Cerchiamo di capire come la bellezza possa influenzare i processi della crescita.
LA BELLEZZA IN CHE SENSO?
- Estetica: senso-percettiva
- Etica: comportamenti e sentimenti
Per entrambi può essere intesa in senso ampio e/o personale.
Ampio: significa proprio allargare lo sguardo per scoprire la bellezza che ci circonda.
ESTETICA
Tutti i sensi attivano esperienze di bellezza che possiamo ritrovare in qualsiasi ambiente e in qualsiasi momento. Per l’adulto significa non dare per scontato niente, riattivare la sensibilità percettiva, guardare il quotidiano come se fosse sempre una nuova scoperta. Insomma, allenare i propri sensi per restituire ai bambini lo stesso piacere.
Svegliare la curiosità, portare la meraviglia negli occhi dei piccoli, indurli alla scoperta.
In un senso più personale: esprimendo valutazioni/apprezzamenti soggettive, meglio se si argomentano con il ragionamento, facendo confronti, rilevando mutamenti. Questo facilita nel bambino lo sviluppo del senso critico, si condividono esperienze e emozioni in un clima intimo e complice, in un rapporto di vicinanza e sincerità. Insegna ai bambini a conoscere e a gestire i vissuti personali.
LA BELLEZZA ETICA: per i Bamini, è in Atto nelle Relazioni
Sta nel cogliere e promuovere sguardi benevoli, sorrisi amichevoli, gesti pacifici, solidarietà e gratitudine.
Predisporsi ad atteggiamenti accoglienti: l’ascolto, la confidenza, la condivisione di situazioni, l’ilarità di una risata. Insegnargli a esprimere e a condividere sensazioni e sentimenti valorizzandoli.
INSEGNARE AI BAMBINI A RICONOSCERE LA BELLEZZA SIGNIFICA:
- Catturare la loro attenzione
- Promuovere uno sguardo curioso e interessato, che è un gesto di grande amore e sicuramente fa bene anche agli adulti
- Stimolarli a comprendere la bellezza che spontaneamente si genera e si ripresenta (per esempio nei cicli della natura) e apprezzare quella delle arti: realizzata con ingegno e personalità
QUALE SCOPO HA QUESTA SCELTA?
Senz’altro impratichire i bambini a una visione più estetica delle esperienze, che possa essere molto varia, articolata, e talmente ricca da abituarli alla diversità, alla pluralità, a cogliere i dettagli e i particolari. Ad apprezzare la maestria con cui si realizzano elementi sorprendentemente piacevoli. Ma soprattutto favorire lo sviluppo del senso critico, fare valutazioni, confronti e scelte di gusto. Li aiuta a non conformarsi e scoprire il particolare e lo straordinario che è anche in loro stessi.
COSA NON VUOLE ESSERE?
Abituare i bambini a cercare la bellezza supera l’intento di dare una visione falsata della realtà, non vuole creare l’illusione che tutto sia splendido, ma al contrario attrezzarli a riconoscere le circostanze spiacevoli, avverse o deludenti e a contestualizzarle, perché non significano tutta l’esistenza, ma solo una sua parte.
Le possibili frustrazioni, le offese, le esperienze mortificanti e anche gli addii, saranno contestualizzati, non totalizzeranno la loro vita. Se avranno già fatto esperienza della molteplicità della realtà, sapranno volgere lo sguardo su aspetti positivi per trovare soluzioni creative. Potranno dare risposte diverse in situazioni nuove, perché la bellezza non è mai uniforme ma è variegata, inaspettata, sorprendente come l’agire umano.
Educare i bambini a trovare la bellezza è dare loro una strategia per affrontare le difficoltà senza farsi travolgere, sapendo che c’è sempre la possibilità, anche se faticosa e non immediata, di attivare soluzioni positive.

