Così è stato il nostro primo incontro con voi. Attraverso i ragazzi che non volete… Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro la scuola non è più scuola…E voi ve la sentite di fare parte di questo mondo? Allora richiamateli, insistete, ricominciate tutto daccapo a costo di passar per dei pazzi. Meglio passar per pazzi che essere strumenti di razzismo
(Lettera ad una professoressa – d. Lorenzo Milani).
La profonda attualità di questo testo ci riporta ad interrogativi sempre di moda quando si parla di scuola, domande che spesso restano senza risposte o preda di sterili polemiche. ‘Qual è oggi il ruolo della scuola?’ ‘Cosa vuol dire oggi fare scuola?’.
Durante questi ultimi anni è emersa la molteplice funzione che oggi questa istituzione ricopre, molto oltre il lato prettamente didattico, che richiede a docenti, genitori e studenti di stipulare un patto formativo, i cui confini travalicano decisamente quelli dell’edificio scolastico.
I giovani necessitano di riferimenti educativi e socializzanti che rischiano di non trovare al di fuori di questo contesto, in una società in cui scarseggiano proposte valide e appassionanti.
Essere adolescente oggi pone davanti ad un confronto quotidiano con una pluralità potenzialmente infinita di proposte valoriali; spesso alla scuola è demandato il compito di fornire gli strumenti giusti per districarsi all’interno di questa giungla, diventando per i ragazzi unico punto di riferimento formativo a 360 gradi. Questo è richiesto oggi da un contesto sociale che lascia i più giovani in balìa di se stessi, soli in mondi virtuali e in ambienti reali che non riescono a vederli finché non diventano problema, relegati agli ultimi posti delle agende politiche ed etichettati come generazione persa in partenza.
Il ruolo della scuola
In questo quadro poco rassicurante spesso è proprio la proposta scolastica l’unica a raggiungere in modo egualitario, almeno sul piano teorico, tutti i ragazzi ed è quindi l’unico attore a poter garantire loro una formazione concreta ed esaustiva
Emerge quindi oggi come urgenza quella di rileggere e rivedere l’obiettivo ultimo e gli strumenti a disposizione di questa preziosa istituzione, alla luce dei cambiamenti dei tempi e, soprattutto, delle nuove necessità di chi si ritrova ad abitare questo contesto.
Lo stesso don Milani in una Conferenza ai direttori didattici del 31 Gennaio 1962, descrivendo la scuola come ‘una cosa affettiva, naturalissima’, racconta quanto anche il suo concetto della stessa sia stato da lui fortemente rivisto e calibrato negli anni, sottolineando l’importanza di un’intenzionalità calata nel contesto socio-temporale in cui ci si trova ad operare
Nuove e continue sfide si aprono quindi davanti ai docenti per i quali si rende necessaria la costruzione di una professionalità sempre più attenta all’uomo e alla trasmissione di quella cultura che traccerà le mappe della nostra società futura. Trovare nuove metodologie di approccio e avvicinamento ai giovani è oggi imprescindibile, partendo dalla valorizzazione delle attività laboratoriali e pratiche in cui aiutare a mettere in gioco quell’industriosità poco valorizzata, ma sempre più presente nei ragazzi, anche nell’approccio alle nuove tecnologie.
Nuove figure educative
E perché non pensare anche all’introduzione in ogni istituto di figure professionali stabili che possano affiancare il personale docente, garantendo una risposta più efficace e introducendo spazi di confronto e sviluppo delle abilità sociali di base troppo spesso lasciate in secondo piano?
Laboratori di cittadinanza attiva, focus group di approfondimento sull’attualità, attività di sviluppo della propria autoconsapevolezza, incontri sulla comunicazione efficace in cui educatori professionali possano affiancare i docenti in uno scambio virtuoso di competenze. Troppo spesso questi momenti sono affidati a ore preziose rubate al completamento dei programmi ministeriali o a interventi spot realizzati da figure di passaggio che non hanno la possibilità di creare relazioni durature con gli studenti, rendendo queste occasioni sterili ‘perdite di tempo’ per tutti.
La scuola oggi ci richiede di essere innovatori ricordandoci che è il desiderio che muove. Senza, tutto si ferma.
Necessitiamo di professionisti che non si stanchino di lanciare frecce verso orizzonti ambiziosi, facendo innamorare bambini e ragazzi della ricerca continua di impegno e determinazione.
Abbiamo bisogno di esempi costanti di impegno e dedizione che, nonostante la fatica e le difficoltà, abbiano costantemente la faretra piena e possano essere di esempio e di ispirazione per le nuove generazioni.
Fare scuola o essere scuola?
Fare scuola oggi richiede sempre più la scelta consapevole e responsabile di ESSERE SCUOLA, far parte cioè di una comunità educante che, come tale, accolga al suo interno le nuove generazioni con una precisa proposta condivisa tra tutti i suoi partecipanti.
Generare una contaminazione positiva di metodologie e professionalità differenti è oggi una scelta necessaria per l’accoglienza e la formazione di una generazione che richiede sempre più un approccio multidisciplinare. Solo consapevolizzando questa necessaria rivoluzione oggi la scuola potrà tornare ad essere luogo di vera formazione e crescita e i suoi motori, gli insegnanti, veri e propri costruttori di futuro.
E allora il maestro deve essere per quanto può, profeta, scrutare i “segni dei tempi”, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso.
(Lettera ai giudici – d. Lorenzo Milani)
Difendiamo tutti questo luogo, non stanchiamoci di permettere ai nostri giovani di osservarci e riempirsi del desiderio di poter in futuro aumentare le fila di quegli arcieri a caccia di bersagli lontani, rendendoli possibili.
Perché la scuola smetta di essere fortezza da espugnare e possa diventare un castello da abitare.
Buon primo giorno a chi con coraggio e responsabilità sceglie ogni anno di imbracciare questi archi preziosi. Per tutti.

