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Dislessia: 42 varianti genetiche bastano a dare la colpa al DNA?

Dislessia: 42 varianti genetiche bastano a dare la colpa al DNA?

La dislessia è una difficoltà imprevista nella lettura da parte di alcuni bambini di intelligenza normale ed è il disturbo specifico dell’apprendimento più frequente tra gli alunni delle scuole italiane.

La dislessia in Italia

In Italia circa 4% della popolazione è dislessico, ma questo è un dato approssimativo, perché c’è da considerare la possibilità di una mancanza di diagnosi in alcuni soggetti con evidenza di difficoltà. Leggere e scrivere sono abilità fondamentali per la vita, ma circa un bambino su dieci è affetto da dislessia, un disturbo che può anche  persistere nell’età adulta.

Studi familiari sulla dislessia suggeriscono un’ereditabilità fino al 70%, ma sono stati trovati pochi marcatori genetici convincenti. Spesso la dislessia comporta un’elaborazione fonologica alterata e si verifica come conseguenza di disturbi psichiatrici o di altri deficit dello sviluppo come per esempio l’ADHD, il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.

Da tempo si cercano delle motivazioni su basi genetiche che diano risposta a tale problematica, a riguardo c’è uno studio su una predisposizione genetica pubblicato sul “Nature Genetics” che cerca di trovare delle correlazioni efficaci tra genetica e dislessia.


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Cosa si è scoperto?

Gli scienziati guidati da Michelle Luciano, psicologa dell’Università di Edimburgo, hanno portato avanti uno studio sul genoma su 51.000 persone con diagnosi di dislessia, mettendo a confronto il loro DNA con quello di persone sane. Lo studio ha trovato 42 varianti genetiche che differenziano i due gruppi. Si sono evidenziati alterazioni in 15 geni legati alle abilità cognitive e in 27 geni legati alla dislessia.

Non è corretto dire che queste alterazioni portino alla dislessia, ma è altamente probabile che chi le possiede abbia più possibilità di avere questo disturbo. Michelle Luciano precisa che, oltre ai geni, anche l’ambiente in cui si cresce è fondamentale e può essere un fattore determinante per il corretto sviluppo neurologico.

Nascere e crescere in un ambiente sociale che ti dia la possibilità di studiare e comunicare in maniera efficace sono il quid in più per affrontare al meglio una problematica di questa portata. Si è evinto che l’eziologia genetica della dislessia era simile tra i sessi ed è stata trovata una covarianza genetica con molti tratti, inclusa l’ambidestrezza, ma non sono state trovate le misure neuroanatomiche dei circuiti legati al linguaggio. I punteggi poligenici della dislessia spiegano fino al 6% della varianza nei tratti di lettura e potrebbero in futuro contribuire a una precoce identificazione e correzione della dislessia.

Conoscere la dislessia per imparare a “leggerla”

Dobbiamo considerare che questo disturbo e tutti gli altri ad esso correlati sono invalidanti per chi ne soffre, sia in ambito scolastico che in ambito lavorativo. C’è ancora tanta disinformazione e ignoranza a riguardo, soprattutto da parte di alcuni genitori che, per timore o imbarazzo, evitano di mostrare alla scuola le certificazioni alla scuola che attestano il disturbo.

Perché tutto questo? Per evitare al figlio l’insegnante di sostegno. In loro si insinua la paura dell’etichetta: dover mostrare agli altri che il proprio figlio abbia delle problematiche è deleterio, è più facile far finta che sia tutto a posto.

Dovremmo iniziare a cambiare le nostre menti, a non pensare al giudizio degli altri ma a pensare ciò che è giusto per i nostri bambini. Far finta che questo problema non esista non significa debellarlo, anzi, significa peggiorarlo. Essere genitori consapevoli e non trovare per forza un capro espiatorio può solo essere di aiuto. Continuando ad agire “nell’ombra”, questi bambini si sentiranno inadeguati e penseranno che nella vita non avranno mai successo.

Con il metodo giusto per un apprendimento efficace invece hanno ottime possibilità di riuscita, possono avere risultati eccellenti. Ci sono nomi illustri di dislessici che hanno cambiato la storia e, anche inconsapevolmente, la vita dei posteri esempi come: Napoleone Bonaparte, Galileo Galilei Einstein e Picasso hanno dimostrato ampiamente di avercela fatta a distinguersi.