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Il futuro delle pensioni in Italia: analisi OCSE e prospettive per i giovani lavoratori

Il futuro delle pensioni in Italia: analisi OCSE e prospettive per i giovani lavoratori

Il report annuale dell’OCSE, “Pensions at a Glance 2023“, pubblicato il 13 dicembre 2023, rivela uno scenario relativo alle pensioni in evoluzione per i giovani lavoratori italiani.

Molti di loro, iniziando la loro carriera oggi, potrebbero raggiungere l’età pensionabile solo a 71 anni. Tuttavia, la buona notizia è che, a differenza di molti altri paesi dell’OCSE, riceveranno un assegno pari all’83% dell’ultimo stipendio.

L’Inevitabile pensione a 71 anni

Per i giovani che attualmente iniziano a lavorare in Italia, ilraggiungimento dell’età pensionabile è previsto a 71 anni, secondo l’analisi dell’OCSE. Questo pone l’Italia al di sopra della media degli altri paesi dell’Organizzazione, riflettendo un trend globale di aumento dell’età pensionabile.

Le donne, in particolare, dovrebbero aspettarsi di andare in pensione a 65 anni e otto mesi, mentre gli uomini a 66 anni e tre mesi. Un cambiamento significativo rispetto al passato che solleva domande sulla sostenibilità del sistema pensionistico italiano nel lungo termine.

Assegno pensionistico: un raggio di speranza?

Nonostante l’età pensionabile più avanzata, i giovani lavoratori italiani possono trovare un po’ di conforto nell’importo dell’assegno pensionistico previsto. Secondo il report dell’OCSE, coloro che iniziano la loro carriera a 22 anni possono aspettarsi un assegno pari all’83% dell’ultimo stipendio.

Per comprendere meglio, se l’ultimo stipendio è di 1.500 euro lordi al mese, la pensione mensile prevista sarà di 1.245 euro lordi. Tuttavia, molte criticità del sistema pensionistico italiano emergono da questa analisi.

Critiche al sistema pensionistico italiano: equità e sostenibilità

Il report dell’OCSE evidenzia diverse criticità nel sistema previdenziale italiano. Una delle principali preoccupazioni riguarda l’equità a lungo termine, con pensioni più basse per i giovani a fine carriera, mentre chi ha smesso di lavorare prima beneficia di assegni più alti.

Inoltre, la spesa pubblica per le pensioni pesa sulle casse erariali, posizionandosi al secondo posto tra le maggiori a livello globale. Nel 2023, il costo della previdenza sul PIL è stato stimato al 17,3%, notevolmente superiore alla media dell’OCSE del 9,5%.

Le misure del Governo per il lavoro e le pensioni dal 2024

Il Governo Meloni ha intrapreso sforzi significativi per affrontare le sfide del sistema pensionistico italiano attraverso il pacchetto lavoro e previdenza. Interventi come il Decreto Lavoro convertito in legge e il DDL Lavoro 2023 sono stati implementati, insieme a misure come la riforma fiscale 2024.

Tra le novità degne di nota ci sono le regole sulla rivalutazione delle pensioni nel 2024, il taglio delle pensioni d’oro e la tax area pensionati e dipendenti. Tuttavia, non è ancora stato definito un intervento strutturale che risolva completamente le criticità individuate dall’OCSE e che garantisca la sostenibilità delle pensioni nel lungo termine.

Prospettive future e la Legge di Bilancio 2024

Il futuro delle pensioni in Italia rimane un tema aperto, e molte incertezze potrebbero essere chiarite con la Legge di Bilancio 2024. È possibile che nuove misure siano introdotte per affrontare le sfide strutturali e garantire un sistema pensionistico equo e sostenibile per le generazioni future.

In conclusione, mentre i giovani lavoratori italiani si preparano a un’età pensionabile più avanzata, resta da vedere come le politiche governative influenzeranno concretamente il loro futuro previdenziale. L’attenzione è ora rivolta alle prossime decisioni legislative che plasmeranno il destino delle pensioni in Italia.

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