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TI PORTO IO… NO TI ACCOMPAGNO

TI PORTO IO… NO TI ACCOMPAGNO

Accompagnare: andare con qualcuno con affetto o protezione (dalla Treccani)

Si portano i pacchi, i bambini si accompagnano.

Riflettere sulla differenza tra i due verbi, ci consente di ripensare al valore dei gesti che dedichiamo ai nostri piccoli. È importante se:

  • È quotidiano
  • È occasionale

TI ACCOMPAGNO…

Spesso funziona che gli adulti “spostino” i bambini da un contesto all’altro per fare sport, per raggiungere un amico, per andare in un centro ludico, ecc.

Le agenzie che forniscono opportunità per socializzare, sperimentare e quant’altro sono molte, diversificate e ricche di attrattive, ma sempre molto strutturate. Defilano così il ruolo dell’adulto, soprattutto quello del genitore che resta marginale. Non si intende demonizzare questo tipo di esperienza, ma pensare di costruirle insieme un nuovo significato. Attivare un processo con il quale l’adulto salvaguardia il suo ruolo di responsabilità e possa al contempo, qualificare l’esperienza coerentemente con le sue scelte educative, che restano pertanto le protagoniste. È ben diverso dal portare un piccolo in un posto qualsiasi tanto per.

COME FARE?

  1. Se è possibile scegliere insieme, valutare opzioni diverse e condividere le valutazioni, preservando il proprio ruolo decisionale.
  2. Motivare la scelta finale, spiegandone l’obbiettivo, in modo che sia ben chiaro. Così ad esempio: ti porto in ludoteca perché tu possa divertiti con altri bambini
  3. Il tempo impiegato per raggiungere il luogo prescelto diventa un tempo privilegiato, prezioso, perché:
    • Può essere il ricongiungimento dopo una giornata in cui si è stati separati
    • È un momento intimo
    • Può diventare:
      • Un momento per scaricare tensioni accumulate prima, per recuperare un clima sereno usando il sorriso e la musica, che meraviglia cantare insieme!
      • L’occasione per caricarsi per l’appuntamento
    • Si condividono le aspettative su quello che si farà
    • L’ideale sarebbe muoversi a piedi o in bici, perché già il tragitto diventi una piacevole suggestione
    • Si può creare complicità e curiosità

Si tessono fili sottili che sono la solida rete dei rapporti, soprattutto famigliari.

Se sono opportunità occasionali, a maggior ragione vanno valorizzate in questa prospettiva, per essere più consapevoli della loro efficacia

L’esperienza va rielaborata insieme:

  • Proporne una verbalizzazione, è come dire al bambino: “Sono interessato al tuo vissuto”;
  • Potrebbe essere indispensabile per aiutare il bambino a darle il giusto significato;
  • È auspicabile che sia condiviso con il resto della famiglia, per includere tutti nell’esperienza.

Porsi con un atteggiamento partecipato nelle piccole come nelle grandi esperienze dei bambini, rende semplicemente la vita di tutti molto più ricca.