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IL TRAUMA PSICHICO E LE CONSEGUENZE

IL TRAUMA PSICHICO E LE CONSEGUENZE

Il trauma è uno stato psichico sopraffacente e paralizzante caratterizzato dal seguente quadro sintomatologico: uno stato di paralisi, uno stato di sopraffazione con immobilità, ritiro, possibile depersonalizzazione e segni di disorganizzazione.

La parola chiave nella concezione di Freud è l’impotenza che implica la resa. Con la sottomissione impotente al pericolo inevitabile, lo stato affettivo passa dall’ansia alla passività catalettica.

In altre parole, la resa impotente al pericolo inevitabile fa passare lo stato affettivo da una risposta iperattiva e ipervigile (ansia) ad una di blocco emotivo e di inibizione (stato catatonico).

La resa da inizio al processo traumatico

Può agire come trauma qualsiasi esperienza provochi gli effetti penosi del terrore, dell’angoscia, della vergogna, del dolore psichico.

CONSEGUENZE DEL TRAUMA

Una delle conseguenze del trauma è che, per porre fine allo stato intollerabile, le percezioni e le idee vengono rimosse, diventando così inconsce anche se mantengono la loro carica affettiva. Quest’ultima è considerata “strangolata” perché la rimozione impedisce la normale eliminazione attraverso l’abreazione (scarica emozionale).

Gli individui con una storia di trauma psichico mostrano un’iperattività fisiologica,  ipervigilanza, una tendenza a trasalire, una tendenza al panico e un deterioramento precoce delle prestazioni.

Uno degli effetti postumi più devastanti del trauma è l’ampia utilizzazione della rimozione, della negazione e della scissione psichica come meccanismi di difesa.

Per quanto concerne gli effetti postumi del trauma in generale, si annoverano: disturbi della tolleranza affettiva, anedonia e alessitimia che possono ripercuotersi sulla futura elaborazione delle informazioni.

GLI EFFETTI POSTUMI DEL TRAUMA PSICHICO INFANTILE

Se la madre non è in grado di alleviare l’angoscia del bambino, l’eccitazione cresce e si estende ad aree sempre più ampie del corpo e della mente. Alla fine, il bambino raggiunge un’acme di iperattivazione tale che diventa inconsolabile.

Il bambino lasciato solo in uno stato di angoscia estrema, si addormenta.

Tra gli effetti postumi del trauma infantile potrebbe esserci un “orientamento apocalittico” ovvero un pessimismo profondo accompagnato da paure croniche e da uno stile di vita depresso.

La differenza tra trauma infantile e trauma adulto è da ricondurre alla struttura della psiche adulta che possiede le risorse necessarie per proteggersi dagli stimoli che potrebbero provocare il trauma.

LA DISSOCIAZIONE COME CONSEGUENZA DEL TRAUMA

Il trauma attiva arcaici meccanismi di difesa messi in atto per difendersi dalle minacce ambientali (immobilità tonica o freezing prima, e immobilità cataplettica dopo reazioni di attacco-fuga) che provocano il distacco dal mondo esterno con conseguenti sintomi dissociativi (depersonalizzazione e de realizzazione).

Questo distacco implica una brusca sospensione nell’esercizio delle normali capacità di riflessione e mentalizzazione (meta cognizione) e quindi un ostacolo all’integrazione dell’evento traumatico nella continuità della vita psichica.

LA DISSOCIAZIONE

Il DSM-5 (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), definisce la dissociazione come l’interruzione e/o la discontinuità tra il comportamento, la memoria, l’identità, la coscienza, l’emozione, la percezione, la rappresentazione corporea e il controllo motorio.

Ci sono due tipi di dissociazione: il distacco e la compartimentazione.

I sintomi dissociativi di distacco comprendono l’esperienza del sentirsi alienati dalle proprie emozioni, dal proprio corpo, dalla propria identità. Esempio è la depersonalizzazione.

Un’altra forma è il vuoto mentale terrifico, un buco nero, un vuoto irreale.

Un altro sintomo di distacco è la derealizzazione in cui si ha la sensazione di essere separati dal mondo esterno, o di vederlo attraverso una lastra di vetro.

Oltre che con la derealizzazione e la depersonalizzazione, i sintomi di distacco si manifestano anche nella forma di alterazioni quantitative dello stato di vigilanza (stati di torpore o di sopore fino allo svenimento) e modificazioni qualitative dello stato di coscienza come disorientamento spaziotemporale e stato confusionale.

I sintomi dissociativi di compartimentazione, invece, riguardano l’amnesia dissociativa e gli stati dell’Io non integrati.

Mentre l’amnesia dissociativa è l’incapacità di rievocare importanti notizie personali, la fuga dissociativa, è l’allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dal lavoro, accompagnato dall’incapacità di ricordare il proprio passato.

Gli esempi estremi di compartimentazione sono offerti dal disturbo dissociativo dell’identità, in cui coesistono identità diverse denominate alter. Gli alter si manifestano con cambiamenti di voce, di comportamento, stili di vita e attitudini.

DISSOCIAZIONE SOMATOFORME

La dissociazione somatoforme, può presentarsi con la comparsa di dolori acuti e cronici. Le memorie degli abusi fisici e sessuali possono presentarsi attraverso la sola componente somatica (implicita) del ricordo, dissociata dagli eventi che l’hanno prodotta. Anche se la mente non ricorda l’abuso, il corpo ne conserva memoria.