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Dalle diverse problematiche della scuola di oggi alle possibili opportunità progettuali

Dalle diverse problematiche della scuola di oggi alle possibili opportunità progettuali

La scuola di oggi si trova ad affrontare una complessità di esigenze, di funzioni e difficoltà sociali ad esse collegate. Gli insegnanti dei vari ordini di scuola sono costantemente chiamati a svolgere una molteplicità di ruoli e funzioni, che superano, spesso, le loro competenze, ancora, legate alla specificità tradizionali della loro professionalità.

Ne deriva, perciò, la consistente richiesta di potenziamento del loro intervento, da parte delle famiglie e della società in genere, che impone, all’istituzione scolastica, una nuova organizzazione del sapere e dei saperi, costringendo, in questo modo, gli operatori della scuola, all’assunzione di una nuova responsabilità allargata, multilaterale e più impegnativa di quella richiesta dalla scuola tradizionale.

Ciò determina, normalmente, la necessità, per gli insegnanti, di assumere, man mano, una pluralità di ruoli, come quello di psicologo, sociologo, pedagogista, medico, assistente sociale, consulente familiare; competenze, queste, necessarie ad affrontare, organicamente, la realtà esistenziale ed i bisogni dei bambini e dei ragazzi, con particolare riferimento alle situazioni di disagio e di svantaggio sociale.

La possibilità di intervento qualificato, in questa direzione, nonostante la buona volontà degli operatori,  l’eventuale supporto dei soggetti, istituzionalmente preposti o le lodevoli sperimentazioni di buone pratiche, risultano, spesso, inadeguate o episodiche, nella loro attuazione, per la mancanza di progettualità organiche, integrate e coordinate, sul territorio.

Alla situazione di estrema difficoltà, come quella sopra descritta, si aggiunge, tra l’altro, la mancanza di un serio progetto di formazione e aggiornamento obbligatorio del personale della scuola. 

Non prende forma, inoltre, un progetto politico, orientato a garantire la qualità del servizio educativo e, conseguentemente, un pieno riconoscimento di uno “status” professionale, sociale ed economico, della professionalità degli insegnati, il cui ruolo  è insostituibile e determinante nel favorire e stimolare il processo di crescita, maturazione e sviluppo dei singoli alunni, attraverso l’affinamento della capacità di conoscere, capire, progettare e l’apertura di canali di ascolto e di comunicazione empatica con loro.

Eppure la scuola di oggi, pur soffrendo di una scarsa presenza dei soggetti istituzionali preposti, regge ancora e continua a svolgere il proprio ruolo di agenzia educativa primaria, proponendosi, come luogo insostituibile di aggregazione, di socializzazione e come strumento di crescita culturale e sociale, cercando di affrontare, con i propri mezzi, problemi che richiederebbero la piena efficienza e il relativo funzionamento di un ambiente strutturale e funzionale idoneo. 

Il suo tentativo è, dunque, rivolto ad intervenire, spesso, in solitudine, sulle diverse situazioni di sofferenza  del sistema, utile a garantire ad ogni alunno e alla generalità della popolazione scolastica, la normalità e la continuità del percorso formativo, con una particolare attenzione alle manifestazioni di disagio e alla prevenzione di patologie dannose, derivate da vari fenomeni di emarginazione, di deprivazione socioculturale, di abbandono scolastico, di violenza agita e subita, di devianza, in definitiva, di comportamenti eticamente censurabili.

Il notevole e lodevole sforzo di predisporre progettuale i necessari interventi, a parte alcuni casi di assoluta eccellenza, si configura, frequentemente, nella sua realizzazione, come un lavoro monco, incompiuto, inadeguato, che non risponde, in modo soddisfacente alle reali esigenze di una comunità educante, che abbia come mission fondamentale, quella di favorire il pieno sviluppo delle personali potenzialità di ogni singolo alunno, dando priorità a quelli più deboli e svantaggiati.

Rimane il fatto che la scuola continua, inoltre, ad essere una realtà inascoltata, anzi, frequentemente contesta, senza una vera centralità di attenzione e senza un diritto di espressione del proprio modo di essere.

Anche nella formulazione delle Indicazioni Nazionali emanate e modificate, periodicamente, dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, alcuni esperti, redattori delle avvertenze in esse contenute, parlano della scuola, senza conoscerne la realtà, parlano degli insegnanti, senza gli insegnanti, i quali lavorano, in silenzio e in condizioni precarie, animati non dal doveroso riconoscimento pubblico o delle stesse famiglie, ma motivati, esclusivamente, dalla consapevolezza e dalla soddisfazione di essere incisivi ed efficaci nelle loro proposte didattico-educative, che incidono positivamente sui comportamenti e lasciano una traccia importante e contagiosamente positiva per il futuro progetto di vita di ogni singolo alunno.

Ipotesi progettuale

In conclusione si può sottolineare che la scuola, pur tra mille difficoltà, nell’ambito della sua autonomia didattico/organizzativa e nel quadro del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, non può, in ogni caso, rinunciare ad attrezzarsi, per predisporre progettualità mirate, con l’intento di conseguire gli obiettivi di apprendimento e i traguardi di sviluppo previsti nel Piano stesso.

A tal fine cerca di individuare, nella maggior parte dei casi, le giuste alleanze istituzionali e non, che offrano le condizioni favorevoli, per la elaborazione e la realizzazione, di una progettualità integrata, ispirata ai seguenti orizzonti pedagogici, didattici ed organizzativi:

  1. Conoscenza dei singoli alunni, delle personali caratteristiche e dei loro ritmi di sviluppo;

2. aumento della motivazione degli alunni;

3. coinvolgimento degli alunni anche dal punto di vista emotivo-relazionale e valorizzazione delle  competenze non cognitive e trasversali (v. legge n. 22 del 19 febbraio 2025 – G.U. – Serie Generale  n. 53 del 5/03/2025);

4. promozione delle potenzialità dei singoli alunni e valorizzazione delle loro capacità individuali;

5. integrazione di alunni, provenienti da retroterra esperienziali e socioculturali diversi e di alunni che presentano alcune forme di disabilità, attraverso l’affermazione di valori, quali l’uguaglianza, il rispetto, la solidarietà;

6. promozione della conoscenza e accettazione delle altre culture;

7. conoscenza  delle dinamiche di gruppo, attraverso l’utilizzo di strumenti valutativi, come il sociogramma, con l’obiettivo di creare un migliore  sistema  di  relazioni,  all’interno  del  gruppo  classe;

8. educazione al rispetto dell’ambiente;

9. conoscenza ed uso dei vari linguaggi e, soprattutto di quelli non verbali, come l’espressione corporea, artistica, musicale, ecc.

10. istituzione di uno sportello psicopedagogico, in grado di offrire un utile supporto, soprattutto agli alunni, che presentano difficoltà personali o socio-relazionali;

11. partecipazione degli insegnanti ad attività di formazione e aggiornamento, non limitate alle singole aree disciplinari tradizionali, centrate sulla tecnica del travaso, ma stimolazioni polivalenti, aperte all’esplorazione di nuovi stili di conduzione dell’attività didattico-educativa, dando più spazio alla dimensione emotiva, in cui primeggi il principio che, per l’alunno, non è importante che l’insegnante gli trasferisca solo una quantità di conoscenze e le abilità, ma, soprattutto, come lo fa sentire,  trasferendogli la qualità del rapporto interpersonale, animato da una forte corrente affettiva e da una comunicazione efficace, carica di empatia;

12. creazione di una vera alleanza educativa scuola-famiglia;

13. individuazione dei possibili supporti e contributi di risorse umane e finanziarie da parte degli enti o associazioni educative, operanti sul territorio.

Per perseguire queste finalità, sarà utile affiancare, al Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e alle Indicazioni Nazionali, che ne sono il punto di riferimento, una serie di attività innovative, che prevedano l’attivazione di una didattica laboratoriale, orientate a favorire la lievitazione di capacità cognitive, emotive e sociali, rendendo gli alunni, i veri protagonisti del loro processo di crescita, maturazione e sviluppo.