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La malattia mentale: la schizofrenia

La malattia mentale: la schizofrenia

La schizofrenia è un disturbo mentale caratterizzato da perdita di contatto con la realtà (psicosi), allucinazioni, deliri, disturbo del pensiero e della cognizione.

La sintomatologia schizofrenica, riconosce un esordio precoce nella decade dai 15 ai 25 anni con un anticipazione dei maschi, rispetto alle femmine.

Come nel pensiero infantile, tangenzialità (allentamento dei processi associativi, per esempio: la scuola è aperta, la cultura è importante, è obbligatorio fino a 16 anni…) e deragliamento (discorso incomprensibile) sono caratteristiche del pensiero e del linguaggio schizofrenico.

Leggi anche: Disturbi mentali: una visione approfondita sui problemi psicologici

Caratteristiche comuni nella schizofrenia

Tra le caratteristiche comuni, riscontriamo:

  • alterazioni dei sensi
  • incapacità di classificare e interpretare stimoli in arrivo
  • deliri e allucinazioni
  • alterata auto percezione
  • disturbi dell’affettività
  • disturbi del movimento
  • disturbi del comportamento

Alterazioni dei sensi

Le alterazioni dei sensi sono presenti nei primi stadi della schizofrenia.

A volte sia la vista che l’udito si acutizzano (ad esempio i colori sembrano più brillanti, o più chiari o le voci metalliche). Un altro aspetto della sovraeccitazione dei sensi è un eccessivo fluire dei pensieri nella mente, è come se il cervello fosse bombardato da stimoli sia esterni che interni (…non riesco a concentrarmi, salto da una cosa all’altra, mi distraggo facilmente).

Un’altra distorsione del pensiero, si verifica quando nel malato si instaura la convinzione che qualcun altro stia travasando i propri pensieri nella sua testa, meccanismo che viene definito intrusione mentale, considerato da molti psichiatri sintomo certo di schizofrenia.

Incapacità di interpretare gli stimoli in arrivo

Una caratteristica della schizofrenia è l’incapacità di selezionare gli stimoli, interpretarli e fornire una risposta adeguata. Infatti, i film prediletti dal pazienti schizofrenici sono i cartoni animati e i reportage di viaggi che sono tanto semplici da poter essere seguiti visivamente senza che sia richiesta la contemporanea integrazione degli stimoli uditivi.

Deliri e allucinazioni

Una forma semplice di delirio è la convinzione che gli avvenimenti casuali che si verificano nella vita di un individuo siano direttamente connessi con lui. L’idea delirante di essere monitorati o controllati via radio è relativamente comune. Le allucinazioni più comuni sono quelle uditive, mentre quelle visive sono meno frequenti; quelle tattili sono rare.

Disturbi dell’affettività

I più caratteristici disturbi dell’affettività degli schizofrenici consistono nell’inadeguatezza o nell’appiattimento delle emozioni. Associati spesso con l’ottundimento affettivo troviamo l’apatia, rallentamento dei movimenti, mancanza di impulsi e povertà di pensiero e linguaggio.

La depressione, così come il senso di colpa viene avvertito negli stati iniziali della malattia.

Disturbi del movimento

Alcuni movimenti ripetuti come tic, tremori, spostamenti anomali della lingua o gesti di suzione sono riscontrabili negli schizofrenici.

Tuttavia il disturbo più drammatico è il comportamento catatonico. Un paziente può rimanere immobile per ore e quando il braccio viene mosso passivamente, può rimanere fermo in quella posizione per un’ora o più.

Disturbi del comportamento

Chiudersi in sé stesso, rimanere in silenzio e immobili sono comportamenti comuni tra gli schizofrenici.

Possono essere presenti ossessioni e compulsioni che si differenziano dal disturbo ossessivo-compulsivo perché in quest’ultimo sono assenti i disturbi del pensiero, i deliri e le allucinazioni. Si riscontra anche l’assunzione di determinate posture.

Sintomi positivi e negativi

I sintomi positivi (deliri, allucinazioni, perdita dei nessi associativi) sono quelli che ci sono ma che dovrebbero essere assenti, mentre quelli negativi (apatia, povertà di pensiero, abulia) indicano la mancanza di qualcosa che invece dovrebbe esserci.

Anomalie frequenti nella schizofrenia

L’anomalia strutturale più frequente è una dilatazione dei due ventricoli laterali e del terzo ventricolo. Tra le anomalie macroscopiche, una riduzione del numero dei neuroni in specifiche aree cerebrali.

Studiando prelievi autoptici del tessuto cerebrale si evidenziano anomalie neurochimiche e in particolare un incremento dei recettori della dopamina nei gangli della base. L’alterazione metabolica più rilevante nei pazienti schizofrenici, è la diminuzione del flusso ematico verso il lobo frontale, chiamata anche ipofrontalità.

La schizofrenia altera soltanto alcuni processi cognitivi, lasciando altri completamente integri. Le funzioni psicologiche più danneggiate sono la memoria, l’attenzione, la risoluzione dei problemi e le capacità di astrazione. Quest’ultima può essere valutata chiedendo al soggetto di spiegare il significato di un buon numero di proverbi.

Il danno cerebrale può verificarsi precocemente

Alcune ricerche ipotizzano un legame tra un danno cerebrale insorto nel periodo uterino e nei primi mesi di vita e alcuni casi di schizofrenia. Tali ricerche prendono in esame:

A. anomalie fisiche minori: si tratta di irregolarità somatiche della testa, delle mani e dei piedi causate da uno sviluppo fetale non perfetto. Tra queste l’impianto basso delle orecchie, il palato ogivale, il mignolo arcuato e la distanza più marcata tra l’alluce e il secondo dito del piede.

B. impronte digitali: le creste cutanee o dermatoglifi presenti sulla superficie palmare delle mani e dei piedi, forniscono un quadro degli eventi uterini, dal momento che si formano al 5 mese di gravidanza.

C. nascita in determinate stagioni. Controllando le nascite, si riscontra un eccesso di nascite in inverno e all’inizio della primavera.

    Curare la schizofrenia

    La schizofrenia è solitamente trattata con antipsicotici. Questa classe di farmaci è stata scoperta in Francia nel 1952.

    Tra gli effetti collaterali più frequenti:

    • sedazione
    • secchezza delle fauci
    • rigidità e tremori
    • riduzione dei movimenti volontari
    • irrequietezza motoria
    • aumento di peso
    • discinesia tardiva, che consiste in movimenti involontari della lingua e della bocca come spingere internamente la lingua contro la guancia o atteggiare le labbra a mo’ di bacio.

    Le sostanze impiegate nella cura della schizofrenia, hanno tutte come bersaglio un recettore della dopamina. Questa è attiva nel corpo striato, coinvolto nel controllo del movimento volontario. Poiché i farmaci della schizofrenia bloccano la funzione della dopamina, tendono a causare effetti collaterali simili ai sintomi del morbo di Parkinson, ovvero rigidità, tremori e scarso controllo dei movimenti.

    Come rapportarsi ad uno schizofrenico

    È preferibile usare frasi brevi, coincise che non lascino spazio all’ambiguità, guardare la persona negli occhi e usare poche parole. Non bisogna divagare.

    Essere chiari e concreti e dare una sola istruzione alla volta, senza concedere alternative.

    È consigliabile formulare una domanda alla volta.

    Solitamente, i passatempi che prevedono un solo input sensoriale sono quelli che ottengono maggior successo. Gli spettacoli prettamente visivi, come il circo e il pattinaggio sul ghiaccio sono di solito molto apprezzati contrariamente al teatro che si rivela un disastro.

    Le faccende domestiche, come spazzare, spolverare, buttare la spazzatura, sono un modo per stimolare negli schizofrenici una maggiore indipendenza, e al contempo aumentare l’autostima.

    La gestione dei soldi invece può essere un difficile problema.

    La maggior parte degli schizofrenici può guidare, anche se non possono farlo quelli che non siano in grado di prendere decisioni tattiche o pianificare.