Il Disturbo Ossessivo compulsivo (DOC) rientra all’interno delle malattie psichiatriche riconosciute dal Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) ed è caratterizzato principalmente da ossessioni e compulsioni.
Le ossessioni sono tutte quelle immagini o pensieri che possono risultare fastidiosi o ansiogeni. Il fastidio provato dal soggetto definisce le ossessioni come ‘egodistoniche’, ovvero non sono percepite come parte integrante del sé.
Le compulsioni, invece, sono tutte quelle azioni o rituali che l’individuo mette in atto per poter diminuire l’ansia. Le azioni possono essere ripetitive, come lavarsi più volte la mano o contare fino ad un determinato numero.
Una diagnosi di Disturbo Ossessivo Compulsivo può essere ricondotta ai criteri del DSM-5:
A. Presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe:
Le ossessioni possono essere caratterizzate da:
- Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti che vengono vissuti come intrusivi e indesiderati, causando ansia o disagio.
- Tentativi di ignorare, sopprimere questi pensieri/impulsi/immagini, o neutralizzarli con un altro pensiero o azione (ad es., attraverso una compulsione).
Le compulsioni sono caratterizzate da:
- Comportamenti ripetitivi (es., lavarsi le mani, ordinare, controllare) o atti mentali (es. pregare, contare, ripetere parole mentalmente) che la persona si sente obbligata a eseguire in risposta a un’ossessione o seguendo regole rigide.
- Questi comportamenti o atti mentali mirano a prevenire o ridurre l’ansia o il disagio, o a evitare un evento temuto; tuttavia, non sono realisticamente collegati a ciò che intendono neutralizzare/prevenire, o sono chiaramente eccessivi.
B. Le ossessioni o compulsioni richiedono molto tempo (es., più di un’ora al giorno) o causano significativo disagio o compromissione in aree importanti del funzionamento (sociale, lavorativo, ecc.).
C. I sintomi ossessivo-compulsivi non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (es. droga, farmaco) o a una condizione medica.
D. Il disturbo non è meglio spiegato dai sintomi di un altro disturbo mentale.
L’esordio del disturbo avviene tra i 18 e i 25 anni, colpendo dall’1% al 3% della popolazione. Le cause rimangono molteplici tra cui le condizioni genetiche, esperienze traumatiche del paziente o periodi di forte stress.
Il DOC e la L.104/1992
Il Disturbo Ossessivo Compulsivo può essere classificato all’interno delle forme di disabilità se il disturbo genera all’individuo difficoltà o incapacità di gestire il quotidiano.
Come riporta la Dottoressa Agnese Cannistraci nel suo articolo ‘Legge 104 per disturbo ossessivo compulsivo’ sul sito di Serenis, la 104 per i DOC può essere richiesta, ma c’è bisogno di un iter burocratico preciso.
La procedura deve avvenire tramite i canali INPS appositi.
In primo luogo è importante ottenere una documentazione medica con all’interno:
- Certificazione psichiatrica rilasciata da uno specialista (psichiatra o neurologo).
- Relazione clinica dettagliata con diagnosi, sintomi e impatto sulla vita quotidiana.
- Documentazione delle terapie effettuate.
Si dovrebbe, poi, procedere all’invio della documentazione tramite i canali INPS (ovvero CNS, CIE e SPID) o prenotare un appuntamento tramite l’assistenza del patronato più vicino.
Sarà importante, successivamente, la visita medicina presso l’INSP, tramite una commissione medico-legale.
La commissione, al termine, stabilirá la percentuale di invalidità ( (34% al 100%: lieve (34-45%), media (46-73%) e grave (74-100%) ) e se sia possibile o meno accedere ai servizi relativi della legge 104/1992.
Cosa fare dopo la conferma di invalidità: ruolo del Progetto Vita
Il ‘Progetto di vita’ è definito dall’Art.2 del d.lgs 62/2024 come ‘Progetto individuale, personalizzato e partecipato della persona con disabilità che, partendo dai suoi desideri e dalle sue aspettative, è diretto ad individuare i sostegni formali e informali, per consentirle di migliorare la propria qualità di vita’.
Come richiama la legge, sono importanti tre caratteristiche:
- INDIVIDUALITÁ: il soggetto è richiedente del progetto individuale,
- PARTECIPAZIONE: il soggetto è attivo nella realizzazione del progetto individuale,
- PERSONALIZZAZIONE: il progetto individuale si preoccupa del singolo caso.
Queste tre caratteristiche permettono al progetto una valutazione multidisciplinare.
Il soggetto richiedente diventa parte integrante del progetto per promuovere la sua autonomia e autorealizzazione.
Il Progetto di Vita fonda i suoi principi sul miglioramento della qualità della vita delle persone disabili tramite lo sviluppo della Teoria Biopsicosociale.
Procedimento amministrativo di richiesta del Progetto Vita
L’Iter inizia con la richiesta da parte del soggetto (se si parla di minori saranno i genitori a fare richiesta) in condizione di disabilità e certificato dell’art. 3 della legge 104/1992. L’istanza può essere inviata in forma libera e in qualunque momento. Questo garantisce la piena autonomia del soggetto senziente e la sua diretta partecipazione.
L’istanza può essere presentata online sul sito dell’INPS o tramite gli appositi sportelli territoriali: comune di residenza, sportelli sociali o enti locali.
La proposta del progetto deve mostrare una valutazione multidisciplinare con atto motivato.
Cosa succede dopo l’invio dell’istanza?
- Individuare un’unità organizzativa responsabile del procedimento,
- Individuare il responsabile del progetto,
- Inviare una comunicazione di avvio del procedimento,
- Valutazione multidisciplinare del progetto,
- Individuazione dei sostegni, del budget e degli accomodamenti ragionevoli per il soggetto richiedente.
Sarà incaricato dalla regione un Referente per l’attuazione del Progetto Vita (RAP) tramite una apposita selezione dei profili professionali.
Il Referente dovrà:
- Attuare il progetto,
- Assistente i responsabili e i referenti degli interventi,
- Assicurare il monitoraggio dell’attuazione del progetto in corso,
- Garantire il pieno coinvolgimento della persona con disabilità al progetto,
- Convocare l’Unitá di Valutazione Multidisciplinare.
Come applicare il Progetto Vita al Disturbo Ossessivo Compulsivo?
Sarebbe interessante osservare come poter monitorare una persona affetta dal disturbo ossessivo compulsivo in modo grave attraverso un Progetto Vita creato per garantirle una qualità della vita migliore. Attraverso una vasta equipe multidisciplinare si potrebbe arrivare a richiedere una apposita procedura per le persone affette da tale disturbo.
Come sviluppare la richiesta?
Si dovrebbe:
- Valutare la gravità del Disturbo a ossessivo compulsivo,
- Valutare l’ambiente più idoneo per la persona,
- Osservare i suoi rapporti interpersonali, per poter sviluppare un eventuale coinvolgimento di altre persone,
- Effettuare diversi colloqui con la persona richiedente, rendendola partecipante e attiva,
- Valutare la possibilità di una richiesta lavorativa,
- Osservare e valutare le persone coinvolte nel la vita del la persona richiedente,
- Valutare in contesto socioeconomico in cui la persona si trova, Richiedere più pareri da parte di altre esperti, anche se non del proprio settore.
L’importanza principale del Progetto Vita deve rimanere la partecipazione attiva del soggetto al progetto.
Sitografia
https://www.serenis.it/articoli/legge-104-per-disturbo-ossessivo-compulsivo
https://old.jpsychopathol.it/wp-content/uploads/2015/07/01Editoriale1.pdf
https://osservatorionazionaleautismo.iss.it/progetto-di-vita
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2024-05-03;62

