Il 20 dicembre si è celebrata la Giornata Mondiale della Solidarietà Umana. In un tessuto sociale che vede la dominanza sempre più insistente dell’individualismo, a discapito della cooperazione, è legittimo domandarsi se l’essere umano sia ancora in grado di provare empatia, e dunque, solidarietà, nei confronti dei propri simili.
Giornata Mondiale della Solidarietà Umana ed Empatia
Nel 1992, all’università di Parma, un gruppo di ricercatori, guidati dal Prof. Giacomo Rizzolatti, fa una scoperta che cambierà per sempre il concetto di empatia. Durante delle osservazioni sulla corteccia premotoria dei macachi, viene rilevata un’attivazione neuronale imprevista che consentirà di giungere alla scoperta di quelli che sono ormai noti come “neuroni specchio”. Gli scienziati notarono che questi neuroni si attivavano sia quando gli animali compivano delle azioni, sia quando osservavano le medesime azioni svolte da qualcun’altro.
Gli studi che fecero seguito a questa scoperta consentirono di comprendere l’importanza dei “neuroni specchio” sia relativamente ai processi di imitazione che sono alla base dell’apprendimento, in primis del linguaggio; che alla comprensione dei comportamenti altrui. É proprio a quest’ultima che siamo interessati in questa sede.
Comprendere i comportamenti degli altri significa non solo essere in grado di coglierne gli atteggiamenti specifici nelle varie situazioni ma anche rilevare le emozioni dei nostri interlocutori e “sintonizzarci” su di esse. In virtù di ciò il termine usato per definire questo tipo di neuroni è specchio; si tratta di cellule cerebrali che ci consentono di rispecchiarci nell’altro, dunque di entrare in empatia con i nostri simili.
Empatia e Cooperazione
L’empatia è la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di riuscire a “sentire il suo sentire” pur non vivendo le medesime esperienze e vicissitudini. È la propensione a comprendere gli stati d’animo e le emozioni dei nostri simili e la base da cui partire per costruire rapporti sani basati sulla cooperazione piuttosto che sulla competizione. Possiamo dunque affermare, senza ombra di dubbio, che l’empatia è alla base della solidarietà umana.
Fino alla scoperta dei neuroni specchio, l’empatia veniva vista come una dote quasi trascendentale di cui solo alcuni individui sarebbero dotati. Molto spesso la si poneva in correlazione al carattere della persona proponendo una visione dualistica dell’umanità divisa tra gli empatici (quelli di buon carattere) e gli egoisti (quelli dal cattivo carattere).
Le scoperte dell’equipe del prof. Rizzolatti hanno dato un brusco taglio a questa visione mettendo in luce come tutte le persone possano essere potenzialmente empatiche, essendo tutte dotate di queste cellule che sono i neuroni specchio.
Giornata Mondiale della Solidarietà Umana ed Empatia come Valore
Dalle ricerche su menzionate è possibile trarre conclusioni estremamente importanti ai fini della promozione dello sviluppo dell’empatia. Essa non è un tratto di personalità o un’esclusiva di alcune persone ma una potenzialità di cui ogni individuo è corredato biologicamente.
Ciò che ne determina lo sviluppo è il viverla e farla vivere non più come una “dote” ma come un valore, una capacità che aggiunge qualcosa al vissuto umano, piuttosto che semplicemente un accompagnamento, utile ma non indispensabile.
A livello psicologico, l’empatia è declinabile in tre componenti principali:
- empatia cognitiva: si tratta della capacità di comprendere a livello razionale il vissuto ed i sentimenti di un’altra persona.
- empatia affettiva: è la capacità di sentire come si sente l’altra persona, con la giusta lucidità per non farsi investire dalle sue emozioni ed essere in grado di aiutarla se necessario.
- empatia motivazionale: è la propensione a mettere in atto comportamenti socialmente benefici grazie alla comprensione del sentire dell’altro.
Queste tre componenti favoriscono il rispecchiamento, la cooperazione e la stabilità emotiva nelle relazioni.
Giornata Mondiale della Solidarietà Umana e Cooperazione
Nel paragrafo precedente è stata citata la cooperazione, dimensione determinante per il raggiungimento di obiettivi sia personali che inerenti ai gruppi di lavoro. A cavallo tra il 1500 ed il 1600 John Donne, poeta e saggista inglese, compose i versi divenuti noti ai più grazie ad Hemingway che li inserì nell’epigrafe del suo romanzo, Per chi suona la campana:
Nessun uomo è un’isola,
completo in sé stesso;
Ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte del tutto
In questi pochi versi è racchiuso tutto il senso di questa disamina. Capire quanto siamo profondamente incastonati nel tessuto sociale e quanto le nostre azioni o l’assenza di esse possa fare una qualche differenza, anche minima, nella vita di qualcun altro è la base per sviluppare quella solidarietà che dovremo celebrare tutti i giorni.
Queste giornate dovrebbero quindi essere dedicate alla presa di coscienza di quanto l’empatia sia necessaria per ristabilire il giusto equilibrio nei rapporti umani e costruire relazioni sane e durature che consentano di sentirsi parte di un tutto, al cui benessere si possa contribuire ma anche appoggiarsi nei momenti di difficoltà da cui nessuno di noi è esente.
Di fondamentale importanza, a tal proposito è portare questa tematica negli istituti scolastici di ogni ordine e grado al fine di contribuire a quell’educazione all’empatia di cui ognuno ha bisogno ma che nelle giovani generazioni si deve far strada in modo privilegiato affinché possano essere i nuovi costruttori della solidarietà del domani.

