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Educazione: un concetto di relazione

Educazione: un concetto di relazione

Educazione: quante volte sentiamo pronunciare questa parola? E quante il suo significato, nonché l’universo che racchiude attorno a sé, sembra un qualcosa di scontato? Quasi insolito, quanto la nostra capacità di poter cambiare qualcosa, di poter appunto “educare”.

La definizione di educazione

Il termine “educazione” viene utilizzato molto spesso in tutti gli ambiti della quotidianità (in famiglia, a scuola, in attività sociali) per designare quello che, da sempre, viene trasmesso di generazione in generazione e che discende dalle buone norme sociali, dalle buone maniere.

Tuttavia, il concetto di educazione è molto più ampio e, al fine di conoscerne tutti gli aspetti e i ruoli che tale tema ricopre in tutti gli ambiti della vita, bisogna comprenderne il vero significato, a partire dall’antica etimologia. La parola educazione deriva da due verbi latini:

  • éduco (edere) che significa nutrire, allevare;
  • edùco (ex-ducere) che significa tirar fuori, far uscire.

Partendo dall’etimologia, è possibile definire due aspetti connessi all’educazione. Il primo riguarda il fatto che l’educazione è un processo di trasformazione del soggetto, che matura attraverso le proprie esperienze all’interno del contesto sociale. Il secondo è che, al pari del nutrirsi, l’educazione costituisce una necessità vitale dell’uomo.

Inoltre, da queste accezioni, è possibile far leva sulla doppia funzione dell’educazione e sul ruolo centrale che ricopre chi si occupa dell’educazione: in generale, coloro che formano le persone, ma più nello specifico gli educatori.

La relazione educativa

I soggetti dell’educazione sono l’educatore e l’educando e l’educazione riguarda quel processo che li lega in una relazione, quella educativa. Una relazione imprescindibile.

La sua caratteristica fondante è che essa è sempre relazione, riguarda cioè la consapevolezza del legame educativo tra educatore ed educando. Essa è asimmetrica in quanto l’educatore esercita un ruolo importante quanto l’educare stesso. Responsabilizza, guida l’educando affinché possa rapportarsi con la società e viverci secondo quello che viene definito l’agire educativo. Non si limita a trasmettere buone norma di condotta e di maniere, ma lo guida nelle azioni formanti il suo essere.

Educare significa, infatti, sia trarre fuori che condurre ed è proprio quello il ruolo dell’educatore dinnanzi al suo agire educativo, ovvero quello di fare da guida al fanciullo.


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Il ruolo dell’educatore

Il lavoro degli educatori rientra in quella categoria di ruoli che non sempre sono facilmente “gestibili”, sia in termini di formazione, sia in termini di utenza. Gli educatori fondano il loro lavoro sull’agire educativo della loro professione: essi conducono, aiutano e progettano per poter impostare dei modelli educativi da poter seguire all’interno dell’azione educativa.

Difatti, importantissima, è la progettazione educativa a cui gli educatori fanno riferimento nell’attuazione di progetti destinati agli educandi. Fondamentale, nel lavoro educativo, è che quest’ultimo si concentri su alcuni ambiti principali che riguardano la formazione di buone competenze relazionali e gestionali e l’attenzione ai contenuti educativi da proporre.

Da qui emerge come il lavoro educativo non si esplica tanto nell’adozione di norme per gestire il gruppo, bensì nel ricercare quella che viene definita la dimensione metodologica e pedagogica all’interno della progettualità educativa.


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