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Mamma tiktoker offende gli insegnanti per i troppi compiti assegnati al figlio: querelata dai professori

Mamma tiktoker offende gli insegnanti per i troppi compiti assegnati al figlio: querelata dai professori

Una madre siciliana, Emma G., ha pubblicato un video su TikTok che è diventato virale. Nel video, la donna ha espresso la sua frustrazione riguardo ai troppi compiti assegnati al figlio da parte degli insegnanti. Nel video, la madre ha mostrato il figlio che piangeva sulla scrivania a causa della mole di lavoro e ha criticato gli insegnanti per non permettere al figlio di fare sport.

Tuttavia, il video è stato oggetto di una querela nei confronti di Emma G., probabilmente da parte degli insegnanti o della scuola, per le accuse di incompetenza e inefficienza. La madre sembra aver criticato gli insegnanti per non occuparsi adeguatamente dei loro alunni e per non collaborare con le famiglie.

Questa situazione solleva questioni importanti sul ruolo degli insegnanti e delle famiglie nella formazione degli studenti. Mentre è comprensibile la frustrazione di una madre che vede il figlio sopraffatto dalla mole di compiti, è altrettanto importante ricordare che gli insegnanti e le scuole devono gestire le loro classi in modo equilibrato e fare il possibile per garantire che gli studenti ricevano una formazione adeguata. La collaborazione tra scuola e famiglia è un elemento fondamentale per il successo degli studenti e la loro formazione a lungo termine.

In ogni caso, la querela contro Emma G. solleva anche questioni riguardanti la libertà di espressione. Sebbene ci sia un limite alla critica pubblica degli insegnanti, è importante anche garantire che i genitori possano esprimere le loro preoccupazioni senza timore di rappresaglie legali. In generale, è necessario trovare un equilibrio tra la tutela dei diritti degli insegnanti e la protezione della libertà di espressione dei genitori e degli studenti.

La denuncia

Silvio Amato, il fondatore del gruppo Facebook ProfessioneInsegnante.it, ha deciso di querelare Emma G., la madre che ha pubblicato un video su TikTok in cui criticava gli insegnanti per i troppi compiti assegnati al figlio.

Secondo Amato, la violenza verbale e non verbale contro gli insegnanti è un fenomeno drammatico e sempre più diffuso, e non è giusto pensare che si possa dire qualunque cosa nascondendosi dietro uno schermo di cellulare.

Dopo aver sondato l’opinione dei 190mila membri della sua associazione, Amato ha deciso di agire legalmente contro la signora Emma a causa delle sue offese alla categoria degli insegnanti, che sono state considerate inaccettabili e offensive. Amato afferma che se un insegnante protestasse per i propri diritti in modo simile, sarebbe ascoltato invece di essere ignorato.

Inoltre, sottolinea anche che il lavoro degli insegnanti ha una funzione sociale importante che va tutelata e difesa, e che le offese alla categoria degli insegnanti non possono essere considerate normali. Anche se si può discutere sui compiti assegnati, Amato ritiene che gli insegnanti svolgano un lavoro bellissimo, complicato e importante per i nostri figli e per tutta la società, e che ciò debba essere rispettato e tutelato.

Le scuse della mamma

Dopo l’accusa di diffamazione da parte della comunità di docenti, Emma G. ha deciso di scusarsi per le parole pronunciate nel suo video su TikTok. La donna ha spiegato che si è trattato di una reazione istintiva alla difficoltà che il figlio stava incontrando con i compiti scolastici e che la sua ultima battuta era stata eccessiva. Ha chiesto scusa alla categoria degli insegnanti per avere utilizzato la parola “schifo” e ha ammesso di aver avuto una crisi in quel momento, che l’ha portata a condividere il video su TikTok.

La signora Emma ha sottolineato che raramente ha avuto problemi con i compiti dei suoi figli e che vanno bene a scuola, ma ha cercato di spiegare che il suo sfogo era stato condiviso da molte persone che si trovano nella sua stessa situazione. Ha inoltre dichiarato di non aver mai immaginato che il suo video avrebbe suscitato tanto clamore mediatico.

Le scuse di Emma G. dimostrano una volontà di mettere fine alla controversia e di chiarire le sue intenzioni. Tuttavia, il caso ha sollevato importanti questioni riguardo al ruolo degli insegnanti e alla gestione della didattica e delle relazioni tra scuola e famiglia.