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Orfani speciali: le vittime dimenticate dei femminicidi

Quando avviene un femminicidio i riflettori si accendono sulla donna vittima del reato e su che abbia perpetrato il delitto. Ma ci sono altre vittime di cui non si parla quasi mai: gli orfani dei femminicidi.

Gli orfani dei femminicidi non solo perdono la figura materna ma, di conseguenza, perdono anche la figura paterna. Vengono affidati, nella maggior parte dei casi, ai nonni o a parenti che potranno prendersi cura del bambino o adolescente. Quando, però, le figure familiari non possono prendersene cura, essi vengono affidati a delle case famiglie. 

Il termine ‘Orfani Speciali’ è stati attribuito la prima volta da Anna Costanza Baldry, nel suo libro ‘Orfani speciali: Chi sono, dove sono, con chi sono. Conseguenze psico-sociali su figlie e figli del femminicidio’ del 2017. 

Baldry li definisce speciali poiché la loro condizione di orfani ha caratteri particolari.

Di fatto, il loro essere orfani coinvolge non soltanto la perdita di entrambi i genitori, ma anche una perdita alla propria privacy, ai propri beni materiali, alla propria casa e alle proprie abitudini.

La routine di questi minori trasloca completamente lontano dalla loro vita quotidiana, provocando in loro un trauma complesso. I minori figli di vittime di femminicidio hanno, inoltre, un bagaglio traumatico dato dalla violenza assistita che si ripercuote nella relazione con i pari, la scuola e il contesto ambientale.

I numeri

Tramite una ricerca su testi giornalistici usciti tra il 2018 e il 2022, il progetto per la protezione e il sostegno dei minori vittime di abusi e degli orfani speciali introdotto dall’Osservatorio Nazionale Indipendente sugli Orfani Speciali (O.N.I.S.O.S.) è riuscito a stilare un valore statistico del fenomeno.

La ricerca, come spiega il report, è stata condotta su:

• 37 quotidiani nazionali,

• 80 quotidiani locali,

• 84 edizioni secondarie di quotidiani locali,

• 384 periodici,

• Oltre 200mila fonti web.

Parametri di ricerca

Sono state coinvolte due tipologie di ricerca durante la lettura degli articoli: in primo luogo sono stati estratti 40.000 mila articoli di partenza, per poi coinvolgere analisti per una successiva lettura manuale degli articoli.

Sono stati rintracciati 16 parametri dagli analisi:

1 – Data notizia: la data di pubblicazione della notizia su stampa o web.

2 –  Titolo notizia: il titolo della notizia così come acquisito nel flusso news di Volocom.

3  – Fonte: la fonte di pubblicazione della notizia.

4 – Regione fonte: la regione in cui risiede la fonte su cui è stata pubblicata la notizia (se la fonte è di carattere nazionale, viene indicata come “nazionale”).

5 – Anno: anno in cui avviene l’episodio di violenza assistita.

6 – Mese: mese in cui avviene l’episodio di violenza assistita.

7 – Regione fatto: regione in cui avviene l’episodio di violenza assistita. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

8 – Provincia: provincia in cui avviene l’episodio di violenza assistita. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

9 – Città: comune in cui avviene l’episodio di violenza assistita. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

10 – Età: età del minore che assiste alla violenza. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”. Se il bambino aveva solo pochi mesi di vita, gli è stato assegnato per convenzione valore «1 anno».

11 – Autore violenza: grado di parentela (rispetto alla vittima della violenza, NON rispetto al minore che assiste) dell’autore della violenza. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

12 – Condizione autore violenza: elementi che identificano il contesto in cui avviene la violenza dal punto di vista dell’autore della stessa. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

Nello specifico:

a) Alcool: l’autore della violenza viene identificato come soggetto con problemi di alcool o in preda all’alcool nel momento del compiere la violenza.

b) Associazione mafiosa: l’autore della violenza viene identificato come soggetto legato ad ambienti di stampo mafioso.

c) Con precedenti: l’autore della violenza viene identificato come soggetto recidivo, già allontanato, destinatario di divieti di avvicinamento o con precedenti problemi legati alla giustizia.

d) Detenzione arma abusiva: l’autore della violenza è passibile anche del reato di detenzione di arma abusiva.

e) Disoccupato: l’autore della violenza viene identificato come soggetto disoccupato.

f) Domiciliari: l’autore della violenza, durante il compimento della stessa, si trova agli arresti domiciliari.

g) Gelosia: la violenza avviene in un contesto di gelosia nei confronti della vittima, in tutte le sue forme (gelosia vera e propria, non accettazione della fine della relazione, stalking etc.).

h) Intolleranza religiosa: la violenza avviene sotto la spinta di motivazioni legate a intolleranza religiosa (es. la vittima non voleva indossare il velo islamico).

i) Ludopatia: l’autore della violenza viene identificato come soggetto con problemi legati al gioco d’azzardo.

j) Nomade: l’autore della violenza viene identificato come soggetto nomade, senza fissa dimora o ambulante.

k) Problemi economici: l’autore della violenza viene identificato come soggetto con problemi economici oppure questi ultimi sono legati direttamente alle origini della violenza compiuta.

l) Razzismo: la violenza avviene per motivi legati a idee razziste.

m) Tossicodipendente: l’autore della violenza viene identificato come soggetto con problemi di tossicodipendenza o sotto l’effetto di stupefacenti nel momento del compiere la violenza.

n) Violento: l’autore della violenza viene identificato come soggetto di attitudine violenta.

o) Origine uomo: origine dell’uomo coinvolto nella violenza (sia esso vittima o autore). Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

p) Origine donna: origine della donna coinvolta nella violenza (sia essa vittima o autrice). Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

q) Tipologia violenza: macrocategorie in cui si inserisce la specifica violenza compiuta nel singolo episodio. Se non identificabile dai testi degli articoli, viene assegnato valore “ND”.

Nello specifico:

a) Aggressione: la violenza avviene nella forma dell’“attacco violento”.

b) Estorsione: la violenza avviene sotto forma di ricatto, obbligo o costrizione della vittima postasotto minaccia.

c) Lesioni: la violenza determina lesioni nella vittima.

d) Maltrattamenti: la violenza, oltre a coinvolgere lo specifico episodio, avviene in modo ripetuto nel tempo.

e) Minacce: la vittima subisce minacce (in qualsiasi forma) da parte dell’autore.

f) Omicidio: la vittima viene uccisa.

g) Sequestro: la vittima subisce una privazione o restrizione volontaria della libertà personale.

h) Stalking: l’autore perseguita la vittima.

i) Tentato omicidio: la violenza costituisce una minaccia alla vita della vittima.

j) Violenza psicologica: qualsiasi forma di comportamento che comprometta la salute psicologica della vittima (compresi insulti e violenza verbale).

k) Violenza sessuale.

l) –  Orfano speciale (sì/no): se la vittima della violenza viene uccisa rendendo orfano il minore che assiste alla stessa.

Il numero complessivo degli Orfani Speciali

Il numero complessivo di orfani speciali dal 2018 al 2022 è di 171, secondo il report.

I numeri, dal 2018 al 2022, dei minori sono diminuiti del 58,1%, partendo dal 2018 con 43 orfani speciali e concludendo con il 2022, con 18 orfani.

L’età dei Minori

I dati mostrano come i minori si sviluppino all’interno della fascia tra i 5 e gli 11 anni, con 21 orfani per i cinque anni di età e 15 orfani per gli undici anni di età.

In media, i dati osservano circa 7 orfani speciali per età, con una deviazione standard di circa 4,5.

Maggiori sono i casi dove gli orfani speciali hanno età comprese tra i 5 (16,5% del totale) e i 7 anni. I minori di 11 anni risiedono all’interno del 9,7% del totale e i bambini tra i 2 e i 6 anni ricopro o l’8,1% ciascuno.

Nel complesso, lo studio ci riporta 3592 casi dal 2018 al 2022, contando quasi dieci bambini al giorno che abbiano assistito a episodi di violenza familiare.

Le leggi italiane

Se a livello Internazionale gli Orfani Speciali non posseggono un vero e proprio statuto, in Italia questi ultimi sono stati riconosciuti come vittima di crimini domestici di reato intenzionali violenti. Così facendo, si garantisce la minore il diritto all’indennizzo economico mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie stanziate nel Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura –art. 14 legge n. 122/2016.

Inoltre, attraverso la legge dell’11 gennaio 2018 n. 4 i figli minorenni e maggiorenni non economicamente autosufficienti hanno diritto a una serie di disposizioni. Con l’annessa modifica dell’articolo 577 del codice penale sull’intervento dell’omicidio aggravato dalle relazioni personali.

In contributo della Regione Lombardia 

Tramite la legge regionale 11/2012 “Interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a favore di donne vittime di violenza”, la Regione Lombardia nel 2019 ha individualizzato le politiche di sostegno per gli orfani speciali. Attraverso l’articolo 7 bis la Regione ha premura di promuovere interventi di carattere finanziario per tutti gli orfani vittime di femminicidio.

Come aiutare?

Diverse sono le associazioni che si occupano di donne vittime di violenza e orfani di madri vittime di femminicidio sul territorio nazionale. 

Al seguito le associazioni e i progetti:

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