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Sicurezza sul lavoro: novità e indicazioni

Sicurezza sul lavoro: novità e indicazioni

Fra le priorità del governo Meloni c’è anche il tema molto sensibile della sicurezza sul lavoro, lo conferma la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Calderone. Infatti nei primi giorni del mese la Calderone ha incontrato più di una ventina fra sindacati e rappresentanti datoriali, per avere un iniziale dialogo di confronto che possa diventare uno scambio continuativo.

La novità dell’articolo 13 del D.Lgs. 81/2008

Intanto ricordiamo che in tema di sicurezza sul lavoro l’ottobre scorso c’è stata una delle modifiche più importanti del Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008, che riguarda soprattutto la vigilanza.

Con l’articolo tredici, infatti, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro accompagnerà le Aziende Sanitarie Locali nella loro attività di monitoraggio sull’applicazione delle norme sulla salute e sicurezza nei posti di lavoro. Non a caso, con il comma due dell’articolo, si approva l’assunzione di mille nuovi ispettori.

Essendo modifiche abbastanza complesse avranno bisogno di tempo per essere strutturate, in coordinamento fra Regioni e INL, specialmente per quanto riguarda i percorsi formativi.

Intanto, giusto per far percepire l’aria di cambiamento, nello stesso periodo in cui è stato pubblicato l’aggiornamento del Decreto, ci sono state anche delle ispezioni a sorpresa in 377 cantieri e 749 aziende. Purtroppo ci sono state 194 sospensioni e 133 gravi irregolarità, tutte sull’aspetto sicurezza.

La proposta del reato di omicidio sul lavoro

Sono stati i sindacati a lanciarla, in particolare la UIL perché chiunque non rispettando le norme della sicurezza sul lavoro causa appunto la morte di un lavoratore e una lavoratrice.
Purtroppo appelli e piattaforme ideologiche condivise non hanno risolto in passato e non risolvono quelle che saranno le difficoltà strutturali inserite nell’aggiornamento del Decreto.

Alcune federazioni, infatti, si sono opposte evidenziando come invece di impegnarsi a migliorare i servizi regionali delle Asl ormai al tracollo, dove professionisti della salute e sicurezza sono già presenti da tempo, si torni indietro. Per loro è un errore assegnare competenze e risorse ad una Direzione Nazionale del Lavoro, che non ha in sé queste figure, oltre che le competenze essenziali, per poter poi eseguire una efficace attività di accertamento.

I percorsi di formazione che il Ministero della Salute dovrà sviluppare sapranno preparare i nuovi assunti ad effettuare una ricerca sui determinanti del rischio, sui fattori di pericolo, sui processi organizzativi e del lavoro di un’impresa?

Infine, la vigilanza e l’inasprimento dei controlli non risolvono in maniera univoca il problema, anche perché la responsabilità delle morti o degli infortuni sul lavoro ormai non sono più amputabili solo alle imprese ma al sistema stesso, il primo a dover fare un profondo cambiamento.

Corsi di formazione idonei e approfonditi

Intanto è l’obiettivo che il Ministero della Salute si è dato per gli obblighi formativi, i quali sono a carico dei datori di lavoro.

Per essere appropriati dovranno tener conto:

  • dei cambiamenti apportati alle normative;
  • delle procedure operative;
  • dei protocolli e indicazioni nazionali e regionali;
  • delle circolari emesse dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, ecc.

I corsi saranno poi differenziati sulla base dei ruoli del personale, nelle varie strutture. Proprio perché ognuno di essi possa avere un minimo di conoscenze in comune, di volta in volta più specifiche a seconda della professionalità.