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Il Piccolo Principe – Recensione del libro

Il Piccolo Principe – Recensione del libro

Il Piccolo Principe è un libro dello scrittore francese Antoine de Saint-Exupèry, pubblicato nel 1943.

All’inizio pensata come fiaba per ragazzi venne pubblicato prima in inglese nel 1943 e successivamente in lingua francese, insegnando valori molto importanti per i ragazzi, ma anche per gli adulti come l’amore, l’amicizia e il senso della vita e successivamente diventò uno dei libri più venduti e tradotto in tantissime lingue.

Il libro è corredato da acquarelli realizzati dallo stesso scrittore. Il Piccolo Principe è diviso in ventisette capitoletti ,ciascun capitolo del libro racconta di un diverso incontro che il protagonista fa con diversi personaggi e su diversi pianeti e ognuno di questi bizzarri personaggi lascia il piccolo principe stupito e sconcertato dalla stranezza dei “grandi” (I grandi non capiscono mai niente da soli, ed è faticoso, per i bambini, star sempre lì a dargli delle spiegazioni).
Antoine de Saint-Exupèry è un nobile francese appassionato di aviazione. Impegnato in una campagna aeropostale degli anni venti, allo scoppio della seconda guerra mondiale si arruola nell’ aviazione militare francese. Saint-Exupèry il 31 luglio del 1944, partito per una missione sopra il Tirreno, non torna più alla base, probabilmente abbattuto da un aereo nemico.

La trama del Piccolo Principe

Nel Piccolo Principe lo scrittore parla in prima persona, il protagonista della storia è un pilota di aerei che un giorno precipita nel deserto del Sahara. Il narratore vede sopraggiungere un giovane fanciullo. I due fanno amicizia mentre il pilota prova a riparare il velivolo il ragazzino gli chiede di disegnare una pecora e il narratore gli mostra un disegno che aveva fatto in gioventù: un boa che ha mangiato un elefante e che assomiglia ad un cappello.
Mentre all’epoca tutti gli adulti non avevano capito di cosa si trattasse, il ragazzino invece capisce subito cosa rappresenta il disegno. Allora prova a disegnare una pecora, ma in realtà disegna una scatola al cui interno, c’è la pecora che chiedeva il ragazzino.
Il ragazzino racconta la sua storia e dice di essere un principe proveniente da un altro pianeta, l’asteroide B 612.  il Piccolo Principe racconta all’aviatore di aver incontrato, sui vari pianeti, personaggi strani, i quali però gli hanno insegnato tante cose.
L’ultimo incontro è però il più importante: una volpe che gli chiede di essere addomesticata. Acconsentendo alla richiesta dell’animale il Piccolo Principe capisce il significato dell’amicizia: è l’affetto che proviamo che rende unica ogni cosa, per questo la sua rosa non sarà mai come quelle del roseto e ogni addio porta con sé, insieme alla tristezza, anche la consapevolezza di essere fortunati a vedere qualcosa che nessun’altro può vedere o comprendere. Per questo solo per la volpe il grano sarà come i capelli del Piccolo Principe, e per questo ogni volta che vedrà il grano la mancanza la farà piangere.
Alla fine della storia il pilota e il piccolo principe decidono di ritornare ognuno nel proprio pianeta. Il pilota, pur triste, sa che il suo amico è a casa. Come gli ha svelato il piccolo, ogni volta che vorrà ritrovare il suo amico , gli basterà guardare le stelle.

Questo racconto è considerato un capolavoro adatto a qualsiasi persona, dai bambini agli adulti, indipendentemente dall’età. La sua bellezza è legata ai profondi insegnamenti trasmessi attraverso un linguaggio semplice.”Non si vede che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”, ecco la citazione più nota che e ci fa capire che la vera bellezza delle persone risiede in ciò che tengono segreto dentro e sono le cose nascoste a renderle davvero speciali. Inoltre mette in evidenza i valori dell’amicizia, di conoscere noi stessi e che è il tempo che dedichiamo agli altri che li rende cosi importanti, come lo era la rosa per il piccolo principe.

Inoltre tenere nascosti i nostri sentimenti o negarli può diventare davvero dannoso per noi stessi come quando la rosa ha mentito al piccolo principe poco prima che lui partisse dicendogli di non avere bisogno di lui e di essere autosufficiente. E per concludere la libertà è il dono più grande e a volte lasciar andare le persone a cui teniamo può essere la più grande dimostrazione d’amore nei loro confronti. Ecco perché alla fine della storia il pilota e narratore permette al piccolo principe di abbandonare la Terra e di tornare sul suo pianeta.