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La ruminazione mentale: “la mia mente esplode”

La ruminazione mentale: “la mia mente esplode”

La ruminazione è una forma di pensiero persistente, circolare e depressivo. Molte persone, quando diventano depresse, orientano la propria attenzione internamente per ottenere una maggiore comprensione di sé e trovare soluzioni che possano risolvere i loro problemi.

Tuttavia, la ruminazione interferisce con la concentrazione e compromette le prestazioni nei compiti cognitivi, in quanto è una risposta poco funzionale rispetto a due possibili alternative: l’applicazione di tecniche di distrazione e l’uso di strategie attive di problem solving (risoluzione dei problemi).

Con ruminazione si intende una modalità di pensiero rivolta al passato ed in particolare alle perdite e agli insuccessi, mentre il rimuginio è caratterizzato dall’anticipazione di minacce future.

Origini evolutive della ruminazione

I bambini che non riescono ad apprendere strategie attive di coping (ovvero strategie di gestione dello stress) e quelli che avvertono uno scarso controllo sull’ambiente potrebbero essere predisposti a diventare ruminatori. Alcune evidenze indicano che i figli di madri intrusive e critiche tendono a mostrare impotenza e passività quando sono agitati.

Genitori psicologicamente ipercontrollanti e rifiutanti e una storia infantile di abusi sessuali emotivi e fisici possono essere correlati alla ruminazione.

La tendenza ad arrovellarsi può dipendere da:

– traumi avvenuti nel corso dell’infanzia con particolare riferimento alle minacce fisiche;

– genitori inquieti e iperprotettivi che cercano di proteggere i figli da un mondo “pericoloso”;

– inversione di ruolo (il figlio che si comporta come un genitore);

– attaccamento insicuro, con particolare riferimento all’aver perso un genitore prima dei 16 anni;

– vergogna (alcune madri di persone timide fanno leva sul senso di vergogna dei figli per controllarli).

Correlati fisiologici della ruminazione depressiva

Amigdala

Alcuni studi mettono in evidenza una minore inibizione generale del sistema dell’amigdala da parte della corteccia nella depressione.

L’umore negativo varia in relazione al metabolismo dell’amigdala, una piccola struttura cerebrale che attribuisce significato emotivo alle esperienze che viviamo. Nonostante l’amigdala sia il centro della paura e della minaccia, possiamo regolare la sua attività con la musica, lo sport ecc. o qualsiasi altra attività che produca ossitocina nel corpo.

È stata dimostrata nei soggetti depressi un’iperattività dell’amigdala. I soggetti depressi, inoltre, presentano nuclei dell’ippocampo e dell’amigdala più piccoli rispetto ai controlli.

Sistema nervoso autonomo

Un altro correlato fisiologico della ruminazione è l’aumento diffuso del sistema nervoso autonomo ed in particolare un aumento del simpatico e una riduzione del parasimpatico. I muscoli che controllano la dilatazione pupillare sono innervati dalle stesse strutture che interessano la ruminazione. La pupilla si dilata maggiormente in condizioni di un uso più intenso dell’attenzione, della memoria o durante l’interpretazione di materiale complesso.

Questi dati confermano che nei soggetti depressi gli indici di dilatazione pupillare siano un segnale di elaborazione di informazioni negative e potenzialmente, anche di ruminazione.

Stress

Infine, lo stress induce una maggiore produzione di cortisolo, spesso associata ad una diminuzione delle risposte del sistema immunitario. È probabile che i parametri associati ai livelli di cortisolo e alle funzioni immunitarie, costituiscano efficaci indici di ruminazione.

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Ruminazione e attivazione dell’emisfero destro

Per guidare il comportamento, l’emisfero sinistro usa delle rappresentazioni interne rigide (es. schemi e copioni) e ciò garantisce che il comportamento continui ad essere determinato anche in presenza di distrazioni ambientali: ad esempio, quando si sostiene un esame orale, anche se ci sono persone che parlano o disturbano, bisogna continuare a parlare, altrimenti si rischia di compromettere la prestazione.

L’emisfero destro invece risulta più utile nell’affrontare nuove situazioni per le quali il soggetto non ha rappresentazioni preesistenti. D’altra parte, il fatto che l’emisfero destro tenda alla ricerca di percorsi alternativi, lo rende più vulnerabile alle distrazioni.

Mentre l’attivazione dell’emisfero destro è associata ad un rallentamento dell’azione, l’attivazione di quello sinistro è associata all’azione.

Quando i soggetti non possono fare affidamento su strategie consolidate (emisfero sinistro) per raggiungere i propri obiettivi, creano delle strategie alternative e questa ricerca è associata ad una maggiore attivazione dell’emisfero destro, associato a maggiori livelli di ruminazione, pessimismo, tristezza, depressione e autovalutazione negativa, e anche ad una minore tendenza ad agire.

Funzioni della ruminazione

Sebbene la ruminazione rappresenti un tentativo di risolvere problemi, molto spesso non raggiunge questo scopo e, in realtà, rinforza l’umore e le cognizioni negative. Per alcuni soggetti, arrovellarsi evita di provare emozioni intense: le persone inquiete sono più impegnate a pensare che a sentire.

Quando si ha ruminazione mentale, quindi, non si prova ansia.

Le persone con la tendenza a preoccuparsi di continuo hanno, spesso, delle convinzioni errate sulla propria condizione, quali:

  • nessuno capisce come mi sento
  • le mie emoziono intense permarranno a lungo
  • le mie emozioni non hanno alcun senso
  • mi vergogno per quello che provo
  • se provo un’emozione forte questa diventerà incontrollabile
  • devo essere sicuro di come mi sento, dato che non tollero sentimenti ambigui.

Il trattamento psicologico della ruminazione

La ruminazione depressiva aggrava la depressione perché, richiedendo notevoli risorse attentive, impedisce l’elaborazione di nuove informazioni positive e correttive generando pensieri automatici negativi.

La regolazione e il trattamento della ruminazione può avvenire incoraggiando l‘individuo ad economizzare i suoi processi di pensiero, ovvero privilegiando l’osservazione semplice e poco interpretativa della realtà quotidiana, attraverso domande consapevolmente “stupide”. In tal modo si supera la tendenza all’iperinterpretazione rimuginativa.

Inoltre, bisogna sempre tener presente che i pensieri e le sensazioni corporee negative tendono a dissiparsi in breve tempo, di solito nell’arco di 10 – 15 minuti.