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AMORE IN RETE: LE RELAZIONI AI TEMPI DELLE APP

AMORE IN RETE: LE RELAZIONI AI TEMPI DELLE APP

In un tempo in cui i rapporti umani appaiono complessi e in cui la propria vita viene spesso virtualizzata, anche l’amore e la sessualità non fanno eccezione, adeguandosi a nuove modalità.

Sempre più persone, di differenti età ed estrazione sociale, lamentano difficoltà nel costruire un rapporto appagante nel mondo reale e questo ha promosso lo sviluppo di luoghi di conoscenza online determinando un fenomeno in continua evoluzione, quello delle app di incontri.

Esse si configurano come dei territori virtuali pensati per gli utenti interessati ad instaurare una relazione. Funzionano come strumenti di selezione permettendo di orientarsi tra i possibili candidati attraverso la foto del profilo e sulla base di interessi, valori, stili di vita compatibili, prossimità geografica. Il tutto sapientemente orchestrato da un algoritmo con l’intento di massimizzare le interazioni.

Amore tra passato e presente

Le agenzie matrimoniali, un tempo punto di riferimento soprattutto tra i non più giovani, sono state progressivamente sostituite dalle app di incontri, complice l’evoluzione tecnologica e la diffusione capillare degli smartphone. E, così come sono cambiati i tempi, sono cambiate anche le dinamiche relazionali. Oggi è sufficiente creare un profilo con una descrizione per dichiararsi single e disponibile e se è pur vero che una percentuale dei fruitori cerchi un legame duraturo, molto spesso lo scambio di interesse tra gli utenti risponde ad un bisogno di identificazione sociale. Una gratificazione momentanea spesso accompagnata dalla speranza che un’applicazione possa colmare un senso di solitudine difficile da accettare.  

Tuttavia, si stima che una coppia su tre si conosca online ed inizi una frequentazione stabile.

E’ una tendenza che spinge a riflettere, ma che è lo specchio del nostro tempo.

Rischi nell’uso delle applicazioni d’incontri

Che si tratti di difficoltà relazionali, del desiderio di sanare le proprie insicurezze, o di esperienze disfunzionali pregresse, qualunque sia la ragione che spinge un individuo ad affidarsi a questi strumenti, è fondamentale non sottovalutare i rischi che essi nascondono.

Senza dubbio le app dedicate agli incontri occupano un posto significativo nella vita di molte persone, e proprio per la varietà di individui che si celano dietro ai vari profili, è importante che ne venga fatto un uso consapevole e responsabile.

Prima ancora di una reale conoscenza, le app consentono di accedere ad una parte delle informazioni – vere o false che siano – che forniscono un primo quadro generale della persona. Tuttavia, gli iscritti tendono a mostrare il loro lato migliore, più affascinante, in una sorta di vetrina non molto diversa da un album di figurine, dove ci si propone nel mercato digitale delle relazioni, senza la fatica di mettersi in gioco come richiederebbe un incontro tradizionale, ma comodamente trincerati dietro ad un confine confortevole, quello di uno schermo.

Il pericolo d’inganno è molto elevato, pertanto, non vanno trascurati alcuni segnali al fine di evitare situazioni compromettenti che, oltre ad impoverire la qualità della relazione, rischiano di creare danni emotivi e materiali.

Tra le principali minacce legate all’uso delle app di incontri si possono annoverare:

  • Profili falsi: account realizzati con identità rubate o inventate al fine di manipolare o acquisire informazioni personali. È uno dei rischi più comuni;
  • Invio di materiale esplicito non richiesto: il trasferimento di immagini o video senza consenso è una forma di molestia digitale e, nonostante le molte segnalazioni, rimane un fenomeno diffuso;
  • Divulgazione di immagini intime: se in un contesto di fiducia si affidano le proprie immagini intime ed esse vengono condivise, o usate per ricattare la vittima, è una grave violazione nota come revenge porn;
  • Inganni economici: sono le cosiddette truffe romantiche in cui gli impostori  costruiscono una relazione fasulla fingendo difficoltà economiche per ottenere denaro.

Amore o illusione?

Cosa determina il successo di questo approccio alle relazioni? Per rispondere a questa domanda sarebbe utile indagare il profilo personologico di chi considera le app di incontri come l’unica (o l’ultima) alternativa utile al fine di formare una coppia.

Complice la timidezza, l’introversione, la mancanza di tempo, la scarsa autostima, si finisce per sconfinare in un territorio scivoloso in cui, a causa di mancanza di contatti reali, è possibile sviluppare una dipendenza dalle relazioni virtuali. Le scarse abilità sociali poi, pongono un limite, che viene spesso compensato dalla presenza on line percepita come fuga dalla solitudine, che fa sentire apprezzati e conferma il proprio valore  ma può, allo stesso tempo, incoraggiare l’insorgere di un uso incontrollato dei dispositivi elettronici. Questo comportamento è spesso associato ad uno stato ansiogeno e ad una dipendenza dopaminergica, in cui ogni “like” corrisponde ad una dose di soddisfazione e piacere.

Un sistema così facile e rapido, azzera certamente i tempi ma induce ad una modalità di ricerca compulsiva. Si giudica una possibile relazione basandosi su un’immagine e pochi elementi descrittivi, confrontando velocemente le opzioni disponibili alla ricerca di un’idea di perfezione. Una scelta che si compie nel giro di qualche secondo alimentata dall’illusione di avere infinite persone tra cui scegliere.

Un approccio superficiale all’amore e all’intimità che deresponsabilizza rispetto ad un rapporto reale. Un incontro definito da un algoritmo e non da un effettivo interesse che mina passione, corteggiamento e profondità a favore di una rapidità e varietà di scelta che sì, offre l’illusione di muoversi in direzione del proprio obiettivo alla ricerca della ricompensa emotiva che si sta cercando, ma in realtà si riduce ad un mercato di consumo che viola un territorio sacro come l’amore.