe, Winston Churchill e, in Italia, Paolo Bonolis, che hanno dovuto combattere e trovare un modo per arginare le difficoltà della parola e, nonostante tutto, sono riusciti a primeggiare nel proprio lavoro.

Non è un caso che ognuno di loro abbia provato verso la parola ‘amore e odio’, un binomio complesso da gestire, ma che li ha resi alla fine vincenti.

Ricordiamoci che non è divertente per un balbuziente essere strumento di risata e barzellette, una situazione che in televisione si presenta spesso come esilarante.

La giornata della balbuzie serve a sensibilizzare tutti. Ci spiega che questo problema non è uno scherzo, ma è un dolore che si ripete ogni giorno. La persona lo vive come un incubo ricorrente, dove tutti parlano liberamente, mentre lei soffoca per un piccolo suo fiato.

La balbuzie non è solo ripetere sillabe o suoni, ma è anche fatica, paura, vergogna e, ancora, discriminazione ed esclusione sociale.