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Strategie comportamentali per mettere in atto i buoni propositi per l’anno nuovo

buoni propositi

Il trentuno dicembre. Il periodo dell’anno dove si è soliti fare dei bilanci: su Facebook, su un quaderno, su un diario, su un semplice foglio di carta. Spesso si scrive tutto quello che si è fatto durante l’anno: tutti i progetti lavorativi, le nuove conoscenze, i nuovi amori, i viaggi intrapresi.

Spesso si è soliti ringraziare il vecchio anno, grati per quello che ci ha donato. In altri momenti, invece, è consuetudine dare a quest’ultimo la colpa di ogni sfortuna o disgrazia avuta, come un virus che ha rischiato di far estinguere l’intera popolazione o il conflitto Russia-Ucraina che ha sfiorato la terza guerra mondiale.

Vari sono i bilanci che ogni persona tende a fare dell’anno trascorso ma rimane sempre una costante fissa: l’augurio che l’anno nuovo possa essere migliore di quello precedente.

Spesso si attribuisce al nuovo anno un potere magico-salvifico. Avete presente la lampada di Aladino che quando viene sfregata esaudisce ogni desiderio espresso? Questo è quello che succede alla fine del famosissimo conto alla rovescia che sancisce l’inizio del nuovo anno. Con gli occhi chiusi rivolti al cielo e un bicchiere in mano si è pronti ad esprimere i nostri desideri, i nostri sogni. Cosa vorremmo per il nuovo anno?

Perché i buoni propositi non si tramutano in azioni concrete?

Altre volte, invece, si scrive una lista dei buoni propositi. Una lista dove si promette a sé stessi di eseguire delle attività o adempiere a dei lavori. Spesso si promette a sé stessi di cambiare, di essere persone “nuove”.

Se dovessimo dare “la medaglia d’oro” al proposito più richiesto di certo vincerebbe il pensiero “da quest’anno dieta e attività fisica”. Proposito che poi viene puntualmente rinviato e riproposto di anno in anno.

Siate sinceri, quante volte avete messo in pratica quello che avete scritto?

Generalmente, quando gli obiettivi che ci prefissiamo sono troppo generici e al di fuori della nostra portata, rimarranno solo sogni chiusi nel nostro cassetto.

Succede ai desideri generici di “voler avere più autostima” “voler essere più sereni” “voler essere gentili” “voler essere calmi”.

Dal proposito all’obiettivo concreto

La prima cosa che, in questo caso, è opportuno chiedersi è: cosa farei io se fossi gentile, se avessi più autostima, se fossi sereno, se fossi calmo? Quali sono le cose che potrebbero portare serenità, gentilezza o calma. Magari abbracciare di più i miei cari, andare al mare, fare volontariato, aiutare il prossimo.

Ricordatevi che più concreti sono i vostri obiettivi e più facile sarà procedere alla loro attuazione.

In aggiunta a quanto detto si può ipotizzare che la maggior parte di noi è solita rinviare le proprie scelte ad un momento più felice e propizio, dimenticandosi del totale controllo che ha sul proprio comportamento nonostante pensieri ed emozioni possano essere ostacoli.

Un ulteriore motivo per cui non si riesce a mettere in pratica i buoni propositi è l’importanza eccessiva data a quel singolo obiettivo, dimenticando la vera motivazione per cui è cosi importante intraprenderlo e metterlo in atto.


Il tema dei buoni propositi e delle buone abitudini è approfondito in numerosi corsi online dedicati alla crescita personale disponibili sulla piattaforma IGEA CPS. Suggeriamo, in particolare, il corso Come creare abitudini positive e mantenerle nel tempo.


Strategie per mettere in atto i buoni propositi

Concretizzati gli obiettivi, è opportuno procedere con la loro suddivisione in sotto-obiettivi.

Ipotizziamo che il vostro obiettivo sarà quello di fare attività fisica e poniamo il caso che scegliate la corsa come attività fisica più congeniale a voi e il campetto vicino casa per metterla in atto.

  1. La prima tappa sarà quella di definire al meglio l’obiettivo iniziale. Andare a correre, ad esempio, si potrebbe trasformare in “fare 10 giri di campo al giorno”.
  2. La seconda tappa sarà quella di rendere ancora più specifico l’obiettivo “fare 10 giri di campo al giorno”, tendendo conto della grandezza del campo da corsa e del vostro “stato di pigrizia iniziale”. Se non siete allenati o non abituati al movimento basterà prefissarvi, inizialmente, di fare un giro di campo al giorno. Poco importa se in quel momento siete lontani da vostro obiettivo iniziale.
  3. La terza tappa sarà quella di rinforzare ogni traguardo raggiunto. Dopo ogni giro di campo scegliete di eseguire un’attività che più vi piace. Ad esempio potete scegliere di ascoltare la vostra musica preferita ma solo dopo aver raggiunto il vostro obiettivo.
  4. La quarta tappa sarà quella di aumentare gradualmente i giri di campo eseguiti, rinforzandoli puntualmente.

Ricordatevi il valore che sta dietro quel semplice obiettivo di andare a correre. Nel preciso momento in cui mettete le scarpe e la tuta da ginnastica, state mettendo in atto un’azione che vi avvicina al tipo di persone che voi volete essere.

Procedere per sotto-obiettivi potrebbe aiutarvi a rendere semplice a facilmente attuabile qualsiasi obiettivo che vi poniate, anche quello la cui realizzazione sembra molto lontana.

Buon anno a tutti voi, con l’augurio che ogni vostro desiderio e sogno venga realizzato grazie alla vostra costanza e pazienza!

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