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Riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali in Europa: quali Stati li registrano già

Riconoscimento dei figli di coppie omogenitoriali in Europa: quali Stati li registrano già

In Europa, vi è stata una crescente tendenza verso il riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso, inclusa l’adozione congiunta completa.

Come evidenziato dalla ricerca condotta dal centro studi del Parlamento europeo, già 13 Stati membri hanno dato il loro consenso all’adozione congiunta completa da parte di coppie dello stesso sesso.

Tali Stati membri includono i Paesi Bassi, la Svezia, la Spagna, il Belgio, la Danimarca, la Francia, Malta, il Lussemburgo, l’Austria, l’Irlanda, il Portogallo, la Finlandia e la Germania.

È importante notare che, sebbene la Slovenia e l’Estonia non consentano l’adozione completa da parte di coppie dello stesso sesso, esse prevedono la possibilità della cosiddetta ‘step child adoption‘, ovvero l’adozione del figlio biologico del proprio partner in un’unione omosessuale registrata.

Questa tendenza riflette l’impegno dell’Unione europea nel promuovere e tutelare i diritti umani, tra cui il diritto alla famiglia e alla vita privata, e il diritto alla non discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Inoltre, queste iniziative mostrano il progresso nella lotta contro l’omofobia e la discriminazione nei confronti delle persone LGBTQ+.

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Quali sono le differenze

In alcuni Stati membri dell’Unione europea, esistono differenze significative nell’ambito della genitorialità tra le coppie dello stesso sesso, che a volte comportano difficoltà nell’accesso ai diritti di genitorialità e ai relativi benefici. Ad esempio, in Croazia, dal 2014, è permesso ai conviventi registrati e non registrati di diventare tutori legali del figlio del proprio partner, mentre in Grecia, le coppie dello stesso sesso in un’unione civile possono avere in affido, ma non adottare, un bambino.

Per garantire una maggiore armonizzazione del quadro legislativo in Europa, il Parlamento europeo sta attualmente discutendo una proposta di regolamento sul riconoscimento della genitorialità tra Stati membri. Questa proposta di regolamento prevede che il rifiuto di riconoscere la registrazione di genitorialità può aumentare il rischio di rendere un bambino apolide o impedire a un genitore di ottenere il permesso per una visita in caso il figlio sia ospedalizzato. Inoltre, può comportare gravi conseguenze per i bambini e le loro famiglie se uno Stato rifiuta di riconoscere la genitorialità stabilita all’estero.

L’obiettivo di questa proposta di regolamento è quello di garantire che i diritti di genitorialità siano riconosciuti in tutta l’Unione europea, indipendentemente dal paese di residenza o dalla nazionalità dei genitori. In questo modo, si mira a garantire l’accesso a servizi e benefici legati alla genitorialità, come l’assistenza sanitaria, l’istruzione e l’assistenza sociale, a tutte le famiglie europee, indipendentemente dall’orientamento sessuale dei genitori.

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