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Genitorialità Come Momento di Riorganizzazione

Genitorialità Momento Riorganizzazione

Questo articolo intende focalizzarsi sui processi di riorganizzazione della narrativa personale nel momento in cui un uomo ed una donna diventano genitori, processi che in realtà si attivano già quando vi è la scoperta di aspettare un bambino. Verrà esaminato il ruolo delle credenze, degli scopi e delle emozioni e l’intreccio tra fattori psicologici, sociali e culturali nel processo di transizione genitoriale.

La nascita di un figlio è un evento complesso e corrisponde ad una crisi in cui entrano in gioco fattori individuali, come la capacità di rielaborare la propria storia relazionale infantile, la gestione di nuovi aspetti emotivi e delle proprie credenze richiedono notevoli capacità di adattamento psicologico e di riorganizzazione delle capacità interpersonali e di coppia. Inoltre la possibilità di considerare il sistema relazionale genitori-bambino come un “microsistema” inserito in una rete ampia di contesti, ha permesso di analizzare l’influenza delle variabili sociali e culturali sulla genitorialità. 

Genitorialità e Narrazione

La psicologia del senso comune e le credenze socialmente condivise, mettono facilmente sotto accusa i genitori, offuscando il buon senso e talvolta alimentando vissuti di inadeguatezza con la credenza di non essere all’altezza del ruolo educativo.

Alla luce della complessità delle caratteristiche personali, relazionali e contestuali che influenzano il modo in cui questa fase del ciclo vitale sarà affrontata dal genitore, non sorprende che un cambiamento di questo tipo possa generare delle manifestazioni psicopatologiche.

Un intervento di tipo cognitivista potrebbe consentire un supporto delle figure genitoriali e favorire l’acquisizione di una maggiore consapevolezza partendo da una riflessione sulla propria storia personale fino a giungere alla revisione delle proprie credenze disfunzionali.

Genitorialità e Riorganizzazione

Diventare genitori, è un evento altamente pertubante, che richiede una riorganizzazione personale. Emozioni, percezioni e credenze, sono alla base del nostro comportamento e influenzano in maniera importante la qualità delle nostre relazioni. Esistono particolari circostanze che possono rendere difficile lo svolgimento di queste funzioni in un momento di transizione personale e di conseguenza far emergere problematiche di tipo emotivo e relazionale, nella comprensione di sé e dell’altro.

Negli ultimi anni, si ritiene che il rischio di sviluppare una depressione o un’altro tipo di disagio in questa fase di cambiamento, sia probabile e da non sottovalutare.

Il ruolo del genitore è frutto sia della sua esperienza personale, sia dell’influenza sociale e culturale; dove miti e stereotipi influenzano moltissimo. La narrativa personale di un individuo si incontra con la narrativa culturale della società e sulle “etichette” del buon genitore.

Concezioni e approcci pedagogici sono cambiati nel tempo; e ad oggi non ci sono più idee univoche sull’educazione infantile.

C’è stata l’educazione irregimentata, ispirata ad uno stretto controllo da parte degli adulti e alla convinzione che i genitori debbano organizzare e gestire tutti gli aspetti comportamentali dei figli.
Con il tempo si è passati ad approcci più liberali, che se da un lato ha rappresentato un’occasione di maggiore libertà per i genitori, dall’altra è diventato motivo di confusione, incertezza e anche di disagio.

Pertanto, se le storie familiari e personali condizionano questo ambito narrativo, esiste un ambito di appartenenza sociale presente con ricadute molto intense sul vissuto dei genitori.

Genitorialità e Maternità

Una condizione molto importante della genitorialità, riguarda la maternità intesa anche come momento di “crisi”e di revisione della percezione di sé, nonché dell’importanza del ruolo svolto dai genitori nell’offrire una base sicura ai propri figli affinché possa costruirsi un’identità di se adeguata. Qui entrano in gioco le emozioni, fondamentali per stabilire un rapporto adeguato con l’ambiente e per un sano sviluppo psicologico.

Diventar genitori implica voler rendere felici i propri figli, proteggerli da tutto ciò che potrebbe danneggiare il loro stato psicofisico. Spesso tendono a cercare una soluzione per tutto ciò che considerano negativo per i propri figli, con la credenza di annullare quell’emozione negativa, ponendo comunque un problema. Un genitore si preoccupa di non essere all’altezza e di non essere perfetto, sviluppando così un senso di colpa.

In un ottica post razionalista diremo che alcuni genitori potranno temere di non essere all’altezza, altri sperimenteranno vissuti di colpa e altri ancora la paura di non essere amati dai lori figli. Rispetto a questo ciò che potrebbe aiutare la genitorialità è il tema della responsività.

Utile per un supporto ai genitori, dove vengono dati degli strumenti per la gestione delle emotività e la maturazione di più consapevolezza di sè e del proprio bambino. 

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