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L’ipnopedia e l’apprendimento durante il sonno

L’ipnopedia e l’apprendimento durante il sonno

È possibile apprendere una lingua straniera, prepararsi per un esame o memorizzare una canzone mentre dormiamo? La scienza ci suggerisce di essere scettici: al momento, non esistono prove sufficienti per supportare questa idea. Tuttavia, la nostra memoria può svolgere un ruolo durante il sonno nel consolidare le informazioni acquisite durante la veglia.

L’ipnopedia, conosciuta come “apprendimento notturno” o “sleep learning”, è una tecnica che coinvolge l’utilizzo di auricolari per trasmettere informazioni uditive a una persona durante il sonno, consentendo così un’apprendimento inconscio, come ad esempio l’acquisizione di una lingua straniera come l’inglese. Tuttavia, nonostante possa sembrare scientificamente plausibile, gli studi condotti finora non forniscono prove sufficienti per confermare l’efficacia di questa pratica. Ma qual è il motivo di questa mancanza di evidenza?

Potenzialità e limiti dell’apprendimento notturno

Lo diciamo subito: di norma, le informazioni apprese durante il sonno diventano improvvisamente inaccessibili quando ci svegliamo. Quindi, per esempio, non è utile ascoltare delle lezioni durante il sonno per passare un esame. In altre parole, sembra proprio che non possiamo apprendere durante il sonno in modo diretto.

Ruolo del sonno nella memorizzazione

Possiamo però, attraverso opportuni stimoli sensoriali, consolidare le informazioni che abbiamo appreso durante la giornata, poiché il sonno ha un ruolo molto importante sulla nostra memoria. Quando dormiamo, infatti, si attivano le aree deputate alla memoria, come l’ippocampo.

Fasi specifiche del sonno e apprendimento

Ci sono delle eccezioni: alcune informazioni possono essere acquisite durante una specifica fase del sonno e successivamente richiamate il giorno successivo. Un esempio sono i suoni ripetuti: se infatti presentiamo al cervello in fase REM un suono ripetuto, l’apprendimento di quel suono la mattina successiva è facilitato. Attenzione, perché lo stesso suono non viene ricordato, ma anzi dimenticato, se presentato durante il sonno non-REM.

Apprendimento Implicito Durante il Sonno

Questo tipo di memoria, “apprendibile” durante la notte, è molto specifica: si tratta di perceptual learning, ovvero un tipo di apprendimento che avviene in maniera inconscia e grazie ai cinque sensi. In questo esempio abbiamo parlato di udito, ma il bello del perceptual learning è che sembra funzionare attraverso tutte le “porte” della percezione: udito, olfatto, tatto, gusto, vista. In sostanza, il nostro corpo è in grado di affinare la propria sensibilità in uno di questi aspetti della percezione, e questo è evoluzionisticamente vantaggioso.

Ricordi “impliciti” e il condizionamento durante il sonno

Un altro tipo di ricordo che viene facilitato durante la notte è il condizionamento: quel fenomeno di associazione ripetuta tra uno dei sensi (udito) e stimolo negativo o positivo (per esempio, scossa). Possiamo dire grazie a questi esempi che la notte non favorisce la formazione di ricordi coscienti, quanto piuttosto aiuta alcune forme di apprendimento che vengono dette “implicite”, ovvero che rimangono al di sotto della consapevolezza del soggetto. Succede spesso ad alcuni pazienti con lesioni cerebrali di essere in grado di imparare perfettamente compiti pratici (come il cubo di Rubick), ma di non ricordare assolutamente dove e quando lo hanno imparato: ecco, potremmo dire che durante il sonno succeda più o meno la stessa cosa.

Apprendimento di parole durante il sonno

Inoltre, è possibile imparare altre cose, come delle parole, durante la notte? Si tratta sicuramente di un compito più difficile. La risposta è sì, ma solo inconsapevolmente. Accade infatti che, in certe specifiche condizioni sperimentali, il cervello riesca a imparare il significato di parole straniere durante il sonno. Tuttavia, al risveglio, il ricordo è svanito. Solo attraverso degli stimoli e degli indizi abbiamo la possibilità di “indovinare” le parole con più facilità, soprattutto se il compito veniva somministrato durante il sonno REM. Questa scoperta può risultare deludente per chi sperava di poter imparare da zero una nuova lingua durante il sonno.

In conclusione

Per tirare le somme, il cervello presenta meccanismi di apprendimento notturno, tuttavia, di norma, queste informazioni diventano inaccessibili durante lo stato di veglia. Le memorie che si formano durante il sonno sono di natura percettiva e possono influenzare la veglia il giorno successivo solo a livello implicito, ossia di “subconscio“.

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