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Contanti a casa e cassette di sicurezza: l’ipotesi di una nuova sanatoria

Contanti a casa e cassette di sicurezza: l’ipotesi di una nuova sanatoria

Torna in discussione l’idea di una “voluntary disclosure,” conosciuta anche come “autodenuncia fiscale“, un tema da sempre oggetto di dibattito nella politica italiana, una sorta di sanatoria.

Si tratta di un’iniziativa che permetterebbe a coloro che hanno illecitamente occultato capitali all’estero o denaro contante in casa o in cassette di sicurezza bancarie di rendere noti tali importi, dichiarandoli alle autorità fiscali e pagando un’imposta sostitutiva pari al 26% in cambio di una regolarizzazione.

In sostanza, si tratta di una sorta di sanatoria fiscale, condono o scudo penale, che consente a coloro che hanno evaso imposte di risolvere la loro situazione con il fisco italiano in cambio di un pagamento.

L’obiettivo è finanziare la prossima legge di bilancio

L’obiettivo della nuova “voluntary disclosure” è quello di reperire le risorse necessarie per finanziare la prossima legge di bilancio, un compito che il governo ritiene chiaramente complesso.

Alcuni ritengono che il ricavato derivante da questa iniziativa potrebbe superare i 10 miliardi di euro, seguendo il modello di “rastrellamento” del denaro da parte di chi non ha rispettato correttamente le norme fiscali.

Al progetto sta lavorando il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, di Fratelli d’Italia, che aveva già tentato un’iniziativa simile l’anno precedente.

Non è la prima volta che si applica la “voluntary disclosure” in Italia. Nel governo Renzi, venne applicata per violazioni commesse fino al settembre 2014, con l’adesione di 130.000 contribuenti che dichiararono circa 60 miliardi di euro; l’Agenzia delle Entrate riuscì a recuperare circa 5 miliardi di euro.

La seconda “edizione”, relativa al periodo tra ottobre 2016 e luglio 2017, portò a un miliardo di euro di rientri, con 15.000 istanze presentate.

Nel 2020, durante il governo Conte 2, il Comitato di esperti guidato da Vittorio Colao aveva proposto un’ampia “voluntary disclosure.”

Le modalità

La nuova “voluntary disclosure” prevederebbe che solo i capitali per cui il fisco è ancora in tempo per notificare gli accertamenti e di cui il contribuente sa spiegare l’origine, verrebbero tassati al 26%.

Le “annualità non accertabili,” cioè quelle di cui non viene spiegata l’origine, sarebbero comunque regolarizzate ma senza prelievo fiscale.

Le critiche alla nuova sanatoria

Tuttavia, questa misura non è priva di critiche. Alcuni ritengono che possa premiare i contribuenti scorretti e facilitare il riciclaggio di denaro.

Inoltre, il fatto che la “voluntary disclosure” non sia accompagnata da restrizioni sull’uso di contante solleva ulteriori preoccupazioni. L’aumento del limite dei pagamenti in contanti da 1.000 a 5.000 euro potrebbe alimentare la preoccupazione che questa iniziativa possa creare un precedente per futuri casi di evasione fiscale.

L’attuazione della “voluntary disclosure” rimane incerta, e il governo potrebbe optare per un approccio indiretto tramite un emendamento parlamentare alla Legge di bilancio per finanziare le nuove misure senza esporsi a critiche dirette. La principale incognita riguarda la capacità di questa misura di generare effettivamente le risorse necessarie per finanziare le nuove disposizioni previste nella legge di bilancio, data l’incertezza sulle somme coinvolte.

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