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1 Marzo: Giornata di Sensibilizzazione sull’Autolesionismo

1 Marzo: Giornata di Sensibilizzazione sull’Autolesionismo

La Giornata di sensibilizzazione sull’autolesionismo è un evento che viene promosso annualmente il 1 marzo, tale giornata mira a promuovere la comprensione e la sensibilizzazione sull’autolesionismo, un comportamento che coinvolge la volontaria auto-infortunio, come il taglio, il bruciare o il graffiare la pelle. 

L’evento ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’autolesionismo e di incoraggiare le persone che soffrono di questo comportamento a chiedere aiuto. La giornata è solitamente celebrata con attività educative e di sensibilizzazione, come conferenze, seminari, e mostre d’arte.

La sensibilizzazione può aiutare a riconoscere i segnali d’allarme dell’autolesionismo e a fornire un supporto tempestivo alle persone che si autolesionano creando cosi un ambiente di comprensione e di supporto nella comunità, dove le persone che si autolesionano possono sentirsi al sicuro e libere di parlare dei loro problemi senza vergogna o paura di essere giudicati.

Per approfondire: Autolesionismo: perché farsi del male

Qual è la fascia d’età maggiormente coinvolta

L’autolesionismo può verificarsi in persone di tutte le età, ma è più comune tra adolescenti e giovani adulti. Secondo alcune ricerche, l’età media in cui inizia l’autolesionismo è intorno ai 14 anni. Tuttavia, è importante notare che l’autolesionismo non è limitato a una specifica fascia d’età e può verificarsi in adulti di tutte le età.

Inoltre, l’autolesionismo può essere più comune in alcuni gruppi di persone, come quelle che hanno una storia familiare di disturbi mentali, abuso di sostanze, storia di abuso emotivo o fisico, o persone che hanno vissuto eventi traumatici.

In generale, è importante che si presti attenzione alle segnalazioni di comportamenti autolesionisti da parte di persone di qualsiasi età e che si fornisca un aiuto professionale qualificato per gestire questi comportamenti.

Quali sono e come si manifestano i segnali d’allarme 

La condotta autolesionista può manifestarsi in vari modi, tra cui:

È importante notare che le persone che si autolesionano possono nascondere i segni delle loro ferite, quindi può essere difficile riconoscere il comportamento, quindi potrebbe essere necessario prestare attenzione ai cambiamenti nel comportamento o nell’umore per riconoscere i segnali d’allarme dell’autolesionismo.

Inoltre, le ferite possono essere psicologiche e non visibili, come ad esempio il digiuno o la privazione del sonno.

I segnali d’allarme per l’autolesionismo possono includere:

  • Ferite visibili come tagli, bruciature o lividi sulla pelle
  • Negligenza dell’igiene personale o dell’aspetto fisico
  • Cambiamenti nell’umore o nei comportamenti, come isolamento sociale, depressione o ansia
  • Discorsi o scritti che riguardano la morte o il suicidio
  • Uso eccessivo di alcol o droghe
  • Cambiamenti nell’appetito o nel sonno

È importante che un professionista qualificato venga consultato al più presto per aiutare la persona a trovare un modo per gestire le emozioni e problemi che stanno alla base del comportamento autolesionista.

Un ruolo importante nella prevenzione e nella gestione dell’autolesionismo può essere svolto dalla scuola, attraverso la promozione e l’educazione alla salute mentale e all’empowerment emotivo.

Questo perchè la scuola, ma sopratutto in primo luogo, gli insegnanti e il personale scolastico possono essere i primi a notare i segnali d’allarme dell’autolesionismo e possono rivolgersi ai genitori o ai professionisti sanitari per chiedere aiuto.

A chi rivolgersi per il trattamento dell’autolesionismo

Il professionista qualificato per il trattamento dell’autolesionismo può essere uno psicologo, un psichiatra o un terapeuta in modo da poter ricevere il giusto supporto e trattamento. Questi professionisti possono aiutare a identificare e trattare le cause sottostanti dell’autolesionismo e a sviluppare strategie per gestire i pensieri e le emozioni che possono portare all’autolesionismo. In alcuni casi, il trattamento può anche includere farmaci per gestire i sintomi di ansia o depressione.

Sensibilizzare sull’argomento dell’autolesionismo è importante perché può aiutare a rompere il tabù e la stigmatizzazione che spesso circondano questo comportamento e aiutare le persone a comprendere meglio le cause sottostanti e a trovare modi efficaci per gestirlo.

Infine, la sensibilizzazione può contribuire a migliorare l’accesso alle cure e alle risorse per le persone che si autolesionano, in modo che possano ricevere il trattamento e il supporto di cui hanno bisogno per gestire questo comportamento e migliorare la loro qualità di vita.

Leggi anche: Il disturbo d’ansia sociale in età evolutiva

Per approfondire: CORSO ONLINE: Il trauma e i suoi disturbi – fattori di rischio e fattori di protezione