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Dolcificanti come sostituti dello zucchero: rischi e sostanze da evitare

Dolcificanti come sostituti dello zucchero: rischi e sostanze da evitare

Negli ultimi tempi, l’utilizzo dei dolcificanti al posto dello zucchero è diventato una pratica comune, spesso promossa come soluzione per ridurre l’apporto calorico e gestire il peso corporeo. Tuttavia, esistono divergenze di opinione sulla sicurezza e sui potenziali rischi per la salute associati al loro consumo eccessivo. In un’intervista con la biologa nutrizionista Deborah Tognozzi, esperta in applicazioni biotecnologiche e docente presso l’Università San Raffaele di Roma, abbiamo approfondito il tema, esplorando sia i benefici che i possibili rischi derivanti dall’uso di dolcificanti.

Dolcificanti: una divisione tra naturali e artificiali

I dolcificanti si suddividono in due categorie principali: naturali ed artificiali. I primi sono estratti dalle piante, mentre i secondi sono prodotti attraverso la sintesi chimica.

La discussione sulla loro sicurezza è al centro di un dibattito in cui le aziende cercano di evidenziarne i presunti vantaggi, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sconsiglia il consumo, sottolineando i potenziali effetti negativi sulla salute.

La dottoressa Tognozzi mette in guardia contro l’abuso di bevande e alimenti dietetici, zero o light che spesso contengono dolcificanti artificiali. Questi prodotti sono percepiti come alleati nella perdita di peso, ma il consumo eccessivo può comportare rischi per la glicemia e la tolleranza al glucosio, con conseguenti problemi intestinali.

Stevia vs. Eritritolo: scelte nei dolcificanti naturali

Tra i dolcificanti naturali, la stevia (o steviolo) è spesso citata come una scelta popolare. Tuttavia, secondo la dottoressa Tognozzi, il suo retrogusto di liquirizia potrebbe non essere gradito a tutti.

 Per migliorare il sapore, la stevia è talvolta miscelata con altri dolcificanti artificiali, sottolineando l’importanza di leggere attentamente le etichette per garantire un prodotto a base di stevia pura.

Un concorrente significativo è l’eritritolo, un dolcificante naturale con poche calorie, considerate quasi nulle. La dottoressa Tognozzi elogia l’eritritolo per il suo basso impatto sulla glicemia, l’assenza di retrogusto sgradevole e la facilità di digestione. Tuttavia, avverte che un consumo eccessivo, anche se raro, potrebbe nel tempo favorire l’aumento di peso e l’insorgenza del diabete. Nonostante il suo costo elevato, l’eritritolo è ampiamente utilizzato nella preparazione di dolci, poiché è uno dei pochi dolcificanti naturali adatto alla cottura.

Consigli per una scelta salutare

La dottoressa Tognozzi sottolinea che la chiave per la perdita di peso non è solo la sostituzione dello zucchero con dolcificanti, ma piuttosto la riduzione complessiva dell’apporto di zucchero.

Raccomanda di sostituire lo zucchero bianco con alternative più naturali, come lo zucchero di cocco, il miele, il succo di agave o l’acero. Questo approccio non solo riduce l’apporto calorico ma aiuta anche a abituare le papille gustative agli zuccheri naturalmente presenti negli alimenti.

Quindi, la scelta tra dolcificanti naturali come la stevia e l’eritritolo richiede attenzione e moderazione. Mentre offrono alternative dolci senza le calorie dello zucchero, il consumo eccessivo può ancora comportare rischi per la salute.

È fondamentale essere consapevoli degli ingredienti e cercare un equilibrio nella dieta, privilegiando zuccheri naturali in piccole quantità per promuovere uno stile di vita sano e sostenibile.

Per quanto l‘uso oculato dei dolcificanti possa essere parte di una strategia per gestire il peso, è essenziale sottolineare che coloro che affrontano problemi di obesità o sovrappeso dovrebbero sempre consultare un esperto in nutrizione o un professionista della salute.

Ogni individuo è unico e le esigenze dietetiche possono variare considerevolmente. L’approccio personalizzato di un esperto è cruciale per sviluppare un piano alimentare adatto alle specifiche condizioni e necessità di ciascun individuo. L’autodiagnosi e l’autotrattamento potrebbero comportare rischi per la salute, pertanto la consulenza di un professionista è indispensabile per garantire un percorso alimentare sicuro ed efficace.

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