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I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

I DISTURBI DELLO SPETTRO AUTISTICO

Quando si parla di autismo si pensa spesso che questo rappresenti una patologia. In realtà non è così, in quanto ciò che caratterizza le persone autistiche è il fatto di avere un proprio modo di rapportarsi alla realtà, diverso da quello che è tipico della maggior parte delle persone. Le persone autistiche vengono, infatti, definite neurodiverse, in contrapposizione alle persone non autistiche, che vengono definite neurotipiche (con caratteristiche neurologiche che indicano l’assenza di autismo).

Dal punto di vista linguistico, oggi l’espressione ritenuta più adeguata per riferirsi all’autismo è “Disturbi dello Spettro Autistico”. Il motivo per cui si usa questa espressione è rappresentato dal fatto che le caratteristiche che vi si ritrovano siano molto varie. È molto raro, infatti, trovare persone autistiche perfettamente uguali tra loro.

È vero, quindi, che ci sono caratteristiche tipiche dell’autismo, ma è anche vero che non è detto che queste caratteristiche siano presenti sicuramente in una persona autistica.

Quando si parla di autismo, è bene sottolineare che non si tratti di una patologia, ma di una condizione; le persone autistiche hanno un certo modo di rapportarsi alla realtà.

Caratteristiche dei Disturbi dello Spettro Autistico

I Disturbi dello Spettro Autistico possono essere diagnosticati già nei primi anni di vita. Quando si presentano, sono principalmente tre gli ambiti compromessi.

Il primo è quello delle interazioni e delle relazioni sociali. La persona autistica non è interessata, generalmente, ad instaurare relazioni con gli altri. Questo significa che, nel concreto, tende a non stabilire e a non mantenere il contatto visivo con gli altri, a non coinvolgerli nei propri interessi.

La persona autistica, inoltre, non è capace di empatia né di reciprocità. Questo significa che per esempio, mentre un bambino, generalmente, intorno ai due anni inizia a comprendere come si senta l’altro e inizi a essere disponibile a confortarlo (ad esempio dà un bacio alla mamma perché le passi la bua) e non solo a essere confortato, un bambino autistico non è capace di questo, cioè non è né interessato a ricevere conforto, né capace o interessato a confortare gli altri.

L’ambito della comunicazione è un altro ambito che nella persona autistica è compromesso. Questo significa che le persone autistiche difficilmente iniziano una conversazione, limitandosi a rispondere, a monosillabi, alle domande che gli vengono fatte. Inoltre, quando le persone autistiche parlano, lo fanno in maniera inespressiva, mantenendo lo stesso tono di voce, indipendentemente da ciò di cui parlano e dall’emozione che provano. A proposito di emozioni, le persone autistiche non le manifestano e raramente esprimono i propri sentimenti.

L’altro ambito compromesso nei Disturbi dello Spettro Autistico è quello degli interessi e attività, che sono peculiari per loro (ad esempio, potrebbero conoscere a memoria l’elenco del telefono).

Una delle caratteristiche fondamentali che si ritrova nell’autismo è quella di non amare i cambiamenti e le novità. Di fronte a un cambiamento in un’abitudine, infatti, potrebbero andare in ansia e manifestare comportamenti aggressivi.

Sono presenti, inoltre, nell’autismo le stereotipie, cioè parole, frasi o comportamenti ripetitivi. Queste rientrano nei “comportamenti problema”, cioè in quei comportamenti che le persone autistiche adottano per affrontare situazioni che hanno difficoltà a gestire, come ad esempio esprimere le proprie emozioni o raggiungere un obiettivo. Questi comportamenti, oggettivamente disfunzionali, risultano agli occhi di chi li mette in atto funzionali, quindi non sono (come spesso si pensa) capricci o dispetti. Altri esempi di comportamenti problema sono l’aggressività fisica e verbale o il dover tenere sempre nello stesso ordine alcuni oggetti.

Le persone autistiche, inoltre, generalmente, non percepiscono i rischi, quindi è possibile che si mettano in condizioni pericolose senza rendersene conto.

Un’ulteriore caratteristica che si trova nei Disturbi dello Spettro Autistico è la mancanza di senso dell’umorismo.

Un’altra caratteristica che si riscontra nei Disturbi dello Spettro Autistico è quella di essere ipersensibili (o al contrario muoversi come se non si registrassero) agli stimoli.

Nei confronti delle persone autistiche, spesso, si commette l’errore di credere che tutte abbiano una disabilità intellettiva. Questo, appunto, è un errore in quanto è possibile che le persone autistiche presentino una disabilità intellettiva, ma è possibile anche che questo non accada.

I Possibili Indicatori di un Disturbo dello Spettro Autistico

Ci sono alcuni segnali di allarme che possono fare pensare alla presenza di un Disturbo dello Spettro Autistico. Questi sono:

  • l’assenza di attenzione condivisa: il bambino non è in grado di guardare nella stessa direzione della mamma, condividendo l’attenzione su uno stesso oggetto;
  • l’incapacità di indicare un oggetto senza volerlo ottenere;
  • l’incapacità di fare giochi di finzione, quindi di giocare a “fare finta di”, in quanto si è strettamente legati alla realtà;
  • l’assenza di gesti entro il primo anno di vita;
  • l’assenza di sillabe ripetute entro il primo anno di età;
  • l’assenza totale di parole entro i sedici mesi;
  • l’assenza di frasi composte da due parole entro i primi due anni.

Rispetto all’aspetto linguistico, comunque, è bene dire che lo sviluppo linguistico di ogni bambino abbia tempi propri, che vanno considerati, per cui questi segnali vanno sì tenuti in considerazione, ma bisogna sempre valutare la situazione di ogni singolo bambino.

Anche se i Disturbi dello Spettro Autistico non rappresentano una patologia, ci sono trattamenti terapeutici adeguati per le persone autistiche, mirati a migliorare la loro qualità di vita, che possono permettere loro di imparare, ad esempio, a esprimere quello che provano o a sostituire i comportamenti problema con altri funzionali.

Come relazionarsi con persone che hanno un Disturbo dello Spettro Autistico

Nel relazionarsi a persone autistiche, è utile evitare di rimproverarle quando non riescono a fare qualcosa, in quanto non dipende dalla loro volontà il fatto di fare o non fare qualcosa, mentre risulta più efficace rinforzarle in quello che fanno bene. Dato che non guardano negli occhi, è bene non aspettarsi di essere guardati negli occhi, ma invitarle con delicatezza a guardare negli occhi durante le interazioni, trovare la via di comunicazione più efficace con loro, rendere le situazioni prevedibili. Questo vuol dire che bisogna evitare situazioni impreviste e che quando si fanno dei programmi, è meglio proporre più alternative, in modo tale che se non dovesse essere possibile fare una delle cose proposte, la persona autistica già sappia ciò che si farà.

Un ultimo aspetto su cui è importante soffermarsi è le persone che vivono attorno a chi ha un Disturbo dello Spettro Autistico corrano il rischio di assecondare facilmente le loro richieste, senza che esse effettivamente le facciano. Questo accade in quanto conoscono le persone e si sa cosa desiderino o di cosa abbiano bisogno e si vuole evitare che, sentendosi frustrate in ciò che vogliano o sentano, si agitino. È importante, invece, stimolarle a chiedere ciò che vogliono o ciò di cui hanno bisogno.