Il management negli anni Ottanta (detto anche tradizionale) ha visto l’introduzione di nuovi concetti, in particolare nel campo delle risorse umane.
Punti di forza:
In questi anni la gestione delle risorse umane, si concentra sulla crescita del personale e dell’organizzazione, rafforzando i bisogni sociali e morali.
Punti penalizzanti:
– Alcune realtà sono state pesantemente penalizzate, utilizzando un pensiero troppo ottimista, dimenticando la realtà.
– Altre aziende, invece, hanno gestito in maniera errata le potenzialità dei lavoratori anziani, che, invece di sfruttare le loro competenze, hanno preferito uno svecchiamento del personale.
L’innovazione:
Il management moderno si distingue da quello tradizionale per una maggiore attenzione su leadership e flessibilità.
La leadership non è una azione di comando. Un leader ispira e facilita la strada verso il successo a lungo termine pensando al bene comune, il risultato dev’essere bilanciato al benessere del proprio team.
La flessibilità invece, si ottiene con tecniche moderne e agili, (Agile/Scrum), suddividendo un “grande problema” in tante piccole tappe utili per la soluzione finale.
In un mondo lavorativo sempre più competitivo e veloce, le tecniche moderne aggiungono valore al raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Ad oggi molti manager eseguono tecniche di meditazione, perché allineare la mente aiuta a ricaricarsi.

