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La vera e la falsa Abbondanza

La vera e la falsa Abbondanza

L’Abbondanza è un concetto molto spesso legato al benessere economico. Si presume in maniera scontata che il benessere economico sia sinonimo di Abbondanza, sebbene, in realtà, non sempre a una maggiore quantità di denaro equivalgano migliori condizioni di vita, ad esempio se si è impossibilitati ad usufruirne per mancanza di tempo o mancanza di strumenti.

Nel caso della mancanza di tempo, il benessere economico può non essere accessibile perché non si hanno a disposizione giorni sufficienti per trascorrere delle ferie, direttamente proporzionali al reddito posseduto, oppure non si ha la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza.

In questi casi, purtroppo, l’Abbondanza è inesistente perché è come una macchina senza motore, inutile.

Abbondanza, Tempo e Legami

Se escludiamo la disponibilità economica dal concetto di Abbondanza, siamo obbligati a introdurre dei concetti diversi.

Restando sul concetto di Tempo, poter disporre del proprio è di certo una grande ricchezza: non dover rendere conto di come viene trascorso, averne a sufficienza da dedicare a sé stessi, agli amici, agli interessi, di certo fa la differenza nella qualità della vita. È la differenza tra lavoro e schiavitù, è l’affermazione di noi stessi, è la possibilità di scegliere, che è vera Abbondanza.

Tuttavia, spesso non si è in grado di riconoscere o di accettare questa forma di ricchezza, per motivi soggettivi e dettati da convinzioni errate.

Ad esempio, a volte la mancanza di denaro può essere sostituita dall’accesso a beni e servizi che regalano vantaggi maggiori della mera disponibilità economica. Poter andare a casa di un amico al mare per qualche giorno è di certo più “abbondante” che potersi permettere un resort a 5 stelle ma non poterci passare nemmeno mezza giornata.

Altra grande Abbondanza è avere molti amici, piuttosto che semplici conoscenti, per quanto di (vero o presunto) alto rango. Una persona che è disponibile nei nostri confronti senza aspettarsi un qualche ritorno economico o personale è, infatti, un grande dono, mentre chiedere un favore a certe persone può rendere schiavi a vita.

La libertà di scegliere

La Libertà di decidere chi frequentare, che lavoro svolgere, dove trascorrere il tempo o come impiegarlo, senza che queste scelte siano limitate da legami che noi stessi abbiamo posto in essere è davvero una grande Abbondanza.

L’abbondanza si manifesta con la consapevolezza che gli obiettivi economici sono solo uno dei fattori che ci rendono “ricchi”: se non abbiamo modo di avere persone vicine, di vivere la Vita a pieno, a poco serve avere un signor conto in banca. Vedere persone sulla spiaggia col computer sulle ginocchia mentre tutti si divertono, di certo non è segno di Abbondanza, così come passare al telefono un’unica settimana di ferie l’anno non è un buon impiego del proprio tempo (e nemmeno delle persone che presumibilmente sono con noi).

La cosiddetta hustle culture (solitamente indicata in italiano con il termine “stakanovismo”), ossia la mentalità secondo cui il lavoro e la carriera debbano avere la priorità massima nella vita di una persona, dà una misura precisa di quanto possa essere distorta la percezione di Abbondanza.

Manager e datori di lavoro chiedono ai dipendenti una disponibilità in termini di tempo e impegno che non ha un riscontro effettivo dal punto di vista del raggiungimento degli obiettivi e non ha un ritorno economico da poter giustificare rinunce proporzionali. Allo stesso tempo, nella ricerca spasmodica di Abbondanza di riconoscimento e nell’aspettativa errata di riconoscenza, i dipendenti accettano tali sacrifici, perdendo la misura del rapporto costi benefici relativi all’impegno lavorativo.

L’Abbondanza è l’equilibrio tra dare e avere, laddove un maggiore impegno e una maggiore disponibilità portano a vantaggi effettivi.

Succede che questi atteggiamenti abbiano delle ricadute di carattere negativo sulle persone, in termini di motivazione, salute psico-fisica e perfino dal punto di vista legale. Un’eccessiva disponibilità può portare a casi di versamenti di contributi mai effettuati o a contratti con un numero di ore inferiore rispetto a quelle effettuate e pagamenti fuori busta. Con il risultato che in caso di controversia si rischia molto.

Purtroppo c’è una tendenza diffusa e molto ben radicata in questo senso e molti accettano questi compromessi mettendo in conto che le conseguenze, seppur gravi, siano parte del gioco.

Tuttavia, è bene ricordare che il rispetto delle regole va a vantaggio di tutti e ridistribuisce l’Abbondanza in modo etico ed equilibrato, senza costringere nessuno, senza negare niente a nessuno e senza abbassare il livello di riconoscimento del lavoro svolto.