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Il neonato e le coccole

Il neonato e le coccole

Spesso sentiamo dire che non bisogna prendere troppo il proprio bambino in collo altrimenti “si vizia”. Adesso sappiamo che non è possibile viziare il neonato nei primi mesi di vita, in quanto il suo sistema celebrale ancora non è in grado di elaborare conclusioni dal comportamento dei genitori. Quindi il mito “piango così mi prenderanno in braccio” non poggia su nessuna base scientifica.

L’importanza delle attenzioni e delle coccole nel primo anno di vita

Al contrario, è importante per il bambino percepire che i genitori accolgono e soddisfano i suoi bisogni, questi nel primo anno di vita non sono mai “capricci”. Così facendo, mamma e papà non solo iniziano a capire i gesti e i comportamenti di loro figlio, ma lo aiutano anche a comprendere se stesso. Per quest’ultimo è indispensabile per iniziare a percepirsi come persona autonoma.

Si può iniziare a parlare con il neonato, chiedendogli come sta, tranquillizzandolo che andrà tutto bene anche se piange disperato: la vostra voce potrebbe calmarlo ed associarla ad un evento piacevole che si rifletterà in seguito nel rapporto di relazione tra voi e il nuovo arrivato.

Il neonato non è uno spettatore passivo, anzi, inizierà a fidarsi del vostro amore e a stare bene quando gli sorriderai, qualche volta ricambiando addirittura quel sorriso.


Il corso online Genitorialità e Sviluppo del bambino nel primo anno di vita approfondisce il tema dell’importanza del rapporto con il neonato nei primi mesi dopo la nascita. 


Conoscere il neonato

Il consiglio che oggi viene dato alla coppia è di diffidare delle indicazioni assolute, tendenti a differenziare nettamente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Molte pratiche utilizzate in passato non tenevano conto della variabilità delle situazioni e tendevano a seguire indicazioni rigide e considerate universalmente valide. Queste pratiche stanno via via passando sempre più in secondo piano, in quanto ci siamo resi conto che ogni bambino è unico. I neo genitori a imparare e verificare sul campo il modo migliore per rispondere alle esigenze del proprio bambino: la fame, il bisogno di essere cambiato o di sentire il contatto pelle a pelle.

Il neonatologo Alessandro Volta dichiarò in un articolo che, se si vuole investire sulla salute globale dei neonati, prenderli in braccio, raccontare o leggere loro una bella storia è l’intervento più importante che possono fare i genitori. Questa sarà un’esperienza da cui anche loro trarranno grandi benefici.

Guardando la questione da questo punto di vista, il rooming-in in ospedale è la scelta ideale per creare subito questo rapporto stretto. La madre si troverà da subito a stretto contatto con i figlio, inizierà a conoscerlo e così a capire le sue esigenze. A casa questo legame si amplierà anche alla figura paterna ed ad eventuali altri aiuti, siano essi amici o parenti.