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Il cervello dell’adolescente

Il cervello dell’adolescente

MODIFICAZIONI  CEREBRALI  IN ADOLESCENZA

Nel periodo della pubertà e all’inizio dell’adolescenza, il cervello subisce notevoli cambiamenti: inizialmente la sostanza grigia si ispessisce e poi si assottiglia significativamente. Di solito, l’ispessimento si verifica quando le ramificazioni delle cellule cerebrali si moltiplicano in maniera disordinata. La sostanza grigia misura circa 60 mm e si sviluppa talmente tanto da ripiegarsi su sé stessa (questo spiega la forma a gheriglio di noce del cervello umano).

Alcuni studiosi sostengono che in questo periodo il cervello possa essere estremamente ricettivo nei confronti di nuove informazioni. L’immaturità nel controllo degli impulsi, tipica degli adolescenti, è riconducibile ad una maturazione asincrona dei sistemi cerebrali di ricompensa rispetto a quelli di controllo, localizzati nella corteccia pre-frontale.

Prima della nascita, il numero dei collegamenti nervosi (sinapsi) incomincia ad aumentare rapidamente, raggiunge livelli da adulto quando veniamo al mondo e poi continua a salire raddoppiando all’età di uno o due anni. Successivamente, questi collegamenti nervosi iniziano a diminuire riportando il cervello ai livelli tipici dell’adulto. Durante la pubertà, il lobo frontale del cervello dell’adolescente va incontro ad un’improvvisa e repentina crescita e quando il cervello di un adolescente viene riconfigurato risulta più vulnerabile.

Infatti, quell’età è uno dei momenti peggiori per esporre l’organo cerebrale sostanze e stimoli potenzialmente pericolosi (es: droghe, alcool, violenza). Questa è l’età in cui l’organo va incontro ad un numero così grande di cambiamenti che molte cose potrebbero andare storte: nella società moderna, la vita è assai complessa e ci sono tanti stimoli in più e tante opportunità e, di conseguenza, anche maggiori possibilità di sbagliare.


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IL  CERVELLETTO NELL’ADOLESCENTE

La parte meno ereditabile del cervello è il “cervelletto”, che continua a cambiare durante tutta la adolescenza. Sembra infatti che questa sia l’ultima struttura cerebrale a svilupparsi. Ad esempio, i bambini affetti da sindrome di Asperger (una leggera forma di autismo spesso accompagnato da difficoltà e chiusura nei rapporti interpersonali) possiedono un metabolismo cerebellare diverso. Quest’organo potrebbe avere molta importanza nel riconoscimento dei segnali di natura sociale e nella comprensione delle battute di spirito, tanto importanti tra gli adolescenti.

LA MIELINA NEL CERVELLO DELL’ADOLESCENTE

La mielina è la sostanza bianca grassa che ricopre il neurone o cellula nervosa, la cui funzione principale è quella di far viaggiare più rapidamente il segnale elettrico, ovvero l’impulso nervoso verso altre cellule.

Durante gli anni dell’adolescenza la mielina aumenta del 100%. La mielinizzazione del cervello adolescente in via di sviluppo determina conseguenze positive e negative: dopo aver acquisito un rivestimento mielinico, i neuroni sono più veloci ed efficienti, ma diventano anche più rigidi.

Verso la fine della prima media, il 50% dei ragazzi comincia a passare da ragionamenti concreti al pensiero astratto e simbolico. Molte delle connessioni nervose che scompaiono durante l’adolescenza sono proprio quelle che agitano il cervello. È probabile che ci sia una ragione di tipo evolutivo per la quale il cervello manterrebbe una flessibilità così elevata durante l’adolescenza: se le sue funzioni fossero completamente organizzate e definite troppo precocemente, gli essere umani non possederebbero l’elasticità necessaria per imparare ciò di cui hanno bisogno per sopravvivere.

Il cambiamento in direzione di un ragionamento più maturo si verifica tra la terza media e la seconda superiore.

ASPETTI PSICOLOGICI DELL’ADOLESCENTE

Con il termine adolescenza, si fa riferimento alla fase di passaggio dalla condizione infantile a quella adulta. Ci sono tanti cambiamenti che riguardano il corpo e il senso di confusione che ne deriva (sono un bambino oppure un adulto? chi sono?) cambia il baricentro della propria vita, che non è più la famiglia, ma i coetanei; gli adolescenti tendono ad estremizzare emozioni e situazioni, idealizzando o demonizzando secondo un meccanismo bianco/nero, in cui spesso non ci sono vie di mezzo.

Sono alla ricerca del loro posto nella società e, in definitiva, nel mondo. Costruiscono la loro identità riferendosi a modelli che possono essere positivi o negativi. Nel cervello dell’adolescente avvengono grandi cambiamenti, di seguito elencati:

  • Maggior coinvolgimento sociale: in questo periodo, avviene il processo di separazione-individuazione, in cui ci si separa psicologicamente dai genitori per avvicinarsi al mondo esterno (i coetanei) dove costruire la propria identità;
  • Le emozioni sono vissute intensamente: in questi anni, i comportamenti non sono valutati a fondo, non sono ponderati, ma vissuti con velocità. Questa impulsività riflette lo scarso sviluppo nel cervello dell’adolescente della corteccia frontale, sede del ragionamento logico, delle funzioni superiori e della razionalità; è invece estremamente sviluppata la struttura che si chiama Amigdala, ovvero il centro degli istinti;
  • Spinta creativa a sperimentare cose nuove. Sono anni di grande maturazione intellettuale e di maggiore consapevolezza, seppur sempre minacciata dal senso di confusione sulla propria identità. Per questo motivo è fondamentale la presenza di persone e figure adulte stabili.

Un adolescente lasciato solo, in balia di sé stesso, perso nel caos, potrebbe iniziare a fare uso di sostanze o di alcool per poter alleviare questo senso di angoscia esistenziale. Da qui, l’importanza e il bisogno di accudire e guidare l’adolescente verso nuovi compiti di sviluppo da parte di figure autorevoli, come genitori o anche professori, in una fase di transizione così delicata come l’adolescenza.

Il dialogo, la comprensione e un atteggiamento autorevole ma fermo, in cui poter tracciare delle regole chiare e precise, possono aiutare gli adulti in questa difficile e complessa fase di vita.